Artigianato, quale futuro? La parola ai protagonisti: Mauro Clementi – Supranus

Artigianato, quale futuro-

Ottava intervista della serie “Artigianato, quale futuro? La parola ai protagonisti”. Questa volta approfondiremo il tema della produzione di diffusori acustici di alta qualità, con particolare riferimento al connubio che intercorre fra la nobile arte della lavorazione del legno e l’utilizzo di macchinari tecnologici. 

Artigianato, Mauro Clementi

Mauro Clementi, nato a Bolzano nel 1960. Dalla più giovane età ha coltivato una grandissima passione per i diffusori acustici, il suo primo diffusore lo ha costruito nel 1975. Da allora il suo percorso nell’artigianato è stato vario e poliedrico, ha iniziato studiando orologeria ed è recentemente arrivato ad aprire “Supranus“, un laboratorio d’arte acustica nel centro di Cividale del Friuli.

Mi fai una panoramica generale della tua attività?

Tutto ciò che ho in negozio viene creato dalle mie idee. Essendo una persona molto creativa macino tantissime idee, giorno e notte, dopodiché le progetto, le disegno e  poi le realizzo.
La quasi totalità dei prodotti che ho qui in negozio, è fatto da me. Tuttavia, negli ultimi tempi, ho avviato una collaborazione con delle aziende molto importanti che realizzano alcune parti dei diffusori.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a produrre dei diffusori audio?

La passione per l’alta fedeltà audio, unita a una grandissima passione per la musica.

Al giorno d’oggi, cosa significa per te essere artigiano?

Artigiano per me significa “saper fare”, quel saper fare che si sta perdendo tantissimo, anche perché le nuove generazioni hanno una manualità molto ridotta. Oramai non esiste più una reale applicazione tecnica nell’ambito scolastico, chi si diploma oggigiorno ne sa davvero poco del lavoro che c’è dietro e delle competenze necessarie per garantire un buon prodotto.
Oggi viene fatto tutto virtuale ed è per questo che l’artigianato sta diventando una categoria professionale sempre più di nicchia. Sta venendo meno la consapevolezza di quanto sia piacevole creare oggetti con le proprie mani, che può essere qualsiasi cosa, dai diffusori ai quadri.

Qual è il rapporto dei giovani con l’artigianato?

Secondo me alcune cose ai giovani di oggi sfuggono da sotto gli occhi, non hanno la capacità di comprendere un prodotto nella sua totalità, magari comprendono il prodotto finale ma non tutto il lavoro che c’è dietro. Dal mio punto di vista, ai giovani manca la curiosità e la voglia di assorbire determinate conoscenze. Per esempio, nel mio caso, certe cose riesco a farle perché “rubo con gli occhi”, le faccio mie e poi per crearle ci metto del mio.

In Italia, tasse e burocrazia hanno raggiunto livelli talmente alti che possono soffocare le imprese artigiane. Come fare per competere ugualmente a queste condizioni?

Offrendo sempre il meglio, bisogna innalzare il livello qualitativo. L’unica maniera per stare in piedi è offrire un’altissima qualità, è fondamentale.

Cosa rappresenta per te il “Made in Italy”?

Per me rappresenta il top della qualità, non c’è nessuno che riesca a starci dietro. Purtroppo, il nostro problema è il massacro continuo alle aziende artigiane, a quelle stesse aziende che ancora resistono e che, con le loro competenze e le grandissime capacità, fanno il trend e trascinano il Paese. Da sempre abbiamo un’inventiva, un modo di fare unico e che ci copiano in tutto il mondo.

La tua è un’idea innovativa, unisce la nobile arte della lavorazione del legno con la tecnologia di impianti audio di alta qualità. Qual è l’anello di congiunzione fra tradizione e tecnologia?

Una cosa è legata all’altra, perché la tecnologia ha bisogno di radici molto profonde. La tecnologia di oggi non nasce da sola, si appoggia su delle fondamenta molto solide e create con la sperimentazione. Si creano delle cose sempre più pazzesche in virtù di qualcosa che è già stato creato prima, infatti sono stati fatti tantissimi studi su determinati oggetti, che se ritenuti validi, poi sono stati migliorati. Tecnologia e tradizione sono concetti legatissimi l’uno all’altro.
Guarda, potrei anche dirti che non ho inventato nulla di nuovo, visto che i diffusori acustici esistono da un sacco di anni. Tuttavia, il valore aggiunto del mio lavoro sta nel fatto che ci metto del mio, questo perché sono una persona curiosa e ho trasformato le mie idee in un prodotto di alta qualità. Certamente sono stato aiutato anche dalla tecnologia, le idee ci sono ma da sole non basterebbero. Se non avessi a disposizione gli strumenti per poterle realizzare non è detto che sarei riuscito a creare ciò che oggigiorno produco e poi vendo.

Se avessi una bacchetta magica, quali sarebbero le prime tre cose che faresti per l’artigianato in Italia?

Per prima cosa, una consistente sburocratizzazione. Ce n’è estremo bisogno per il nostro lavoro, al giorno d’oggi per mandare avanti un’attività artigianale abbiamo bisogno di commercialisti, di avvocati e di sovrastrutture pazzesche che costano uno sproposito. Come seconda cosa, farei in modo di avvicinare più giovani all’artigianato, magari con degli stage ad hoc, per insegnare loro il mestiere. Come terza cosa faciliterei l’accesso a fondi e sovvenzioni.

Un’ultima considerazione?

Quello che faccio, lo faccio con grandissima passione, “Supranus” per me rappresenta una nuova avventura, nata da pochissimo tempo, anche se ha radici molto profonde perché ho già un’azienda che fa diffusori acustici. In un certo senso, questa nuova attività l’ho creata anche per portare avanti i giovani, perché mi piacerebbe che un giorno fosse portata avanti dalle mie figlie. Te lo dico, io stravedo per i giovani e gli darei tutto quello che posso, anche perché vedo che gli manca qualcosa, magari sono fortissimi dal punto di vista tecnologico però nel creare qualcosa con le proprie mani hanno qualche difficoltà e io sento che avrei tantissimo da insegnare.

Conclusioni

Con questa intervista, grazie alla disponibilità di Mauro Clementi, ho potuto apprezzare il punto di vista di un artigiano che da tantissimi anni si dedica al suo lavoro con passione e costanza, rappresentando di fatto quella tipicità italiana, fatta di arte e di maestria, che rende il nostro Paese unico al mondo.
Prima di salutarci, vi ricordo di lasciare un commento con i vostri pensieri su quanto avete letto, sarà per me un vero piacere leggere e poi rispondervi. Infine, se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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