Salviamo l’Isonzo, riflessioni per il prossimo futuro del fiume

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Venerdì 27 novembre ho partecipato al secondo appuntamento del convegno “Salviamo l’Isonzo” (il primo l’ho raccontato in questo articolo: Salviamo l’Isonzo, riflessioni per una gestione ecosostenibile e transfrontaliera del fiume). Sono stati tanti gli argomenti discussi, tutti rivolti al futuro e alla dimensione transnazionale di questa splendida risorsa naturale che scorre nei territori di due Stati, la Slovenia e l’Italia. Il convegno è stato organizzato da Legambiente, Ambiente 2000, Associazione ambientalista Eugenio Rosmann, Associazione Fiume Isonzo e Save The Soca ed è stato ospitato nella sala conferenze della Fondazione Carigo di via Carducci a Gorizia.

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Da sx: Paolo Utmar, Andrea Goltara e Giorgio Conetti

Forte volontà di tutelare il fiume“. Queste le parole del presidente della Fondazione Carigo, dott. Gianluigi Chiozza, che nel suo breve intervento introduttivo ha parlato della ricchezza storica del fiume e delle potenzialità turistiche e sportive del fiume.
Nelle fasi iniziali il convegno è stato contraddistinto da un momento altamente simbolico con Andrea Bellavite, che leggendo un breve testo tratto dal suo libro “L’Isonzo“, ha parlato del fiume e della sua storia, partendo dalla montagna e dagli affluenti, fino all’arrivo al mare.
Con il successivo intervento, dell’ornitologo Paolo Utmar, l’Isonzo è stato spiegato con una carrellata di immagini che ne hanno illustrato le caratteristiche morfologiche, dai monti fino alla pianura. Molto interessanti anche i discorsi riguardanti le modifiche alla naturalità e alla biodiversità degli ambienti del fiume dovute agli interventi antropici. Per esempio come è accaduto con la diga di Sdrauissina a Poggio Terza Armata, che ha formato un ambiente nuovo, lacustre con zone umide e correnti d’acqua molte lente, dove hanno iniziato a nidificare nuove specie, come il picchio nero.

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Andrea Goltara durante il suo intervento

Ipotesi per la riqualificazione fluviale e lo strumento dei contratti di fiume“, questo il titolo del secondo intervento del convegno, di Andrea Goltara, presidente del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (per info: www.cirf.org). Inizialmente il presidente Goltara ha parlato di quelle che potrebbero essere le misure per riqualificare l’Isonzo, partendo dalla situazione italiana e giungendo a qualche idea di intervento. Con riqualificazione fluviale -ha continuato Andrea Goltara- si intende quell’insieme di azioni e di misure, anche strutturali, che mirano a migliorare l’integrità ecologica dei corsi d’acqua. Fra i tanti argomenti trattati nel corso dell’intervento, anche qualche accenno ai fattori di pressione che alterano la qualità dei fiumi, ad alcune direttive europee e alla questione dell’energia idroelettrica.

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Il prof. emerito Giorgio Conetti

Per ultimo l’intervento del professore emerito di diritto internazionale, Giorgio Conetti, che ha dato qualche informazione sulle norme internazionali che regolano l’impiego dei corsi d’acqua internazionali, ovvero che svolgono il loro corso nel territorio di più stati, come lo stesso Isonzo.

Conclusioni

Avendo seguito entrambi gli appuntamenti, posso dire di essere più consapevole a riguardo delle tante e importanti tematiche di cui i preparatissimi relatori, nel corso dei loro interventi, hanno parlato. A partire dalla tematica di una gestione sostenibile ed ecologica del fiume, passando per le proposte di una gestione comune dell’Isonzo fra Italia e Slovenia, si è arrivati anche a definire i regolamenti, le norme e i principi che stabiliscono come la gestione di un fiume internazionale debba essere paritaria e non subordinata a uno sfruttamento unilaterale.
Prima di salutarvi, vi ricordo di lasciare un commento con le vostre opinioni su quanto avete letto e, se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, mi farà davvero piacere.

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