Incontri con l’autore, museo della Civiltà Contadina: lo Chardonnay di Farra d’Isonzo

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Lunedì 23 novembre sono andato al Museo della Civiltà Contadina di Farra d’Isonzo per seguire il terzo incontro della serie “Incontri con l’autore“, questa volta si è parlato dello Chardonnay e del rapporto fra storia e territorio, senza tralasciare le esperienze di alcuni produttori.

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Il dott. Stefano Vio durante l’introduzione alla serata

In apertura dell’evento, il dott. Stefano Vio ha ricordato che lo scopo della serie “Incontri per l’autore” è quello di valorizzare le produzioni di Farra d’Isonzo e delle zone circostanti, per permettere a tutti di scoprire le eccellenze vinicole, ma anche enogastronomiche, di questi territori.

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Il relatore, dott. Claudio Fabbro durante il suo intervento

Successivamente è intervenuto l’agronomo, enologo e giornalista dott. Claudio Fabbro (per info: www.claudiofabbro.it), che inizialmente ha rivolto l’attenzione all’origine del nome “Chardonnay“, evidentemente dovuto all’omonimo paese del Mâconnais in Borgogna.
Dopodiché il dott. Fabbro ha illustrato l’evoluzione dello Chardonnay, a partire dal 1863, quando ancora veniva chiamato Borgogna bianco e Gamay bianco, passando per il 1912, quando lo Chardonnay arrivò in Friuli per la prima volta, fino al 1978 quando lo Chardonnay venne omologato e dunque trovò finalmente la sua precisa identità all’interno del Catalogo Nazionale delle varietà.
In seguito è stato descritto lo Chardonnay nel suo complesso, per prima cosa il grappolo, piccolo e cilindrico, poi la vite, molto robusta e di colore nocciola intenso e infine il vino che ha gradazione e acidità fissa piuttosto elevate. Molto interessante, all’interno della fase descrittiva, anche la questione relativa ai terreni adatti per questo tipo di vite, che debbono essere marnosi, alluvionali e non eccessivamente clorosanti.

Molti gli argomenti trattati con l’ausilio di supporti visivi, che hanno reso ancora più coinvolgente l’esposizione.
La produzione di vino (HL) per tipologia di varietà D.O.C., i cambiamenti che hanno interessato i vigneti in Friuli e l’ambiente geografico e lo sviluppo economico nel goriziano, sono stati argomenti approfonditi durante l’intervento del dott. Fabbro.

In chiusura, un momento di assaggio e di condivisione con i vini delle aziende vinicole della zona e delle specialità dell’azienda agricola “Lis rosis” di Felchero Andrea (per info: www.lisrosis.it).

Conclusioni

Giunto al terzo appuntamento della serie “Incontri con l’autore”, sono sempre più convinto che, oltre la bontà dei prodotti, siano davvero importanti anche i contenuti e le esperienze dei produttori, che, con tanta volontà e a volte anche sacrifici, attraverso le loro produzioni, portano avanti delle tradizioni che rappresentano interi territori e comunità.
Nel finale, vi ricordo che lunedì 30 novembre, alle ore 18:30, presso il Museo della Civiltà Contadina di Farra d’Isonzo, è previsto il quarto incontro, intitolato “La birra artigianale in Friuli-Venezia Giulia”.
Prima di salutarci, vi esorto a lasciare un commento con i vostri pensieri a riguardo di quanto avete letto. Infine, se questo articolo vi è piaciuto, aiutatemi a farlo conoscere anche ad altre persone condividendolo con tutti i vostri amici.

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