Io NON voglio fallire, un racconto di straordinario coraggio

Io NON voglio fallire 1

Quali sono i rischi dell’essere una piccola imprenditrice che lavora in una grande filiera? Lo ha raccontato Serenella Antoniazzi, una signora di Concordia Sagittaria (Venezia), che ha scoperto a sue spese quanto può essere torbido e tormentato il mondo dell’imprenditoria, soprattutto negli anni più neri della crisi economica. L’autrice, che è intervenuta durante un evento fortemente voluto da Claudia Mion, presidente del gruppo Terziario Donna di Confcommercio Gorizia, oltre a presentare al pubblico il suo recente libro “Io non voglio fallire“, si è raccontata, condividendo le emozioni e i pensieri più ricorrenti dei tre anni di crisi della A.G.A. snc, l’azienda di famiglia che è stata sull’orlo del baratro per mancata riscossione di crediti.

È stata la presidente del gruppo Terziario Donne, Claudia Mion, a introdurre le tematiche della conversazione svoltasi lunedì 13 giugno nella sede di Confcommercio, in via Locchi a Gorizia. Speranze, prospettive e l’auspicio di far nascere nuove opportunità, utilizzando come minimo comune denominatore la collaborazione fra commercianti, piccoli imprenditori e associazioni di categoria.

A seguire, la giornalista professionista dott.ssa Cristina Bonadei, nelle vesti di moderatrice della conversazione, ha introdotto nuove tematiche e interrogato l’autrice del libro a riguardo della duplice interpretazione della crisi economica: paura e disastro oppure opportunità? In questi recenti anni di crisi economica sono tantissime le imprese che hanno continuato a produrre con enormi difficoltà e altrettante hanno chiuso i battenti, per questo – ha continuato Bonadei – la testimonianza di Serenella in “Io non voglio fallire” appartiene a tutti ed è fondamentale che venga raccontata, affinché sia di ispirazione per chiunque si trovasse ad affrontare situazioni analoghe.

Ecco quindi che la protagonista della vicenda, suo malgrado, ha raccontato l’inferno, i sacrifici e i sentimenti negativi che pervadevano la sua mente nei giorni di sconforto, quando l’impresa lavorava e riceveva numerose commissioni ma i pagamenti non arrivano a causa di furberie, ma anche per errori di gestione, candidamente ammessi dalla stessa autrice del libro. A fare da contrappeso sulla bilancia degli eventi le nuove conoscenze, gli amici e la sua famiglia, i veri capisaldi che l’hanno aiutata ad affrontare le tante difficoltà.

Durante la serata è intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio di Gorizia, Gianluca Madriz, che ha focalizzato il discorso sulla questione della categoria da lui rappresentata, nello specifico a riguardo della necessità di reagire alla crisi economica con vigore e collaborazione. I numeri della realtà economica italiana forniscono uno spaccato che non è equivocabile – così il presidente Madriz – il 95% di imprese nel Paese hanno meno di 10 addetti ed è principalmente su di queste che si è abbattuta pesantissima la scure della crisi. C’è bisogno dello Stato, in cui noi come Associazione crediamo tantissimo ma da cui non riceviamo sufficiente considerazione.

Sul finire dell’evento, un accorato appello dell’autrice affinché il cambiamento auspicato parta dal basso. Si tratta quindi di attivare un modello bottom up (dal basso verso l’alto) – ha concluso Serenella Antoniazzi – bisogna aprirsi alle altre Associazioni ed evitare di delegare le colpe ad altri ma assumersi le proprie responsabilità e cercare di fare gruppo, così da far arrivare le proprie istanze ai decisori politici.

Conclusioni

Una bella serata di approfondimento in cui sono state trattate diverse tematiche, che sempre più spesso riguardano tante persone che attraversano momenti di grande incertezza a causa della crisi economica. A tal proposito è stato chiarissimo il messaggio lanciato durante la serata da Claudia Mion, presidente del Gruppo Terziario Donna di Confcommercio Gorizia: vicinanza ai commercianti e agli imprenditori in difficoltà, l’unione fa la forza ed è un elemento indispensabile per superare i momenti difficili e poter tornare ad avere fiducia nel futuro.
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