Dal trattato di Rapallo al trattato di Schengen

Dal trattato di Rapallo al trattato di Schengen
Il tenente Luigi Balbi con i finanzieri della Brigata di Selo

Bentornati amici e amiche lettrici, questa volta vi parlerò di una nuova, interessante, conferenza a cui ho partecipato nel pomeriggio di mercoledì 24 febbraio, presso la Fondazione Carigo di Gorizia (per info: www.fondazionecarigo.it). L’appuntamento, intitolato “Dal trattato di Rapallo al trattato di Schengen. Uomini e caserme della Guardia di Finanza sul confine orientale”, è stato condotto da Michele Di Bartolomeo e Federico Sancimino, che hanno fatto una bellissima ricerca, culminata nella pubblicazione del libro “Dal primo colpo all’ultima frontiera” (per info: www.ibs.it), dove viene illustrata la storia della Guarda di Finanza e dei suoi insediamenti nel territorio del Goriziano, partendo dal “primo colpo”, quindi nel 1915, per arrivare poi fino ai giorni nostri e al trattato di Schengen.

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Da sx: Federico Sancimino e Gianluigi Chiozza

Dopo una breve introduzione del presidente della Fondazione Carigo, dott. Gianluigi Chiozza, il primo a prendere la parola è stato Federico Sancimino, a lui il compito di raccontare la storia della Guardia di Finanza durante il periodo della Grande Guerra.
Nella prima parte del suo intervento, il giovane finanziere, ha fornito al pubblico alcuni dati significativi e delle date particolarmente importanti, come quella del febbraio 1917, quando la Guardia di Finanza (per comodità abbrevierò con gdf) stabilì il suo primo reparto a Gorizia, per occuparsi prevalentemente del “dazio consumo”. Un’altra data molto significativa è stata quella del 1°novembre 1919, quando la gdf diventò operativa ufficialmente a Gorizia.

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Michele Di Bartolomeo durante il suo intervento

Notevole anche lo sforzo fatto per raccontare esaurientemente il periodo fra le due guerre, in quanto, di questo lasso di tempo – ha commentato Michele Di Bartolomeo – le documentazioni sono piuttosto scarse ed è stato necessario guardare anche altrove, effettuando delle ricerche pure al di fuori degli archivi, recandosi direttamente sui luoghi che furono parte della storia della gdf.
Partendo dal trattato di Rapallo, con una ricchissima collezione di immagini e di documenti, il finanziere Di Bartolomeo, ha portato al pubblico presente in sala tantissime testimonianze riguardanti la localizzazione delle caserme del Corpo lungo il confine tracciato con il trattato del 1920.
Molto interessante l’approfondimento dedicato alla questione delle caserme, a partire dalle prime costruzioni del 1922, tutte in legno e poco funzionali, arrivando al 1932, quando iniziarono dei grandi lavori di fortificazione per le caserme del Vallo Alpino, che le implementò di solidi muri di pietra, finestre blindate, recinti, magazzini per le munizioni e caponiere.
Un ultimo intervento di Federico Sancimino ha raccontato la situazione della gdf durante la seconda guerra mondiale, partendo dal 1943, quando nei territori del goriziano c’era l’occupazione tedesca. Non sono mancati degli altri aneddoti inerenti al periodo di occupazione jugoslava e successivamente anche degli altri riferimenti a riguardo dell’insediamento degli americani.
Infine, alcuni cenni relativi alla dismissione di alcune caserme della gdf in seguito all’ingresso della Slovenia nell’area di Schengen nel 2007.

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Sulla destra, Giuseppe Gerli durante il suo intervento

In chiusura, un breve intervento del generale Giuseppe Gerli, comandante regionale della Guardia di Finanza del Friuli-Venezia Giulia, che ha salutato i presenti e fatto i complimenti ai due relatori per l’ottimo lavoro svolto, sia durante la conferenza che durante lo svolgimento del loro lavoro di finanzieri.

Conclusioni

Davvero un’altra ottima conferenza organizzata alla Fondazione Carigo di Gorizia, che è uno dei miei punti di riferimento per le attività a carattere culturale, storico e sociale.
In definitiva, questa conferenza, molto completa ed esaustiva dal punto di vista nozionistico e documentale, è stata davvero interessante per il significato storico che è stato dato allo splendido lavoro fatto dai due relatori. Attraverso le loro ricerche, i due finanzieri hanno permesso di rinnovare la memoria dei protagonisti di tempi passati, siano stati essi uomini e donne, oppure vecchie caserme oggigiorno dismesse ma con ancora tante storie da raccontare.
Prima di salutarci, vi ricordo di lasciare un commento con i vostri pensieri su quanto avete letto, sarà per me un piacere leggere e poi rispondervi. Infine, se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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2 thoughts on “Dal trattato di Rapallo al trattato di Schengen

  1. Federico e Michele 25/02/2016 / 20:16

    Grazie Andrea,

    Della presenza alla conferenza e della recensione della serata, te ne siamo grati.

    Abbiamo condiviso l’articolo sulla pagina Facebook dedicata al libro “dal primo colpo all’ultima frontiera”.

    Federico Sancimino e Michele Di Bartolomeo

    • Andrea Tomasella 25/02/2016 / 20:57

      Grazie a voi della splendida conferenza, è stata una continua scoperta della storia che riguarda tanto la gdf quanto la comunità di questi territori. Davvero complimenti per il grandissimo lavoro che avete svolto.
      Un caro saluto, non mancate di continuare a seguire il mio blog.

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