Brestovec: la visita a percorso storico e cannoniere (11/09/2015)

A pochi chilometri di distanza da Gorizia, sul Carso isontino, è possibile visitare il percorso storico del monte Brestovec. Il percorso, che attraversa i luoghi della Grande Guerra, si snoda attraverso le linee di trinceramento italiane e delle cannoniere fortificate. Per saperne di più, continuate a leggere.

Come Arrivare

Bisogna raggiungere l’abitato di Cotici e proseguire fino in fondo a Via Devetaki, qui inizia il percorso che è segnalato da alcuni cartelli con le  indicazioni per Brestovec (GPS 45°52’51.44”N 13°33’52.57”E).

La visita

Il piccolo stagno ad inizio percorso
Il piccolo stagno ad inizio percorso

Inizialmente ho percorso alcune decine di metri lungo una stradina sterrata, che mi ha portato fino a un piccolissimo stagno. Posso immaginare che, soprattutto nei mesi estivi, rappresenti un’utile risorsa per la fauna locale che vi si può abbeverare.

Linee di trinceramento lungo il percorso
Linee di trinceramento lungo il percorso

Proseguendo per il percorso segnalato ho fiancheggiato le prime linee di trinceramento e trovato alcune gallerie, che, con tutta probabilità, furono utilizzate dai soldati come riparo dai tiri dell’artiglieria nemica e come ricovero sotterraneo per i feriti.

L'ingresso alle cannoniere del monte Brestovec
L’ingresso alle cannoniere del monte Brestovec

Continuando a camminare lungo il sentiero, che attraversa parte dell’altopiano di Doberdò, sono arrivato all’ingresso delle cannoniere italiane del monte Brestovec.
Le gallerie del monte Brestovec vennero realizzate dalle 3a Compagnia del 5° Reggimento del Genio Minatori del Regio Esercito Italiano, nel periodo fra gennaio e agosto del 1917. Per scavare queste gallerie venne impiegato un motore a olio pesante, collegato a una trivella ad aria compressa che perforava la roccia, ottenendo così dei fori. Questi fori venivano riempiti di esplosivo con detonatore a miccia e poi successivamente ben chiusi. Dopodiché venivano radunate tutte le micce, poi accese e dopo lo scoppio i soldati, muniti di cassette e badili, portavano fuori tutto il materiale che dalla mina era stato fatto saltare.
Poi ricominciavano l’operazione.
La cannoniera del Brestovec, recentemente resa fruibile al pubblico da alcune opere di risistemazione e pulizia, offre una simbolica narrazione ad opera di due soldati, uno italiano e uno austro-ungarico. Questa narrazione avviene attraverso delle rappresentazioni d’arte moderna in quelle che una volta furono le postazioni da fuoco, cioè dei grossi stanzoni scavati nella roccia, dove venivano sistemati i potenti cannoni 149/35.

La “dolina dei morti”

Una fra le rappresentazioni più simboliche è sicuramente la “dolina dei morti“, dove sono state disposte orizzontalmente diverse croci eccetto una che è installata in verticale.

La “terra di nessuno”

Nella zona intermedia della cannoniera c’è la “terra di nessuno“, ovvero un’area per la riflessione.

L'area dedicata alle testimonianze
L’area dedicata alle testimonianze

Successivamente c’è l’area dedicata alle “testimonianze“, con le sagome di Kipling, d’Annunzio e Eugenio d’Asburgo.

i “bombardamenti”

La sesta postazione è dedicata ai “bombardamenti“, dove sono riportati tutti i colpi italiani sparati per ogni metro del fronte carsico.

Alcuni vagoni da miniera
Alcuni vagoni da miniera

L’ultima postazione, con una serie di vagoni da miniera, è stata pensata per rappresentare i lavori per realizzare la cannoniera.

Alcune trincee e punti d'osservazione all'uscita della galleria
Alcune trincee e punti d’osservazione all’uscita della galleria

Una volta terminata la galleria sono giunto ad un bivio. Mantenendo la sinistra è possibile visitare altre trincee e postazioni d’osservazione.

La cima del Brestovec con in primo piano il falsoscopo
La cima del Brestovec con in primo piano il falsoscopo

Tendendo la destra all’uscita della galleria, la passeggiata continua per circa un quarto d’ora e porta fino alla cima del monte Brestovec. Qui è presente un falsoscopo (cioè un punto di riferimento naturale o artificiale, a cui si ricorre per il puntamento di un obiettivo non individuabile a vista) collocato a quota 208 m. Simili cippi si possono trovare nelle vicinanze dell’aeroporto di Merna, sul San Michele, nel Vallone di Devetaki e sul Nad Logem.
Per ritornare al punto iniziale della passeggiata ho ripercorso la strada fatta all’andata e in tutto ho impiegato circa due ore.

Conclusioni

Con questo articolo ho potuto scrivere della mia visita al percorso storico del Brestovec, che mi ha permesso di ammirare dei paesaggi stupendi e incontaminati, immerso nella natura e in un contesto pregno di rilevanza storica.
Augurandomi questo articolo possa essere utile a chi ancora non ha ancora avuto modo di visitare queste splendide zone, vi esorto a condividere le vostre impressioni nello spazio dei commenti.
In conclusione, allorché l’articolo sia stato di vostro gradimento, potreste aiutarmi a farlo conoscere condividendolo con i vostri amici.

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