Artigianato, quale futuro? La parola ai protagonisti: Giuliano Grendene – Autocarrozzeria

Artigianato, quale futuro-

Carissime amiche e amici, vi do il bentornato per la quinta intervista della serie “Artigianato, quale futuro? La parola ai protagonisti”. In questo appuntamento approfondiremo nuove e interessanti tematiche a proposito del comparto artigiano, con particolare riferimento all’artigianato meccanico. Artigianato, Giuliano Grendene

Giuliano Grendene, nato a Gorizia il 9 gennaio del 1962. Dopo aver portato a termine gli studi superiori, ha iniziato il suo percorso lavorativo nell’azienda che il padre aveva fondato nel 1958. Tutt’oggi porta avanti la medesima attività e ricopre l’incarico di vicepresidente in Confartigianato Gorizia.

So che ricopri un ruolo dirigenziale in Confartigianato Gorizia, mi racconti cosa rappresenta per te questa Associazione?

Quando sono entrato in Confartigianato ho iniziato come capogruppo del reparto carrozzeria e poi, pian piano, ho ricoperto differenti ruoli, fino ad arrivare alla carica di vicepresidente. Fino a oggi, l’Associazione è stata una grande opportunità che mi ha permesso di adoperarmi per rappresentare al meglio gli artigiani e per accompagnarli nel complesso percorso che può farli diventare dei validi imprenditori. Oramai per fare l’artigiano ci vogliono delle conoscenze e delle specializzazioni molto evolute, non è possibile guardare solo alla parte del laboratorio ma bisogna anche intrecciare quelle relazioni che permettano di affrontare al meglio il mercato e che aiutino a far conoscere di più la propria professionalità.

Negli ultimi anni una pesante crisi si è abbattuta anche sul settore dell’artigianato, quali potrebbero essere secondo te gli strumenti più adatti per far ripartire questo settore?

La crisi c’è, ed è in ogni campo e in ogni settore. Purtroppo sono convinto che, se anche ci fosse una ripartenza, ci sarebbero comunque altre chiusure nella fitta rete del comparto artigiano. Non sono tanti gli artigiani in grado di usufruire delle opportunità date da finanziamenti e sovvenzioni, per cui, fino a che possono, danno fondo alle proprie risorse e poi, un volta finite queste risorse, chiudono le aziende.
Secondo me, le aziende e gli artigiani per resistere al mercato globale dovranno fare due cose: primo, cercare le nicchie di mercato e offrire un prodotto di alta qualità, secondo, unirsi fra i vari artigiani, in modo che ognuno prenda un ramo specifico di un singolo settore e si specializzi in una determinata mansione. In questo modo, interagendo, comunicando e intrattenendo buoni rapporti, potrebbero reggere le difficoltà derivanti dalla crisi.
Per quanto riguarda la città di Gorizia, in queste zone di confine, sarebbe ancora più opportuno cercare di collaborare fra artigiani, perché oltreconfine c’è una fiscalità molto più vantaggiosa rispetto a quella italiana. Certamente, la qualità è ancora un nostro punto di forza, però anche oltreconfine si stanno evolvendo e stanno arrivando al nostro livello.

Cosa significa per te essere un artigiano e perché?

Vedi, da quello che ho appreso in questi anni, gli artigiani sono generalmente persone molto fantasiose con una grandissima capacità professionale e tecnica. Ciò che contraddistingue un artigiano, è la capacità di toglierti dall’impiccio subito, utilizzando fantasia e passione.
Ti faccio un esempio: un paio di mesi fa ho portato ad aggiustare un vecchio orologio da un orologiaio di Udine e quando ha aperto l’orologio si è soffermato a guardare il meccanismo e gli brillavano gli occhi. Ecco, per me il vero artigiano è colui che si emoziona a vedere le cose fatte bene, a cui piace fare le cose nel miglior modo possibile e soprattutto che prova piacere nel farle.

Dato che gestisci la tua autocarrozzeria, ti posso definire un artigiano meccanico?

Sì, i carrozzieri sono nati come aggiustatori di carrozze e poi negli anni si sono evoluti, finché è arrivato il mezzo meccanico col motore a scoppio. Forse adesso la parola artigiano nel campo della riparazione ha perso un po’ di significato perché devi essere meccatronico, devi avere sistemi di diagnostica, sistemi di misurazione e di puntatura al laser. C’è ancora una piccola parte di lavoro artigianale, però si riduce sempre più.

Quali sono le principali difficoltà nel tuo lavoro? 

La difficoltà che riscontro, soprattutto negli ultimi anni, è che l’automobile non è più considerata come un mezzo di riscatto sociale, bensì come un mezzo di lavoro, per cui, che sia graffiata, danneggiata, sinistrata o che non sia perfettamente lucida non ha più alcuna importanza, la cosa fondamentale è che funzioni.
In sostanza, le persone non hanno più cura dell’automobile come ne avevano un tempo e il nostro lavoro è sminuito, anche perché dobbiamo solo rendere queste macchine in grado di circolare.

Qual è la situazione dell’artigianato a Gorizia?

Gorizia ha perso un bacino di abitanti considerevole e di conseguenza sono calati molti servizi e si sono ridotte moltissime attività artigianali. Pensa che in 4 anni abbiamo perso oltre 10 aziende delle autoriparazioni. Non essendoci un bacino d’utenza considerevole, Gorizia sta diventando un paese molto grande, per cui basta uscire e andare oltre l’Isonzo per trovare altre realtà, come Monfalcone, Gradisca e la bassa friulana, dove c’è più movimento, non tanto di più ma quello che basta per mantenere in vita un po’ più di aziende.

Se avessi la bacchetta magica, quali sarebbero le prime 3 cose che faresti per l’artigianato in Italia?

Come prima cosa farei in modo che la categoria degli artigiani contasse di più a livello istituzionale, in modo da essere ogni giorno sul tavolo delle trattative ed essere considerati degli interlocutori forti. Come seconda cosa farei in modo di abbassare la pressione fiscale e, infine, come terza cosa, farei in modo di semplificare l’accesso al credito per gli artigiani.

Un’ultima considerazione?

Parlando di artigianato e di Confartigianato, sono molto contento di far parte di un’Associazione che porta avanti la sua missione con caparbietà e costanza. Il buon lavoro che stiamo facendo, per aumentare la visibilità del comparto artigiano e per far arrivare più finanziamenti alle aziende, ci viene riconosciuto anche dagli associati.
L’artigiano una volta era una persona che lavorava da solo, ma Confartigianato ha cambiato questa mentalità e adesso li fa lavorare in gruppo e questa cosa tornerà utile a più di qualcuno.

Conclusioni

Sono davvero soddisfatto di questa intervista a Giuliano Grendene, uno dei protagonisti del comparto artigiano goriziano, che nella sua carrozzeria offre un lavoro eseguito a regola d’arte, attraverso una lavorazione artigianale ma che non trascura l’evoluzione tecnologica dei materiali.
Prima di salutarci, vi ricordo che il prossimo giovedì pubblicherò una nuova intervista dedicata all’artigianato, dunque continuate a seguire il mio blog. Inoltre, lasciate un commento con i vostri pensieri in merito a quanto avete letto, per me sarà un piacere leggere e poi rispondervi. Infine, se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento!

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