Incontro con Claudio Borghi a Trieste, così ripartono economia e imprese

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Un incontro pubblico con Claudio Borghi a Trieste, nella splendida cornice dell’Antico Caffè San Marco, libreria e ristorante, per parlare di economia, di tasse e di Europa. Un dibattito con ospiti rinomati, come la Vice Presidente di Confartigianato Trieste, Maura Romanelli e il Presidente dell’Associazione Spedizionieri Porto di Trieste, Stefano Visintin. A moderare la giornalista di TeleCapodistria, Silvia Stern.

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Pierpaolo Roberti (sulla dx) durante l’introduzione al dibattito

In apertura dell’incontro l’intervento del candidato sindaco di Trieste per la Lega Nord, Pierpaolo Roberti (per info: www.pierpaoloroberti.org), che ha parlato di due proposte che potranno essere portate avanti in Consiglio Comunale.
La prima proposta è stata quella per le piccole imprese, che assumono personale a tempo indeterminato, di vedersi restituire le imposte versate l’anno precedente.
Come seconda proposta, lo sviluppo di una moneta complementare, valida per il territorio di Trieste, da affiancare all’euro, in modo da dare maggiore potere d’acquisto ai cittadini che verrebbero stimolati a spendere questi soldi all’interno del territorio comunale.

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Il prof. Claudio borghi nel corso della sua esposizione

Il dibattito è stato suddiviso in tre macroaree tematiche, introdotte una per volta dalla giornalista Silvia Stern e successivamente trattate dagli oratori.
Inizialmente si è parlato di crisi economica, di pressione fiscale e delle problematiche per una regione come il Friuli-Venezia Giulia e in particolare per una città come Trieste, che devono tenere conto anche della concorrenza della vicina Slovenia.
Il primo a prendere parola è stato il dott. Visintin, che ha posto l’attenzione sulla peculiarità della collocazione geografica del FVG, che offre delle opportunità enormi rispetto al resto del Paese perché si trova sulla congiunzione di due corridoi definiti dall’Unione europea: il corridoio Baltico-Adriatico e il corridoio Mediterraneo. Eppure, nonostante tutto ciò, permane una situazione di sottosviluppo che è dovuta a una serie di problemi, come quello della fiscalità, che è più pressante del 30% rispetto a quella di altri Stati (Slovenia, Austria ecc.). Per questo, ha concluso il dott. Visintin, sarebbero auspicabili dei provvedimenti legislativi e regolamentari coerenti con gli obiettivi di sviluppo.
A descrivere la situazione dell’artigianato e del piccolo commercio locale, la testimonianza della dott.ssa Romanelli, che ha confermato come la pressione fiscale in Italia sia fra le più alte in Europa.
In seguito ha posto una riflessione sulla concorrenza con la vicina Slovenia, che rispetto all’Italia ha costo del lavoro inferiore, una minore pressione fiscale ed è inferiore anche il costo delle materie prime, per questo, per riuscire a competere, bisognerebbe puntare sulla qualità.
Il discorso delle tasse è poi stato ripreso anche dal prof. Borghi, che ha spiegato come, almeno in teoria, sarebbe possibile abbassare le tasse fino al livello in cui, la differenza fra quello che lo Stato incassa e quello che lo Stato spende, diventi un po’ superiore a favore della spesa, affinché rientri in circolazione un po’ di quel denaro che manca per far ripartire le attività economiche. Sembra semplice -ha continuato Borghi- ma non è così, perché, in un’area dove la moneta è unica ma sono diverse le tassazioni ed è diverso il costo del lavoro, se anche fosse messo in circolazione più denaro, verrebbe primariamente speso all’estero.

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Da destra: Stefano Visintin, Maura Romanelli, Claudio borghi e Silvia Stern

Il secondo tema affrontato durante il dibattito è stato quello delle banche, del sistema bancario che è molto cambiato negli ultimi anni e di come questo abbia inciso sulle piccole e medie imprese locali che devono fare i conti anche con le grandi multinazionali.
Per primo l’intervento del dott. Visintin, che subito ha fatto riferimento alla difficile concorrenza per le aziende locali con le grandi multinazionali, nello specifico ha parlato del caso italiano che è basato sulla piccola/media impresa, a differenza del resto del mondo che invece predilige la grande impresa.
A seguire la Vice Presidente di Confartigianato Trieste nel suo intervento ha fatto riferimento alla problematica dell’accesso al credito per i giovani, che non trovano facilità nella cessione del credito perché non hanno una storicità o delle garanzie e quindi hanno grandi difficoltà ad affacciarsi al mondo dell’artigianato.
In seguito ha preso la parola l’economista, responsabile federale “Politiche Economiche” della Lega Nord, Claudio Borghi, che ha brevemente spiegato come funziona una banca e ha posto l’attenzione sulla difficoltà dell’accesso al credito bancario, dovuta alla crisi economica e legata direttamente alle prospettive economiche.

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La dott.ssa Romanelli durante il suo intervento

Nell’ultima parte dell’evento si è parlato di Europa, degli allargamenti a nuovi Stati membri e di come questi abbiano inciso sulla piccola e media impresa.
A tal proposito il dott. Visintin si è detto positivo nei confronti dell’allargamento a nuovi Stati, come la Croazia per esempio, perché, soprattutto per Trieste, che è avvantaggiata dalla sua posizione geografica, questi nuovi mercati sono anche delle nuove opportunità. Purtroppo permangono alcuni impedimenti di carattere burocratico, che impediscono di creare valore aggiunto e reddito nel Friuli-Venezia Giulia come in Italia, dunque sarebbero auspicabili delle scelte di carattere pubblico rivolte alla semplificazione delle procedure burocratiche, che tornerebbero utili per rendere Trieste realmente il “pontile d’Europa“.
In seguito una breve considerazione sull’Euro della dott.ssa Romanelli, che si è riferita al momento del cambio lira/euro, che ha comportato un aumento delle tariffe, seppur come Confartigianato -ha concluso Romanelli- c’è stata molta attenzione nel trasformare le tariffe dalla lira all’euro in maniera fedelissima.
In conclusione l’esposizione del prof. Claudio Borghi, che ha incalzato sull’Europa, uno degli argomenti chiave della Lega Nord, premettendo che riprendere le prerogative degli Stati non vorrebbe dire essere fuori dall’Europa, ma che, per esempio, al di là degli aspetti simbolici, avere una frontiera garantirebbe maggiore controllo e più sicurezza, avere una moneta differente dall’Euro, come accade in Inghilterra o in Polonia, porterebbe anche ad avere una tassazione più bassa. Quindi, in conclusione del suo intervento, il prof. Borghi, ha auspicato un ritorno allo “spirito nobile dell’europeismo“, all’Europa dei popoli, dove ci sarà un interesse regolato dai meccanismi automatici dell’economia e non da un gruppo di “sommi sacerdoti” che decidono per il futuro delle nazioni.

Conclusioni

Parlare di economia in pubblico non è semplicissimo, forse il sabato mattina lo è ancora meno, però, grazie alla bravura degli oratori e alla consistenza degli argomenti trattati, questo appuntamento triestino è stato davvero illuminante.
Con le testimonianze delle varie categorie economiche del territorio  e gli spunti del prof. Borghi, l’appuntamento ha portato al pubblico una visione alternativa e plausibile rispetto a quella che ogni giorno regola la quotidianità.
Prima dei saluti vi ricordo di lasciare un commento su quanto avete letto, per me sarà un piacere leggere e rispondervi. Infine, se vi è piaciuto, condividete questo articolo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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