Eroi in Silenzio, animali in guerra

Eroi in Silenzio, animali in guerra

Cresce l’attesa per il raduno degli Alpini nel Triveneto, che si terrà a Gorizia dal 17 al 19 giugno 2016. Nel frattempo il Gruppo Alpini di Mossa ha inaugurato nel pomeriggio di venerdì 06 maggio, presso l’atrio del Comune, la rassegna fotografica “Da cappelle di guerra a simboli di pace“. L’inaugurazione è stata favorevole anche per organizzare, presso la sala parrocchiale “don Giovanni Bosco”, la conferenza “Eroi in silenzio, animali in guerra“, in cui è stato discusso il ruolo degli animali (a quattro e a due zampe ma anche volatili) durante la Grande Guerra.

La mostra di Tullio Poiana

Il centenario della Grande Guerra è una delle ricorrenze storiche più importanti per il nostro Paese, sia per ricordare il sacrificio dei martiri della prima guerra mondiale, sia per non dimenticare gli orrori che sconvolsero questi territori e le vite di milioni di persone.
Proprio con questi intenti è stata allestita la mostra fotografica “Da cappelle di guerra a simboli di pace“, che permette al visitatore di ripercorrere, attraverso una ricca documentazione fotografica, alcuni dei luoghi, degli edifici e delle storie risalenti al periodo bellico.

Eroi in silenzio, animali in guerra

<<Gli animali non solo come fedeli amici dell’uomo ma anche come vere e proprie risorse da impiegare durante la guerra, sfruttando le peculiarità di ogni specie>>. A parlare Fabio Zucconi, primo capitano della Croce Rossa Italiana e curatore di diverse mostre sul territorio nazionale volte a raccontare la storia della CRI.
Nel corso del suo intervento il 1° Cap. Fabio Zucconi ha commentato diverse immagini, alcune divertenti e altre un po’ meno, esemplificando il ruolo che alcuni animali avevano durante la Grande Guerra.
L’approfondimento è iniziato dai cavalli e dal reparto cavalleria, che, se non in rare occasioni, trovarono ben poco spazio nel contesto di una guerra che fu prevalentemente di trincea e di logoramento. Situazione che mutò sul finire della guerra, quando, con alcuni eserciti in rotta, i reparti di cavalleria furono impiegati per inseguire i nemici in fuga.
Per quanto riguarda gli animali da soma, gli asini per intenderci, l’utilizzo fu più massiccio, sia per la loro capacità di trasportare molto peso, sia perché erano capaci di percorrere le strette mulattiere che si inerpicavano su per i monti e che portavano fino alle linee del fronte.
Capitolo a parte per quanto riguarda i volatili, soprattutto per quanto riguarda i piccioni viaggiatori. Questi volatili avevano l’importantissima funzione di trasportare dei messaggi al di là delle linee nemiche, in un periodo in cui le linee telefoniche già esistevano ma correvano fra le trincee ed erano quasi sempre inutilizzabili. Furono circa 200mila i piccioni viaggiatori utilizzati durante il primo conflitto mondiale, il numero fu così elevato perché i soldati, consapevoli che i piccioni trasportavano messaggi, spesso senza neanche conoscere la fazione del piccione, appena ne vedevano volare uno, gli sparavano. Per questo motivo, quando venivano fatti partire, per essere quanto più sicuri possibile che il messaggio arrivasse a destinazione, ne venivano messi in volo più per volta e tutti con lo stesso messaggio.
In chiusura del suo intervento, il 1° Cap. Zucconi, ha parlato del migliore amico dell’uomo: il cane. Sicuramente l’animale più versatile fra quelli impiegati durante la Grande Guerra, capace sia di trasportare moderate quantità di materiali, per lo più bendaggi e kit di primo soccorso, sia di utilizzare il fiuto per scovare nemici infiltrati o amici feriti e dati per dispersi sul campo di battaglia.
Molto particolare la storia del Sergente Stubby, una cane che ha prestato servizio nell’esercito statunitense durante la prima guerra mondiale e che, per meriti di combattimento, fu promosso al grado di Sergente.

<<Sul Carso della Grande Guerra, fra il 1915 e il 1917, c’erano circa 100/150mila animali da soma, cavalli, asini e buoi, che servivano per spostare i pesantissimi pezzi d’artiglieria>>. Ha esordito con questi numeri Pierluigi Lodi, ricercatore storico di Gorizia, che durante il suo intervento ha ripercorso alcune delle situazioni in cui gli animali venivano impiegati durante la Grande Guerra. Uno fra tutti, il cane San Bernardo, che in alta montagna, sotto la guida degli Alpini, era utilizzato per prestare soccorso ai militari che venivano colti di sorpresa dalle valanghe.

Conclusioni

Questo evento, a base di mostra fotografica e conferenza storica, mi ha offerto degli ottimi spunti di riflessione. Certamente, è inammissibile non perpetrare negli anni il ricordo delle centinaia di migliaia di vite umane spezzate dalla violenza del primo conflitto mondiale ma ritengo sia giusto anche non dimenticare come quei tragici eventi straziarono anche l’esistenza di tanti animali, capaci, come gli umani, di provare sofferenze e dolore.
Prima dei saluti, vi invito a farmi sapere con un commento il vostro pensiero su quanto avete letto, sarà per me un piacere leggere e poi rispondervi. Infine, se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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