Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti di Gorizia: Sara Macoratti – Bella Bio

Bella Bio

Questo secondo articolo della serie “Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti” è dedicato all’incontro con Sara Macoratti, che ha recentemente aperto Bella Bio (per info: www.bellabio.it), un negozio di cosmesi biologica a Gorizia.IMG_20151202_231725

Sara è laureata in Relazioni Pubbliche, ha sempre lavorato nel settore del commercio, dove ha mosso i primi passi lavorando come commessa in una gioielleria. Dopo essere stata disoccupata, la decisione di aprire una sua attività, che, nel settembre del 2015, l’ha portata a inaugurare Bella Bio.

Quali sono state le principali difficoltà che hai riscontato per l’apertura di una nuova attività commerciale?

Il problema principale è stata la burocrazia, perché, anche per aprire un piccolo negozio, bisogna fare una pila di carte infinita. Il secondo problema è stato l’accesso al credito, perché vengono richieste molte garanzie, anche se nel mio caso, da questo punto di vista, sono stata molto fortunata.
A parte questo non ho avuto grosse difficoltà.

Per quanto riguarda la situazione del commercio a Gorizia, hai delle aspettative e/o delle proposte?

A me piace far entrare le persone nel negozio per far conoscere quello che faccio, i prodotti che vendo e dare informazioni e quant’altro. Sarebbe bello che questo tipo di attività fosse svolta anche in generale dagli altri commercianti, perché ormai il cliente lo devi attirare dentro il negozio. Bisogna essere creativi, bisogna pensare a degli eventi da fare, a delle iniziative, a delle collaborazioni con altre attività commerciali, che magari possono essere anche completamente diverse. Io, per esempio, mi trovo molto bene a collaborare con i ragazzi della pasticceria L’Oca Golosa (per info: www.pasticceriaocagolosa.it), che hanno aperto da poco in Corso Italia. Sono tre ragazzi molto giovani, fanno molte iniziative per promuovere la loro attività e quando si può fare qualcosa assieme, lo facciamo volentieri. Per esempio, hanno inventato un concorso in cui, acquistando almeno tre paste nella loro pasticceria, viene spruzzata un’essenza alimentare sulla scatola che contiene le paste, poi quando il cliente accede al sito internet della pasticceria può provare a indovinare qual era l’essenza alimentare spruzzata sulla scatola. Poi, sia che indovina o che non indovina, riceverà un premio dato direttamente dalla pasticceria o da alcune aziende partner, fra queste ci sono anche io. Secondo me, questo tipo di collaborazioni sono molto utili, anche per creare una rete fra attività commerciali.
Poi anche con Terziario Donna (per info: www.confcommerciogorizia.it), che è la sezione di Confcommercio dedicata alle imprenditrici donne, si sta cercando di creare una rete fra di noi per conoscerci meglio e per creare una serie di iniziative future per far restare le persone in città a fare acquisti.
Infine c’è anche la rete di Uelcom (per info: www.uelcom.me), che permette, a chi fa acquisti nei negozi che aderiscono all’iniziativa, di accumulare dei punti per arrivare poi a un buono sconto da spendere in uno qualsiasi dei negozi aderenti. Ho notato che alle persone questa cosa piace molto, perché è una tessera fedeltà del centro di Gorizia, non è solo un negozio, ma siamo veramente in tanti. Infatti, le persone sono molto più contente di fare un acquisto in un negozio che può dargli dei punti, piuttosto che in un negozio che non può darglieli. Per cui, voglio dire, se il cliente deve acquistare uno shampoo, magari viene da me perché sa che il mio negozio fa parte del circuito Uelcom e quindi con l’acquisto avrà dei punti. 

Secondo te qual è il valore aggiunto del fare acquisti in un negozio in centro città rispetto a farli nei centri commerciali?

L’attacco della grande distribuzione è forte, quindi bisogna far capire che c’è un valore aggiunto nel restare a fare acquisti in città. Innanzitutto perché così non ci sarebbero così tante saracinesche abbassate nel centro cittadino e poi perché si fanno girare i soldi in città e fra i commercianti che vivono qua, che pagano le tasse a Gorizia. Insomma, fare spese in città fa sì che girino i soldi anche nella dimensione locale.

Pensi sia difficile per una piccola realtà fare concorrenza alla grande distribuzione?

Non è difficile, è impossibile. Per questo nelle città non bisognerebbe cercare di fare concorrenza alla grande distribuzione ma si dovrebbe differenziare l’offerta e puntare sulla qualità. La grande distribuzione punta alla quantità, mentre in città bisognerebbe avere tante piccole boutique in cui trovare le cose caratteristiche, le cose uniche che non si possono trovare nella grande distribuzione.
È chiaro che è comodo andare a fare la spesa e andare a fare shopping al centro commerciale perché trovi qualsiasi cosa, ma che tipo di servizio hai? Che tipo di competenze hanno le persone che lavorano in questi negozi? Partiamo anche dal presupposto che tantissimi commessi dei centri commerciali lavorano un’infinità di ore, fanno dei turni allucinanti, lavorano la domenica e pure tutte le feste, quindi è normale trovare un servizio meno disponibile.

Il tuo negozio Bella Bio ha sicuramente un’unicità, dunque immagino c’è anche una cultura della bio cosmesi, me la racconti?

Come ho avuto modo di spiegare durante un recente “aperitrucco”, fatto in collaborazione con una ragazza di Gradisca che ha un negozio di alimentari biologici Il Germoglio, la cosmesi biologica non dovrebbe essere una scelta alternativa ma la prassi da seguire. Primo, per la nostra salute, perché all’interno dei prodotti non ci sono ingredienti nocivi, secondo, per l’ambiente, perché la certificazione biologica significa il controllo di tutto il processo produttivo e anche del materiale con cui vengono fatte le confezioni e, terzo, perché non c’è sperimentazione sugli animali.

C’è qualche ultima considerazione che vorresti fare?

Come dicevo prima, secondo me i commercianti dovrebbero iniziare a muoversi e capire che non ci sono più i tempi d’oro. Ormai bisogna sempre avere l’iniziativa, essere propositivi e aver voglia di fare. Ovviamente questa non è una critica bensì un invito, per cercare di rendere la nostra città più attrattiva e incentivare le persone a fare più acquisti in città.

Conclusioni

Oltre alla grandissima volontà di una giovane ragazza e alla sua splendida cortesia, da questa seconda intervista, appare chiaro come nella dimensione locale del commercio si punti molto sulla qualità dei prodotti e sulla diversificazione dell’offerta.
Nel caso specifico, reputo davvero importante anche il discorso fatto a riguardo della sostenibilità ecologica dei prodotti venduti in negozio, che evidenzia una responsabilizzazione del commerciante nei confronti di temi importantissimi, quali l’ambiente e il rispetto degli animali.
In conclusione, vi ricordo che il prossimo articolo della serie “Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti” lo pubblicherò martedì 22 dicembre e parlerà dell’esperienza di un “veterano” del commercio di oggetti preziosi.
Prima si salutarci, vi ricordo di lasciare un commento all’articolo, mi farà molto piacere leggere i vostri pensieri e poi rispondervi. Infine, se quanto avete letto vi è piaciuto, condividete questo articolo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero molto contento!

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