Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura: visita + intervista a Enrico Graziano

Oggi ho visitato la favolosa mostra "dalla penna d'oca alla macchina da scrivere". Voi come avete passato la domenica?

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Dopo aver visitato la mostra Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura, esposta presso il palazzo Coronini Cronberg a Gorizia, ho pensato di scrivere questo nuovo articolo per condividere alcune informazioni inerenti la mia visita e per proporvi l’intervista che ho fatto al direttore della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, signor Enrico Graziano. Continuate a leggere per saperne di più.

Ho visitato la mostra Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura durante l’ultimo giorno dell’esposizione, che è durata dall’11 aprile al 4 ottobre 2015, con la consapevolezza che, osservando in prima persona calamai, tagliacarte, pennini metallici, penne stilografiche, matite meccaniche, stampe e dipinti, sarebbe stato più agevole conoscere l’evoluzione delle abitudini scrittorie degli ultimi due secoli.

Ingresso al palazzo Coronini Cronberg
Ingresso al palazzo Coronini Cronberg

Poco prima di salire ai piani superiori dei locali delle Ex Scuderie del palazzo Coronini, mi è stato comunicato dalla receptionist che la mostra, oltre che dell’esposizione, si componeva anche della visita guidata nei locali centrali del palazzo Coronini.

Il palazzo Coronini Cronberg, divenuto sede dell’omonima Fondazione per volontà del suo ultimo proprietario, il conte Guglielmo Coronini Cronberg (1905-1990), è una dimora storica risalente alla fine del Cinquecento.
Per l’occasione, in quasi ogni stanza del palazzo, sono stati esposti alcuni mobili, o oggetti, legati alla mostra sulla scrittura. Così, per circa mezz’ora, ho passeggiato attraverso le quindici sale che compongono il percorso museale, passando per il salone centrale del piano nobile e la sala da pranzo, visitando le stanze da notte e concludendo il giro nella biblioteca del Conte Coronini. Tra ricordi e cimeli di famiglia ho potuto ammirare eccezionali opere d’arte e dipinti, immerso nell’atmosfera di un’abitazione suggestiva e accogliente (per informazioni www.coronini.it).

La mostra

Terminata la visita guidata all’interno del palazzo, mi sono diretto verso le Ex Scuderie, che, nella sala d’ingresso, ospitavano i lavori degli allievi del Liceo Artistico “Max Fabiani” di Gorizia. In questo spazio gli studenti esponevano delle installazioni cartacee, con opere composite volte a esplorare le potenzialità estetiche della scrittura.

Fermacarte, tagliacarte e accessori diversi
Fermacarte, tagliacarte e accessori diversi

Al primo piano dell’edificio la mostra vera e propria si articolava in due grandi sale, allestite ad hoc per consentire ai visitatori di ripercorrere l’arte della scrittura e tutte le innovazioni tecnologiche che l’hanno trasformata negli ultimi due secoli.
Inizialmente è stato trattato il tema degli strumenti utilizzati per la scrittura, a cominciare dalla penna d’oca che, dal VII secolo d.C. e per oltre mille anni, è stato lo strumento principale dedicato alla scrittura. Anche i pennini metallici, la penna stilografica e la penna a sfera erano accuratamente descritti ed esposti, nelle loro varie evoluzioni e innumerevoli versioni.

Alcune delle macchine da scrivere esposte
Alcune delle macchine da scrivere esposte

Nella consistente varietà di strumenti per la scrittura esposti (calamai, penne di vari tipi e matite meccaniche), la più significativa è stata la macchina da scrivere, un’innovazione creata per consentire alle persone cieche di leggere e scrivere per mezzo di caratteri in rilievo.
Molto interessante anche la seconda parte della mostra, dedicata alle lettere, francobolli, plichi, buste, sigilli e ceralacca.

Intervista

Enrico Graziano, il direttore della fondazione Coronini Cronsberg,
Enrico Graziano, il direttore della fondazione Coronini Cronsberg,

Di seguito vi propongo la mia intervista al signor Enrico Graziano, direttore della Fondazione Coronini.

Una mostra d’arte in uno dei luoghi caratteristici di Gorizia, quali intenti e quali aspettative?

La mostra che abbiamo presentato, come tutte le nostre mostre, è stata fatta per far conoscere al pubblico tutto quello che non si riesce a vedere solamente nel palazzo Coronini. Facendo delle mostre tematiche riusciamo ad approfondire e a mostrare alle persone anche quello che conserviamo nei depositi e nelle soffitte. Le mostre sono sempre state un’attività collaterale a quello che è il palazzo Coronini e hanno sempre attirato parecchie persone. Questa in maniera particolare ha suscitato notevole interesse, non solo in ambito provinciale ma anche in quello regionale.

