Monte San Gabriele (Škabrijel): visita e info

In questo articolo vi parlerò della mia visita sul monte San Gabriele (in sloveno Škabrijel), un luogo dove storia e natura sono protagoniste indiscusse. Inoltre vi proporrò anche il video riassunto della visita, una novità che ho inserito con lo scopo di rendere ancor più completa l’esperienza del mio blog. Continuate a leggere per saperne di più.

Un po’ di storia

Il monte San Gabriele, alto 646 metri, si è iscritto nella storia dei combattimenti del fronte isontino come uno dei più terribili e sanguinosi campi di battaglia del suolo sloveno. Ai combattimenti sul monte San Gabriele presero parte soprattutto le seguenti brigate dell’esercito italiano: Abruzzi, Arno, Campobasso, Elba, Ferrara, Foggia, Forlì, Girgenti, Messina, Palermo, Pescara, Trapani e Treviso. Tra esse c’erano anche dei reparti scelti, chiamati Arditi.

La visita

Le indicazioni per Kekec e per il monte San Gabriele
Le indicazioni per Kekec e per il monte San Gabriele

Per raggiungere il sentiero che risale il monte San Gabriele (Nova Gorica, Slovenia), partendo da Gorizia, ho attraversato il valico di Casa Rossa e ho seguito le indicazioni per Kromberk, successivamente ho proseguito fino a raggiungere la locanda Kekec (per info: www.primula.si/kekec). Segnalo che dalla locanda in poi è possibile proseguire solo a piedi.
Inizialmente ho seguito il percorso asfaltato e segnalato dalle frecce con la dicitura Skabrijel, dopo pochi minuti di cammino, l’asfalto ha lasciato posto allo sterrato, che è rimasto fino alla fine della passeggiata.

L'inizio del percorso di risalita del San Gabriele
L’inizio del percorso di risalita del San Gabriele

Come punto di riferimento iniziale ho utilizzato un cartello di divieto, che limita l’accesso ai mezzi motorizzati ma che consente il passaggio a piedi ed è l’inizio vero e proprio del percorso di risalita del San Gabriele.

Monumento commemorativo dell'esercito ungherese
Monumento commemorativo dell’esercito ungherese

Dopo qualche minuto di salita ho raggiunto il monumento commemorativo del 4° reggimento dell’esercito nazionale ungherese, risalente alla prima guerra mondiale.

Questo sono io nel
Questo sono io nel “bivak Stefan”

Continuando a salire, raggiunta la quota 573 m s.l.m., sono arrivato al bivak Stefan dove ho  incontrato un arzillo signore che, nonostante l’età di 79 anni, ancora sale ogni giorno fino alla vetta del monte. Chiacchierando, mi ha raccontato brevemente la storia del monte San Gabriele, soffermandosi sul fatto che su quelle terre, durante il primo conflitto mondiale, hanno trovato la morte 42.000 soldati. Dopo aver scambiato ancora qualche parola, si è diretto verso la cima del monte per portare un nuovo libro delle firme per i visitatori.

La grande torre panoramica
La grande torre panoramica

Dopo aver riposato qualche istante presso il bivak Stefan, ho ripreso il cammino verso la vetta, che ho raggiunto in un quarto d’ora di camminata. Una volta in cima al monte San Gabriele, la prima cosa che ho notato è stata la grande torre panoramica, alta circa 15 metri.

Un selfie con Nova Gorica e Gorizia sullo sfondo
Un selfie con Nova Gorica e Gorizia sullo sfondo

Dato che la cima del monte è ricoperta dal bosco, difficilmente avrei potuto osservare un panorama suggestivo senza questa torre panoramica. Infatti, una volta salito fino in cima, ho potuto ammirare lo splendido paesaggio circostante che spazia dalle città di Nova Gorica e Gorizia, passando per il Monte Santo, il Sabotino e l’Isonzo.

L'inizio del percorso del ritorno
L’inizio del percorso del ritorno

Una volta sceso dalla torre, ho firmato il libro dei visitatori e ho scambiato ancora qualche parola con l’arzillo signore, che mi ha anche suggerito un percorso di ritorno alternativo. Così ho seguito le sue indicazioni e mi sono diretto per Prevala.

