Renzi: “globalizzazione nostra alleata”, per me ha torto!

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Negli ultimi tempi, il primo ministro italiano ha sostenuto a più riprese che la globalizzazione è nostra alleata e che le multinazionali sono benvenute in Italia.

Recentemente ha rincarato la dose e nel giorno del debutto in Borsa del titolo Ferrari, lo scorso 4 gennaio, il premier ha ribadito questa sua posizione, affermando che: “il mercato non è una minaccia, e la globalizzazione è una grande opportunità. Quest’operazione in fondo è il segno che il capitalismo di relazione è finito, e che è il tempo dell’apertura e della trasparenza” (fonte: qui).
In effetti, prima di fare certe dichiarazioni, mi piacerebbe che il “nostro” premier, considerasse anche che la globalizzazione, oltre a favorire la crescita dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo, sta cancellando, annichilendo e spersonalizzando interi popoli, sconvolgendo quelle comunità che per secoli si erano basate sul rispetto di valori fondanti, quali: religione, territorio, famiglia, lavoro, identità, tradizioni e diversità. Tutti valori che oggigiorno, in nome del pensiero unico e del “politicamente corretto“, vanno sempre più scomparendo a favore di un’omogeneizzazione culturale su scala globale.
Per questi motivi, mi sono posto la domanda, anche un po’ retorica a dire il vero: ma il “nostro” premier, di chi fa gli interessi? Del popolo italiano o di qualche affarista terzomondista?
La risposta a questa domanda, ne sono certo, saprete darvela secondo la vostra coscienza, ma il punto interessante, secondo me, è comprendere che le dichiarazioni rilasciate dal primo ministro italiano a proposito della globalizzazione, non rappresentano gli interessi della collettività ma unicamente quelli delle grandi multinazionali, della grande finanza e dei poteri forti internazionali, che guardano ai cittadini come dei numeri e dei semplici consumatori.
Dunque, posso affermare che, secondo me, Renzi ha torto! La globalizzazione non è nostra alleata, bensì un complesso fenomeno sociale, sorto in un’epoca di individualismo dilagante, che va preso per ciò che è e non osannato a proprio uso e consumo.

Prima di salutarci, vi ricordo di lasciare un commento per farmi sapere cosa ne pensate a riguardo di quanto avete letto. Infine, se vi è piaciuto, condividete questo articolo con tutti i vostri amici, mi farà davvero piacere.

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3 thoughts on “Renzi: “globalizzazione nostra alleata”, per me ha torto!

  1. cloudywithachanceofWurst 09/01/2016 / 15:01

    Ciao. Io accetto il tuo invito e ti dico come la penso io. Credo che nel 2016 chiedersi se sia il caso di avere delle società chiuse, dei mercati solo interni, sia una cosa attuale. Io penso pure che la globalizzazione, intesa come “apertura” sia una conquista. Ti permette di non guardarti l’ombelico, ma di vivere in un mondo che ti stimola culturalmente. Secondo me invece ha più senso chiedersi se gli stati sono pronti a questo tipo di società.

    • Andrea Tomasella 09/01/2016 / 17:40

      Ciao, ti ringrazio per aver esposto il tuo punto di vista e per averlo fatto in maniera civile e garbata.
      Entrando nel merito di quanto hai scritto, condivido parte del tuo commento, sicuramente al giorno d’oggi parlare di questo tema è quanto mai attuale, in più, reputo concettualmente condivisibile la tua visione di globalizzazione, intesa come “apertura” al mondo.
      Tuttavia, a mio modesto parere, questo fenomeno, andrebbe considerato complessivamente e non soltanto per gli aspetti che, soggettivamente, qualcuno può reputare positivi. Infatti, troppo spesso, quando si parla di globalizzazione, vengono omesse tutta una serie di conseguenze che ne derivano. A partire da una crescente omogeneizzazione culturale, che sta annullando tutte le diversità fra le varie aree del mondo, passando poi per la standardizzazione dei gusti dei consumatori e, infine, arrivando alla scomparsa di quelle identità e di quelle tradizioni che per secoli hanno contraddistinto i popoli del mondo.
      Infine, posso dirti che, in mia opinione, gli Stati certamente sarebbero pronti per una società globalizzata, ma fintanto che questo fenomeno sarà subordinato al predominio delle multinazionali, delle grandi istituzioni finanziare e dei poteri forti internazionali, non ne potrà scaturire alcunché di positivo ma, più plausibilmente, si accentueranno quegli squilibri sociali, che arricchiranno sempre gli stessi e sfrutteranno i più deboli e gli indifesi.
      Detto ciò, mi ha fatto davvero piacere questo scambio di opinioni con te, mi auguro che continuerai a leggere i miei articoli, ti auguro una buona serata, alla prossima.

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