Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti di Gorizia: Bruno Scatto – Banco Oro

Banco Oro

Carissimi lettori e lettrici, bentornati per un nuovo articolo della serie “Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti di Gorizia“, questa volta vi propongo l’intervista a un commerciante che ha maturato una lunga esperienza nel campo della vendita di oggetti preziosi.

IMG_20151202_231809

Questo terzo articolo è dedicato all’incontro con Bruno Scatto, proprietario del negozio Banco Oro (per info: www.bancooro.it).

Iniziamo da un inquadramento generale della tua attività commerciale.

La nostra attività è nata nel marzo del 1987, naturalmente ha trascorso degli anni bellissimi, di continua crescita, fino a pochi anni fa quando è iniziata la crisi economica. Si è fatta sentire tremendamente anche da noi, eravamo 5 persone a lavorare dietro al bancone e ora siamo in 2 più un part-time. Negli ultimi tempi poi la situazione è ancora peggiorata, anche perché Via Morelli (la strada dove è ubicato il negozio) è stata chiusa, a causa della presenza di un edificio pericolante e che non può essere abbattuto per volere della Soprintendenza.

Com’è nata la tua volontà di commerciare oggetti preziosi, quindi com’è nato Banco Oro?

Diciamo che c’era già un’attività prima di noi, c’è stato un orologiaio per 12 anni, dopodiché siamo subentrati e abbiamo collaborato per un anno. Poi, quando questo orologiaio si è trasferito all’estero, abbiamo preso in mano la situazione. Noi abbiamo iniziato da zero, piano piano, saranno 29 anni di attività a marzo del prossimo anno.

Qual è la tua opinione a riguardo della grande distribuzione?

In generale, le grandi catene di distribuzione, sicuramente creano tanti posti di lavoro ma danneggiano molto il commercio al dettaglio.
Per quanto riguarda la situazione locale, penso sarebbe potuto essere d’aiuto se un centro commerciale fosse stato aperto in centro città, ma avrebbe dovuto aprire circa 20 anni fa.

Un lavoratore dipendente gode di certi benefici (ferie, tredicesima, malattia). Dal punto di vista del commerciante, che invece è molto più legato al proprio lavoro, mi spieghi come funziona?

Devi cercare sempre di essere sul pezzo, perché se non ci sei la tua attività si ferma. Bisogna sempre stare bene per potare avanti l’attività. Alle ferie non ci penso neanche, magari tanti anni fa mi permettevo di fare un po’ di ferie, adesso nemmeno ci penso, vista la realtà difficile che viviamo. Comunque questa cosa non mi pesa, sono disposto a fare ancora sacrifici, la vedo lunga davanti, insomma, ho 57 anni, almeno fino al 2025 dovrò continuare a lavorare.

Cosa ne pensi delle liberalizzazioni del commercio e dell’impatto sulla città?

Possono essere anche un bene, non le vedo così male. Di questi tempi è positivo ci siano, pur essendo consapevole del fatto che si corre il rischio che aprano molti negozi tutti uguali, ma questo è dovuto al fatto che c’è scarsa fantasia. Se qualcuno intraprendesse un’attività artigianale, o qualcosa che potrebbe creare una diversificazione dell’offerta, sarebbe sicuramente meglio.

Abbiamo parlato di alcune problematiche relative al commercio: tasse, crisi economica e concorrenza della grande distribuzione. Quali sono per te alcune possibili soluzioni per far ripartire il commercio?

Ci vorrebbe qualcuno che investa su Gorizia, creando posti di lavori, perché se non c’è lavoro non ci sono soldi in giro. Poi servirebbero altre aperture come quella di H&M (per info: apre il nuovo H&M), che almeno ha portato un po’ di posti di lavoro in città, senza dimenticare che servirebbe anche qualche industria, che però, data la mancanza della zona franca, ormai sarà difficile possa aprire i battenti.
Poi, a livello statale, bisognerebbe abbassare la tassazione, che ormai è oltre al 50% e di sicuro non aiuta il commercio in Italia, anzi, ha portato moltissimi commercianti ad andare via perché la situazione era ed è insostenibile.
Penso che per il futuro servirà, oltre alla volontà di fare e di andare avanti, perché se molli sei rovinato, anche smettere di farci lavorare con il freno a mano tirato. La voglia di lavorare non manca, ma se alla fine del mese mancano i soldi alle persone, poi non fanno neanche acquisti e quindi tutto è bloccato.
Pensa che una volta, per il periodo natalizio, potevo ipotizzare di comprare merce per un valore di 50 milioni di lire, oppure 50 mila euro i primi anni dell’euro, adesso questo non è più possibile. Oggi non puoi azzardare perché se ti va male dopo ti trovi in brutti guai.

Qualche considerazione finale?

Voglio solo dire che il commercio è sempre stato il traino di Gorizia, bisognerebbe tirare fuori qualcosa dal cilindro per farlo riprendere ma sono consapevole che non sarà facile farlo dall’oggi al domani. A livello nazionale, dicono che la ripresa è vicina ma non la vedo così vicina, mi auguro che arriverà, ma secondo me serviranno più di un anno o due.

Conclusioni

Vi consiglio di continuare a seguire il mio blog per leggere l’intervista successiva, che uscirà giovedì 24 dicembre e parlerà dell’esperienza di una signora che da poche settimane ha aperto la sua attività di vendita di tessuti nel centro di Gorizia.
Prima dei saluti, vi ricordo di commentare questo articolo con i vostri pensieri, mi farà molto piacere leggerli e poi rispondervi. Infine, se avete apprezzato quanto ho scritto, condividete questo articolo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

Annunci

2 thoughts on “Commercio, quale futuro? La parola ai commercianti di Gorizia: Bruno Scatto – Banco Oro

  1. Cristina scatto 02/08/2016 / 07:27

    Buongiorno, sono d’accordo con tutto cio’ che e’ stato ben evidenziato dall’intervista, ma ci vorrebbe qualche idea giovane dacparte dell’amministrazione comunale che ahime’ con tutto il rispetto e’ un po’ vecchia…..e poi noi goriziani dobbiamo incominciare a guardarci un po’ in giro…anche la vicina Slovenja o Lubjana….e se non siamo buoni di inventare noi qualcosa almeno copiamo…..Scatto Cristina

    • Andrea Tomasella 02/08/2016 / 08:30

      Ciao Cristina, non credo che per risollevare le sorti del commercio in città possa bastare la buona volontà dell’amministrazione cittadina, che comunque mi pare stia facendo la sua parte. Ho visto che le associazioni di categoria cittadine stanno operando proficuamente sul territorio con corsi d’aggiornamento, meeting e altre attività ben accolte da una vasta platea di commercianti. Bisogna rimboccarsi le maniche e non aspettare che siano gli altri a fare qualcosa. Detto ciò, ti ringrazio per aver educatamente condiviso il tuo importantissimo pensiero, un caro saluto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...