Profugopoli, presentato a Trieste il nuovo libro di Mario Giordano

Profugopoli, presentato a Trieste il nuovo libro di Mario Giordano

Carissime amiche e amici lettori, sabato sera sono stato a Trieste per assistere alla presentazione di “Profugopoli“, il nuovo libro di Mario Giordano, giornalista e direttore del Tg4. Durante la serata sono intervenuti, fra gli altri, il Capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga e il candidato Sindaco di Trieste per il centrodestra Roberto Dipiazza.

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Da sx: Fedriga, Roberti, Giordano e Dipiazza

“Profugopoli. Quelli che si riempiono le tasche con il business degli immigrati”, questo è il titolo del nuovo libro che Mario Giordano ha presentato a Trieste, in una gremita Sala Cassetti del centro Studi Unicusano.
A fare gli onori di casa e a introdurre brevemente la serata, Pierpaolo Roberti, segretario provinciale della Lega Nord, che ha parlato di immigrazione come di un tema molto delicato, poiché troppe persone ne fanno una questione di umanità e di carità soltanto per nascondere un grande business e un enorme giro d’affari.
Proprio per raccontare i retroscena del business dell’immigrazione, un colossale giro da milioni e milioni di euro, ha preso la parola Mario Giordano, che, con molta autoironia, ha iniziato il suo intervento con qualche divertente battuta: “uno lavora tutta la settimana, poi arriva il sabato e cosa fa? Va a sentire Giordano che presenta il libro. Ci vuole coraggio!”.
Al di là delle battute, il direttore del Tg4 ha poi spiegato che la decisione di scrivere Profugopoli è partita dal desiderio di ribaltare il pregiudizio di coloro che, in nome della bontà, del buonismo e dell’accoglienza a tutti costi, si mettono sul piedistallo morale e predicano accoglienza e solidarietà con il solo scopo di nascondere un enorme e gigantesco business.
Nel corso del suo intervento ha citato molti esempi e dati, per lo più contenuti all’interno del suo libro, partendo dal caso di Riace, un paese in provincia di Reggio Calabria, dove gli immigrati hanno oramai sostituito la popolazione autoctona. Questo caso – ha continuato Giordano – è stato ripreso anche dal settimanale americano Fortune, che ne ha parlato come fosse un modello da seguire e da imitare per tutto il Paese, quasi a voler dire che gli italiani dovrebbero abbandonare le loro città per lasciarle agli immigrati.
Sono state molte le storie citate da Giordano nel corso della sua esposizione, dalle grandi cooperative con il monopolio dell’immigrazione, fino agli hotel che ospitano i profughi. Significativa la considerazione a riguardo: “secondo molti albergatori i profughi rappresentano una boccata d’ossigeno in tempi di crisi, per me non è così. Chi fa impresa turistica, deve confrontarsi con le regole del mercato e tutt’al più dovrebbe pretendere che lo Stato e le istituzioni incentivino il turismo e non che trasformino gli alberghi in enormi centri d’accoglienza”.
Fra le tante e interessanti considerazioni del direttore del Tg4, in conclusione un accorato appello alla riscoperta delle nostre radici, delle nostre tradizioni e della nostra cultura, che rappresentano le uniche e vere armi e munizioni intellettuali con cui combattere il declino della nostra società, pronta a svendersi in cambio di un pugno di sporchi denari.
La conferenza è proseguita con l’intervento dell’On. Fedriga, che ha parlato di “cultura di verità“, suffragandola con diversi dati, alcuni dei quali derivanti dalla recente commissione di inchiesta della Camera dei deputati sul tema dell’immigrazione.
Facendo riferimento alla situazione del Friuli-Venezia Giulia, è interessante sapere che il 93% dei richiedenti asilo sono giovani maschi. Mentre, sulla base dei dati emersi dalla commissione d’inchiesta della Camera, si scopre che gli immigrati arrivati nel nostro Paese via mare, al momento dello sbarco dichiarano principalmente di provenire da: Nigeria, Gambia, Senegal, Mali, Costa d’Avorio e Guinea. Appare quindi chiaro che non vi è nessun siriano. La situazione non cambia nemmeno se vengono presi in esame i dati relativi agli arrivi via terra: Pakistan, Afghanistan, Marocco, Bangladesh, Nigeria e appena al sesto posto Iraq. I siriani invece sono molto più in là nella lunga lista di chi arriva via terra.
A tutto questo si aggiungono i recenti dati relativi alla città di Gorizia, dove il 100% dei richiedenti asilo a cui è stata rifiutata la domanda di asilo, hanno presentato ricorso. Questi ricorsi – ha ricordato l’On. Fedriga – vengono pagati da tutti noi e permettono a queste persone di restare sul territorio nazionale altri 2/3 anni pur non avendone il diritto.
É seguito l’intervento del candidato Sindaco di Trieste per il centrodestra Roberto Dipiazza, che ha affrontato diverse tematiche partendo dalla questione relativa all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, fino ad arrivare al ruolo dei prefetti nella gestione dell’immigrazione e all’annosa questione dei campi nomadi. Prima dei ringraziamenti, un appello affinché non venga più sottaciuta questa diffusa sensazione di malessere nei confronti del business dell’accoglienza e che anzi dovrebbe trovare espressione in una o più manifestazioni di piazza.
Prima di chiudere la serata, un ultimo intervento di Mario Giordano, che ha ricordato come non deve essere lo sconforto il sentimento preponderante in questo particolare periodo, poiché le cose si possono ancora cambiare in meglio ed è per questo che non ci si può abbandonare alla rassegnazione, sentimento che rappresenta il più acerrimo nemico del cambiamento.

Conclusioni

Tirando le fila del discorso, posso dire di aver partecipato a un evento molto interessante, che è andato ben oltre la semplice presentazione del libro. Infatti, Mario Giordano ha sapientemente esemplificato l’intricata rete di interessi che sta alla base del sistema che si occupa dell’accoglienza degli immigrati nel nostro Paese.
Certamente non sempre, perché esistono anche degli esempi virtuosi, ma sovente dietro la parola accoglienza si celano una serie di compiacenze, di facilitazioni e di interessi che arricchiscono sempre i medesimi e che inaspriscono il dibattito, facendone pagare le conseguenze alle persone più deboli e inermi.
Prima di chiudere, vorrei fare un grande plauso agli organizzatori di questo evento, perché da un lato hanno permesso a quanti hanno partecipato di farsi un’opinione propria e dall’altro lato hanno invitato degli ottimi relatori, tanto preparati, quanto capaci di avvalorare le proprie tesi con dati, numeri e proposte concrete.
Prima di salutarci vi ricordo di lasciare un commento all’articolo con i vostri pensieri, per me sarà un vero piacere leggere e poi rispondervi. Infine, se quanto avete letto vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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