In un’epoca digitale, una mostra che riscopre i metodi tradizionali e più antichi della scrittura. Quanto bisogno c’è di riscoprire le tradizioni per affrontare il futuro?

Le tradizioni sono la base per impostare il futuro. Guardando i visitatori che sono venuti qui in Fondazione Coronini, li abbiamo divisi in due categorie: quelli che si ricordavano alcuni degli strumenti presenti nella mostra e gli altri, i più giovani soprattutto, che invece rimanevano basiti per tutte le difficoltà che c’erano all’epoca, anche solo per scrivere una lettera. Il tutto ha comunque destato molto interesse, anche curiosità da parte dei più giovani, e questa per me è la base per poi poter progredire e costruire il futuro.

Una mostra e un’attività culturale a Gorizia, capace di scoprire tanto le tradizioni quanto le innovazioni. Quali obiettivi a riguardo?

Gorizia è una città che da sempre ha una tradizione culturale molto importante. Credo che proporre, sviluppare e creare un’attività culturale sia un modo per far conoscere quella che è stata la storia di Gorizia.
Tramite il lascito fondamentale del Conte Coronini credo che si possa far crescere l’interesse per la storia della città.

La mostra è conclusa, quali sono i risultati? Infine, una considerazione conclusiva e un saluto per i lettori del blog.

Ho raccolto da poco gli ultimi dati delle presenze del weekend e posso dire che c’è stato un exploit nel finale, perché abbiamo avuto un numero di visitatori incredibile. Devo dire la verità, questa mostra ha suscitato tantissimo interesse e i numeri hanno raggiunto quelli dell’altro anno. Lo scorso anno però siamo stati aiutati molto dall’argomento della mostra, che era la prima Guerra Mondiale. Quest’anno invece i numeri si riferiscono esclusivamente alla nostra mostra e alle attività che abbiamo fatto noi, quindi per noi questo è un grandissimo successo. Siamo molto contenti. Siamo molto contenti che tanti goriziani abbiano rivisto il palazzo Coronini, siamo contenti che siano arrivati molti visitatori da tutta la regione, da Trieste, da Udine che sono realtà alle quali puntiamo per farci conoscere in tutta la regione.
Posso dirti che stiamo già lavorando alla mostra per il prossimo anno, che sarà altrettanto interessante, se non di più, e credo che il prossimo anno supereremo alla grande i numeri attuali anche perché la centralità di tutto il nostro lavoro verrà data al palazzo Coronini, che tornerà ad essere il fulcro di tutto il nostro lavoro.

Conclusioni

Secondo la mia opinione, in un’epoca in cui la scrittura è sempre più digitale (smartphone, tablet e computer), o addirittura vocale, una mostra volta a riscoprire tutte le tradizioni, ma anche le evoluzioni che l’hanno resa ciò che è oggi, è quanto mai necessaria per creare un proficuo collegamento fra antico e moderno. Un collegamento che reputo indispensabile per gettare fondamenta solide, su cui costruire il futuro di questo fondamentale mezzo comunicativo. Inoltre, il fatto che ho potuto godere di una mostra così interessante nella cornice del palazzo Coronini e, soprattutto, nella città in cui abito, è sicuramente un valore aggiunto.
Anche questo articolo è giunto alla conclusione e, prima di salutarci, vorrei ricordarvi di lasciare un vostro pensiero su quanto avete letto, nello spazio per i commenti. Infine, se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, mi farà davvero piacere.

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3 thoughts on “Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura: visita + intervista a Enrico Graziano

  1. Fulvio e Patrizia 01/08/2016 / 17:00

    A proposito di questo interessante argomento collegato alla conoscenza del mondo della scrittura, volevo condividere quella che per me e mia moglia è una vera passione per il mondo della scrittura in particolar modo di quella legata al viaggio. Da più di venti anni stiamo raccogliendo e documentando il perido storico che va dalla metà dell’800 all metà del ‘900 circa, e con lo stesso spirito descritto per questa mostra e cioè quello di far conoscere a “chiunque” e non solo ai collezionisti questo affascinante mondo, stiamo continuando in questa nostra passione.
    Se vi può interessare, su un sito creato da un giornalista e che racconta dei viaggi un po’ particolari, ci è stato chiesto di pubblicare un breve riassunto del nostro viaggio nella scrittura.

    Fulvio e Patrizia

  2. Fulvio e Patrizia 01/08/2016 / 17:01

    Per leggere la nostra storia è sufficiente inserire su Google le seguenti parole:
    Fulvio Patrizia viaggio scrittura e selezionare il link relativo.

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