Storia di (stra)ordinaria inciviltà

STORIA DI (STRA)ORDINARIA INCIVILTÀ

Lo scorso 29 giugno ho deciso di passare un pomeriggio a Grado, per rilassarmi e per respirare un po’ di sana aria di mare. Purtroppo, non sapevo che avrei vissuto una storia di (stra)ordinaria inciviltà.

Arrivo a Grado per le 15:30, in tutta calma, d’altro canto non mi piace andare in spiaggia quando è particolarmente affollata e quindi, oltre a evitare gli stabilimenti più frequentati, cerco di andarci in orari da outsider. Così, dopo aver trovato un angoletto tranquillo in spiaggia “Al Bosco” e aver piazzato asciugamano e zaino, come prima cosa mi sono diretto verso il mare per fare un bagno. L’acqua era fresca, non particolarmente pulita ma può capitare di trovare qualche alga quando sta cambiando la marea. Ben altro fastidio mi sarebbe toccato da lì a poco.

Una volta finito di nuotare mi sono diretto verso l’asciugamano e con un po’ di sorpresa ho notato che poco distanti da me si erano appena piazzati cinque fra ragazze e ragazzi poco più che ventenni. La cosa mi ha lasciato perplesso poiché per centinaia di metri la spiaggia attorno a me era libera, tranne qualche bagnante di tanto in tanto. Così, appurato il fatto di avere dei nuovi “vicini d’asciugamano” mi sono sdraiato per prendere un po’ di sole. Purtroppo, non avevo considerato la “straordinaria” funzione di aggregante sociale della musica, né tantomeno il “fantastico” progresso tecnologico di certe casse portatili per amplificare la musica. Insomma, a poco più di un metro e mezzo da me avevo una discoteca portatile che “pompava” tutte le più improbabili hit del momento. Che felicità!

Anche io adoro la musica, però ho l’abitudine di ascoltarla con le cuffiette anche perché in spiaggia ho lo scrupolo di pensare che, forse, al mio vicino di ombrellone non interessa ascoltare la musica che piace a me e soprattutto quando ne ho voglia io. Detto ciò, che potevo farci? Sono giovani, è giusto che si divertano. Così ho preso asciugamano e zaino e mi sono spostato più in là, dove urla e improperi non arrivavano e nemmeno la musica. Con estremo gaudio e felicità, ero tornato a sentire nuovamente il suono del mare, il cinguettio degli uccelli e il vociare, lontano e diffuso, delle persone. In una parola: relax!

Dopo tre orette il gruppo di giovani si è dileguato e da lì a poco pure io ho levato le tende. Purtroppo, la più amara delle sorprese l’ho avuta quando sono passato laddove si erano piazzati questi ragazzi, che avevano abbandonato diverse bottigliette di plastica, un pacchetto di tabacco da rollare finito e svariati mozziconi di sigarette nella sabbia, come fosse un portacenere.

In conclusione…

…una riflessione con voi care amiche e amici: come può essere che dei ragazzi così giovani abbiano così poco rispetto per chi li circonda, per l’ambiente e, soprattutto, per loro stessi? Voglio dire, ciò che lasciano oggi poi se lo ritroveranno in futuro. Comunque, per chi se lo chiedesse, ho raccolto le loro immondizie e le ho gettate in un cestino dei rifiuti perché l’amore per l’ambiente non ce l’ho solo quando partecipo alle iniziative di Legambiente o ad altri eventi del genere.

E per quei ragazzi una bella tirata d’orecchie e qualche ora di lavori socialmente utili. Voi cosa ne pensate? Come vi sareste comportati al mio posto? Fatemelo sapere nello spazio dei commenti e se questo articolo vi è piaciuto condividetelo con tutti i vostri amici, mi farà molto piacere!

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