Anticonformismo: a chi appartiene? Ha ancora senso parlarne?

Gentilissimi lettori per iniziare esplicherò il tema di questo post definendo il suo contrario: il conformismo.

Col termine conformismo si intende un atteggiamento di acritica adesione e deferenza nei confronti delle opinioni e dei gusti della maggioranza o delle direttive del potere.

I motivi che le persone hanno per conformarsi a determinati stereotipi sono moltissimi. Le modalità con cui si diventa conformisti pure. Ad esempio, c’è del conformismo in coloro che fanno degli status symbol (auto costose, case lussuose, vestiti di marca ecc.) il loro leitmotiv? Oppure, c’è conformismo in chi prende qualcun’altro come riferimento e lo imita nei comportamenti, nel modo di vestire e nel linguaggio? È conformismo adattare il proprio pensiero a delle logiche di gruppo, a discapito di quelle individuali?
La mia opinione è che è conformismo il sottacere ai propri ideali, valori e principi, per abbracciarne altri, magari più comodi e più in linea con i diktat contemporanei.
Dunque possiamo dire che il conformismo è un atteggiamento di tacita rinuncia di chi, alla propria identità, preferisce la rassicurazione di una personalità generalizzata e standardizzata.
L’anticonformismo, al contrario, è l’autodeterminazione, è l’indipendenza della propria coscienza rispetto alla percezione della massa.

Ma a chi appartiene oggi l’anticonformismo?

La mia opinione a riguardo è chiara.
Al giorno d’oggi l’anticonformismo appartiene a chi coltiva la propria personalità. Appartiene a chi le proprie tradizioni, le origini, le usanze, i costumi e la cultura, le valorizza per costruire il futuro.
L’anticonformismo di oggi appartiene a chi si oppone alle logiche uniformanti, all’indifferenza dilagante, alla cultura dell’ignoranza.
L’anticonformismo sta cambiando perché le logiche del potere sono cambiate.
Perché se il conformismo di oggi è l’accettazione di una società globalizzata, priva di tradizioni e multiculturale, allora, l’anticonformismo è ciò che, viceversa, prevede una società localizzata ma estesa, tradizionale ma ben disposta al futuro, identitaria ma rispettosa delle usanze e delle culture nei luoghi altrui.

Ha ancora senso parlare di anticonformismo?

Certo! Secondo me si deve parlare di anticonformismo. Per le prossime e future generazioni, che potrebbero vivere un’epoca in cui nulla avrà più un’identità univoca.
L’anticonformismo al giorno d’oggi è quanto mai necessario, poiché servono delle persone volenterose e capaci di riscoprire l’importanza delle tradizioni.

Voglio finire questo mio post con una citazione e un affettuoso saluto a tutti voi, che siete arrivati #FinoAllaFine.

“Il nostro primo dovere è di non seguire, come fanno gli animali, il gregge di coloro che ci precedono.” -Lucio Anneo Seneca-

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