Renzi: “globalizzazione è opportunità”, per me ha torto!

Globalizzazione

Deve essere uno fra i suoi slogan preferiti, probabilmente perché qualcuno del suo staff gli ha assicurato che per aumentare la sua credibilità agli occhi delle multinazionali, gli basta ripetere in televisione concetti come: “la globalizzazione è un’opportunità per l’Italia“.
Così, il primo ministro italiano ripete a memoria frasi d’effetto, senza argomentare le sue motivazioni e limitandosi a pronunciare degli slogan fini a sé stessi.
Ciò nonostante, per quanto il premier continuerà in questa sua ipocrita e puerile campagna elettorale, io non ho intenzione di cedere di un millimetro e continuerò ad argomentare le ragioni che mi portano ad asserire che ha torto. Inoltre, continuerò anche a cercare il confronto con chi vorrà contribuire in maniera civile al dibattito.

Non è passato molto tempo dallo scorso 4 gennaio, quando, in occasione del debutto in Borsa del titolo Ferrari, il premier affermò che: “il mercato non è una minaccia e la globalizzazione è una grande opportunità“.
Così, sfruttando l’onda lunga delle sue dichiarazioni, in occasione del suo recente viaggetto in Nevada, in un momento di grande entusiasmo, ha espresso un concetto a lui tanto caro: “è ora di finirla con la rassegnazione di quelli che dicono che la globalizzazione fa del male all’Italia. La globalizzazione è la più grande occasione per l’Italia per tornare a essere se stessa“.
Chiaramente, il premier italiano, dinanzi alla platea e alle telecamere, non ha fatto altro che recitare a memoria il copione preparatogli per l’occasione. D’altro canto, non mi sarei aspettato nulla di diverso da un presidente del consiglio che è stato calato dall’alto e messo al governo di un Paese senza essere eletto con delle regolari elezioni.
Purtroppo però, le dichiarazioni del premier poi incidono sulla vita e sulla quotidianità di quei cittadini che, almeno in linea teorica, dovrebbe rappresentare. Per questo motivo, avrei piacere che il premier, prima di parlare di globalizzazione, si informasse. Così, invece di continuare a enfatizzare solo i risvolti positivi, quali: l’interdipendenza dei mercati globali, la prosperità economica nei Paesi in via di sviluppo e la maggiore interconnessione fra diverse aree del globo, potrebbe tenere a mente anche i risvolti negativi che connotano questo complesso fenomeno globale, come, per esempio: la distruzione delle economie locali, l’omogeneizzazione culturale, la spersonalizzazione delle masse, lo sfruttamento ambientale e la distruzione dei valori fondamentali di interi popoli, come la religione, il territorio, la famiglia, il lavoro, le identità, le tradizioni e le diversità.
Alla luce di quanto ho scritto fin qui, non ho richieste mastodontiche da fare al premier italiano, solo gradirei che evitasse di osannare la globalizzazione a proprio uso e consumo, come se fosse la soluzione a tutti i mali dell’Italia. Perché così non è!
Avrebbe certamente più senso fare riferimento alla globalizzazione come quel complesso fenomeno globale, che sta contribuendo allo sfacelo del Paese e che sta impoverendo intere fasce di popolazione, per lo più artigiani, piccoli e medi imprenditori e commercianti, oltre che agricoltori e pescatori. Che sta contribuendo alla cancellazione delle identità dei territori, in nome della velocità, dell’immediatezza e della semplicità a ogni costo, allontanandoci così da quegli ideali e da quelle virtù che hanno reso grande questo Paese e che ne rappresentano l’unicità e la grandissima forza.

Conclusioni

In mia opinione, il presidente del consiglio ha sbagliato ad affermare in maniera assolutistica che “la globalizzazione è opportunità”.  Questo fenomeno globale non può essere ridotto a un semplice slogan da utilizzare a proprio piacimento nelle occasioni mondane, bensì andrebbe considerato nella sua complessità perché soltanto in questo modo se ne potrebbero controllare realmente le conseguenze, siano esse quelle positive o quelle negative.
Prima di salutarci, vi ricordo di lasciare un commento per farmi sapere cosa ne pensate a riguardo di quanto avete letto. Infine, se vi è piaciuto, condividete questo articolo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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