Monumento nei pressi di quota 526
Monumento nei pressi di quota 526

Uno dei momenti per me più intensi di questa visita è stato sul Veliki Hrib (quota 526), quando ho letto, impressa su di un tabellone turistico, la lettera di Fernando Caponi, un soldato italiano al fronte che ha descritto le proprie impressioni a riguardo del sanguinoso campo di battaglia. Ve la riporto di seguito: “il Veliki Hrib, ossia q. 526, come ho accennato altre volte, fa parte del massiccio del San Gabriele e trovasi precisamente a Nord di q. 646 (Monte San Gabriele) alla quale è unita dalla quota intermedia 552. Le tre grandi quote distano l’una dall’altra, in linea d’aria, dai 450 ai 500 metri congiunte da lievi depressioni del terreno. La q. 526 vera e propria, lunga circa 250 metri e larga una cinquantina, è pianeggiante, pietrosa, con scarsa o nulla vegetazione ridotta a miseri pezzi d’albero. Solcata per ogni senso da profondi camminamenti scavati nella dura roccia… Sulla posizione, materiali di ogni sorta e qualità, fucili rotti, baionette contorte, casse sventrate, proiettili inesplosi, indumenti, zaini, tascapani laceri e insanguinati; elmetti, maschere di tutto un po’, mazze ferrate, pugnali e cadaveri, cadaveri, cadaveri ad ogni passo. Quanti, quanti morti ricoprono il terreno ammorbando l’aria con esalazioni putrescenti?! Sono migliaia gli uni sovrapposti agli altri, per tutto, nelle trincee, nei camminamenti, nelle caverne, all’aperto. Non ho mai visto un carnaio simile, e di morti ne ho visti tanti su altri campi di battaglia!! È un ammasso confuso di corpi, armi, materiali, teste, gambe, braccia, spezzate, il tutto nelle più strane forme, negli atteggiamenti più macabri e spaventosi. La truppa ha formato dei comodi ripari con i cadaveri, non è facile riconoscere i vivi dai morti, tanto sono confusi gli uni con gli altri e con facilità si rivolge la parola ad un morto e si scambia per morto chi è vivo. Ecco la guerra in tutta la sua mostruosità! Eppure gli animi non si abbattono, non tremano e non paventano. I vecchi soldati usi a tanti orrori, se ne stanno comodamente seduti sui cadaveri fumando pacificamente pipe e sigarette, mangiando saporite gallette e gustose scatolette di carne in conserva, ciarlando del più e del meno come se non fosse guerra“.
(Fonte: il diario originale di Fernando Caponi, conservato da suo nipote Fabio Balducci Caponi, Grosseto, Italia).

Scatole, toppe, lattine per le conserve e altri materiali
Scatole, toppe, lattine per le conserve e altri materiali

Per gran parte della visita, ma soprattutto nella seconda parte, il sentiero era disseminato di cianfrusaglie, reperti e munizioni arrugginite.

L'ingresso della Kaverna IR 87
L’ingresso della Kaverna IR 87

Verso la fine della visita ho trovato un’indicazione che segnalava la presenza della Kaverna IR (infantry regiment) 87. Presumo che durante il conflitto questa caverna venisse utilizzata dall’esercito austro-ungarico come rifugio e come riparo dai colpi dell’artiglieria italiana.

Il monte Santo
Il monte Santo

Prima di lasciare quegli splendidi luoghi ho scattato un’ ultima foto al Monte Santo.

Video della visita

Come ho già scritto all’inizio, ho implementato questo articolo con un breve video riassunto della mia visita al monte San Gabriele.

Conclusioni

Dopo aver visitato il monte San Gabriele, sono ancora più consapevole del fatto che il primo conflitto mondiale ha lasciato nei territori circostanti l’Isonzo numerosissimi resti (cimiteri militari, cannoniere, trincee, sacrari, monumenti e musei all’aperto). Sono proprio questi resti che mi permettono ogni giorno di non dimenticare le tragedie e le brutalità che la Grande Guerra ha portato con sé.
Prima dei saluti vi ricordo di lasciare un vostro commento all’articolo e, se vi è piaciuto ciò che avete letto, condividetelo con tutti i vostri amici, mi farà davvero piacere.

Vi invito a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook.

