Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti di Gorizia: Benedetto Kosic – K2 Sport

K2 Sport

Carissimi lettori e lettrici, questo articolo è il primo della serie “Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti“.
Ho fatto una serie di interviste a diversi commercianti di Gorizia per parlare con loro della situazione del commercio, sia locale che nazionale. Successivamente, ho trascritto le interviste e ne ho fatto degli articoli, che vi proporrò, ogni martedì e giovedì, sul mio blog. Non aggiungo altro e vi auguro una buona lettura.

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Questo primo articolo è dedicato all’incontro con Benedetto Kosic, titolare e socio della ditta K2 sport (per info: www.kosic.it), presidente mandamentale per Confcommercio Gorizia.

Mi fai un inquadramento generale della tua attività commerciale?

K2 sport a Gorizia è nato 31 anni fa, quando c’era un’altra tipologia di lavoro, un altro tipo di clientela e quando la vendita al dettaglio dell’articolo sportivo era importantissima perché non c’era ancora la grande distribuzione.
Era sicuramente un altro tipo di vendita, un altro tipo di richiesta, che partiva dal fatto che oltre confine non c’era assolutamente offerta e di conseguenza, per tutte le realtà economiche nella fascia confinaria, c’era molta più possibilità di sviluppo.
Le cose sono cambiate radicalmente con l’indipendenza della Slovenia e con lo sviluppo delle realtà dell’est, quando gli equilibri goriziani sono cambiati e sono subentrate le crisi dei trasportatori, dei distributori di benzina, dell’import/export e di tutta una serie di attività che tenevano l’economia goriziana a un certo livello.
Forse, come commercianti, siamo stati poco lungimiranti dal punto di vista economico, ma è da dire che l’evoluzione degli eventi è stata molto veloce fino ad arrivare alla crisi iniziata nel 2007/2008.
Inoltre, anche i cambiamenti legati alla viabilità nel goriziano hanno influito sul commercio locale. Purtroppo, la progettazione delle zone pedonalizzate di Gorizia, pur essendo questa una tendenza in tutte le grandi città, non è stata affiancata da un progetto ad ampio raggio di viabilità. La pedonalizzazione del centro cittadino di Gorizia, che ha una forma allungata e con un confine messo sul fianco, ha tolto tanti posti macchina e che non sono stati recuperati con dei nuovi parcheggi, penalizzando sia i residenti che le attività commerciali.
Poi, guardando al futuro, per quel che riguarda i vari finanziamenti europei, come i recenti fondi Pisus (per info: fondi Pisus per sostenere il commercio), sono sicuramente un valido aiuto per il commercio, però, se un giorno venisse fatto un secondo bando, bisognerebbe puntare sulla specializzazione e sulla diversificazione dell’offerta, calcolando, per ogni zona della città, il tipo di offerta che c’è e quella che manca. Poi, in base a ciò che manca, dare l’opportunità di investire. Solo in questo modo si può rivitalizzare una zona, vivacizzare il commercio e creare un’offerta variegata.

Vorrei chiederti, in un periodo in cui i guadagni latitano ma le tasse aumentano, cosa ne pensi degli studi di settore?

In questo momento, per le attività commerciali, gli studi di settore rappresentano uno dei problemi più grossi. Questo perché non sono parametrati in maniera perfetta su varie realtà ma sono troppo standardizzati. Sommati al grave problema della tasse fisse (riscaldamento, elettricità, rifiuti e il costo del personale) e alla concorrenza dalla grande distribuzione, stanno abbattendo la marginalità che dovrebbe esserci per coprire le spese. Di conseguenza diventa difficile mantenere un’attività commerciale se non hai la disponibilità economica per poter coprire il tutto, è chiaro che poi chiudono tantissime realtà e ci sono tantissimi fallimenti.

Come stavi dicendo, ci sono moltissimi esercizi commerciali falliti, che da anni erano radicati sul territorio, quanti locali sfitti vedi? Quanti di questi erano di tuoi colleghi che conoscevi?

Tantissimi, anche perché non è facile ripartire e cerare di cambiare la tua situazione. I motivi sono due principalmente: primo, perché in un periodo come questo, nessuno ha la bacchetta magica per capire cosa potrebbe funzionare in una determinata realtà; secondo, perché le banche sono molto frenate e ne consegue l’impossibilità di attingere a fondi.
Una volta, quando le cose andavano bene, entrando in banca, ti stendevano il tappeto rosso, ora che le cose vanno male, non ti conoscono più e non c’è più un contatto personale. Anche per via della moltitudine di acquisizioni che hanno fatto le banche, non c’è più un contatto diretto con determinate persone che potevano dare appoggio anche solo sulla fiducia.
Quindi, la liquidità all’interno delle strutture commerciali non c’è più, perché è un rincorrersi a pagare, tasse, IVA, dipendenti, fornitori e non c’è neanche la possibilità di acquisire liquidità e metterla da parte per poi poter investire nella propria attività.
Diciamo che ormai, siamo in un meccanismo che è un corso di sopravvivenza urbana più che un’attività che dovrebbe portare degli utili. Oggigiorno, quando uno arriva a pareggio a fine anno è già contento, ma lo sforzo che uno mette, sia a livello di rischio personale, sia a livello di firme in banca legate alla propria attività, è sproporzionato se non si arriva ad avere un reddito personale almeno dignitoso.

Torniamo al discorso che facevamo del rapporto col cliente che, con la nascita della grande distribuzione, è sicuramente cambiato. Si può parlare di una perdita dal punto di vista delle risorse umane, culturali e delle tradizioni?

Assolutamente sì, purtroppo non esistono più i contatti con persone che conoscevi da anni e con cui avevi instaurato un rapporto di fiducia, ma sei solo un numero con delle percentuali. Diciamo che ormai possiamo parlare di grossa distribuzione delle banche.

Conclusioni

Ciò che appare chiaro dalle parole di Benedetto Kosic è la volontà di lavorare, unendo le tradizioni alla qualità del servizio. Una volontà non da poco, in un’epoca sempre più veloce e globalizzata, ma che vede ogni giorno sempre più persone propense a voler “riscoprire” la dimensione locale del commercio.
Prima di concludere, vi ricordo che la prossima intervista uscirà giovedì 17 dicembre e parlerà dell’esperienza di una giovane commerciante, che da poco ha inaugurato la sua attività.
Mi raccomando, lasciate un commento all’articolo con i vostri pensieri, per me sarà un piacere leggere e poi rispondervi e, se quanto avete letto vi è piaciuto, condividete l’articolo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero molto contento!!

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