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8 thoughts on “Monte San Gabriele (Škabrijel): visita e info

  1. raffaele di martino 24/12/2015 / 17:27

    il mio prozio sergente Andrea Lanna mitragliere della 173 compagnia 1907 f trovò la morte all’età di 24 anni il 4 settembre del 1917, proprio sulle pendici Nord del San Gabriele. La sua compagnia era aggregata alla Brigata Arno. Di lui sappiamo che forse è sepolto ad Oslavia. Se mai nelle sue escursioni dovesse trovare la sua tomba ce lo faccia sapere, io ed i miei cugini le saremo molto grati. Le scrivo dalla provincia di Caserta, grazie per quello che fa per ricordare quei ragazzi. la saluto . Buon Natale

    • Andrea Tomasella 24/12/2015 / 17:58

      Carissimo Raffaele Di Martino, questa sua testimonianza è per me importantissima. Sono io a ringraziarla per avermi reso partecipe di questa storia. Certamente non mancherò di aggiornarla di eventuali sviluppi.
      Le auguro un buon Natale e un felice anno nuovo.

  2. sirio 14/05/2016 / 14:54

    In questi giorni ho ritrovato documenti e notizie di mio nonno morto e disperso sul monte S.gabriele , questo desunto da un albo degli eroi in cui ci sono sue notizie ,cosi dopo tutta una vita a sentire storie e rammarico di mia madre di nn aver mai avuto un padre ho ripreso una ricerca per capire dove potrebbe essere sepolto , comunque con il desiderio di andare sul monte per me stesso. questi i dati riscontrabili nell’ albo degli arditi. LOMBARDI NATALE di Angelo
    Soldato 276 compagnia mitraglieri Fiat,nato il 18(25)dicembre 1983 a Forlì, morto il 22 settembre 1917 sul monte San Gabriele per ferite riportate in combattimento . So che famigliari hanno cercato ma e risultato disperso , ora mi pongo la domanda ma dove possono essere i corpi delle migliaia di militari italiani morti sul monte in particolare quelli nn riconosciuti , dove potrei cercare o meglio fare un pellegrinaggio prima che li forze mi salutino. Posso ringraziarti per esserci e se puoi farmi avere notizie eventualmente in tuo possesso e se esistono associazioni che organizzano escursioni in zona. Ciao Sirio

    • Andrea Tomasella 15/05/2016 / 14:33

      Carissimo Sirio, ho cercato su internet alcune informazioni. Quanto ne è emerso non aggiunge altro rispetto a quanto già scritto, può comunque tentare di effettuare lei stesso una ricerca sui seguenti siti internet: cadutigrandeguerra.net o cadutigrandeguerra.it.
      Voglio comunque ringraziarla per il suo contributo e per aver condiviso una storia della sua vita così importante e di interesse collettivo, non mancherò di aggiornarla qualora avessi delle novità.
      Un caro abbraccio.

  3. Alberto 29/01/2017 / 22:51

    Buongiorno Andrea, complimenti per la tua pubblicazione su questa escursione. Sono un appassionato di storia della Grande Guerra e nella mia vita ho girato e visitato molti luoghi sulle dolomiti, ma avevo sempre tralasciato i luoghi vicino casa mia (Buttrio Udine). Ho trovato la tua pubblicazione fatta molto bene che mi ha fatto decidere che era il momento di visitare anche i luoghi vicino a casa mia. Da decenni che visito luoghi del carso sulla parte italiana, ma mi mancano quelli nella parte Slovena a parte il siti di Franja.
    Ti saluto cordialmente.

    Alberto Angeli

    • Andrea Tomasella 29/01/2017 / 22:59

      Gentilissimo Alberto, ti ringrazio per le splendide parole che hai speso a supporto della mia attività di blogger. Sono davvero contento che questo articolo possa in qualche maniera aver contribuito a incuriosirti sulle fantastiche escursioni che è possibile fare nel territorio del goriziano. Mi raccomando, poi non dimenticare di farmi sapere come andrà la tua passeggiata, un caro saluto.

  4. Giuseppe Roana 15/07/2017 / 22:46

    Sono stato ieri sera sul San Gabriele e mi sono commosso.
    È quasi incredibile come la natura si sia prepotentemente riappropriata di quei luoghi. Ci tornerò la prossima settimana con più calma. Complimenti per quello che fai.
    un caro saluto
    Roana Dr Giuseppe

    • Andrea Tomasella 15/07/2017 / 23:50

      Buonasera Giuseppe, con grande contentezza leggo questo tuo commento. Grazie mille per il bel complimento e per l’interessamento a ciò che faccio. Un caro saluto.

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