Tolmino 1915-1916

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Tolmino 1915-1916, presentato il nuovo libro di Guido Alliney. Coadiuvato dalle domande del giornalista de “Il Piccolo” Alex Pessotto, l’autore ha raccontato la sua recente pubblicazione, in una serata alla scoperta di una pagina di storia importantissima del fronte italiano durante la Grande Guerra.

L’autore

l'autore del libro Tolmino 1915-1916
Guido Alliney

Guido Alliney è professore di Storia della Filosofia Medievale all’Università di Macerata. Laureato in fisica a Bologna e in filosofia a Trieste, coltiva l’interesse della storia della Prima guerra mondiale e collabora con le riviste “Aquile in Guerra” e “Archeologia della Grande Guerra”. Ha scritto diversi saggi di storia militare sul fronte dell’Isonzo, fra cui Caporetto sul Mrzli.

Tolmino 1915-1916

Il tema della Grande Guerra è sempre ben accolto dalla cittadinanza goriziana, non a caso la sala conferenze della LEG (Libreria Editrice Goriziana) è gremita di persone. Dal canto suo, l’autore Guido Alliney pare ben contento di una così grande risposta da parte del pubblico, intervenuto per scoprire cosa avvenne a Tolmino nel 1915-1916, in territori che al giorno d’oggi sono turistici e tranquilli, ma che 100 anni or sono furono tristemente agitati e fra gli scenari più sanguinosi della Grande Guerra.

Nella prima fase della presentazione l’autore ha spiegato a grandi linee cosa avvenne a Tolmino nel 1915-1916, soffermandosi sull’importanza strategica della pianura di Tolmino. Una pianura che si estende da Tolmino e arriva fino a Caporetto e che, se conquistata, per l’esercito italiano avrebbe rappresentato la possibilità di un maggiore controllo difensivo, ma soprattutto la piattaforma necessaria per poter proseguire l’avanzata verso Lubiana. È per questi motivi che l’esercito non si risparmiò in quanto a dispiegamento di forze sul campo, infatti per le operazioni impiegò 11 reggimenti di fanteria e 8 battaglioni di alpini. Tuttavia, nonostante il massiccio numero di soldati, la conquista della testa di ponte di Tolmino nel 1915 sfumò, e proprio questi eventi – ha concluso Alliney – sono stati la genesi della sconfitta di Caporetto.

Lo scrittore ha poi raccontato le motivazioni che lo hanno portato a scrivere un libro sugli eventi di Tolmino. Se da un lato c’è stato un grande interesse storico, dall’altro lato vi è anche un forte coinvolgimento personale, in quanto gli eventi della Grande Guerra colpirono duramente le sue radici familiari che erano radicate proprio in quei luoghi.

Non molto è stato scritto a riguardo degli eventi di Tolmino, una mancanza di una memoria storica che per Alliney è riconducibile al fatto che per l’Italia è una pagina di storia ancora molto difficile da ricordare. Le battaglie in quei luoghi costarono moltissime vite, con ferite non del tutto rimarginate. Inoltre, dal punto di vista storico, la prima guerra mondiale a Tolmino è stata trascurata poiché nello stesso periodo a sud di Gorizia erano combattute delle battaglie molto più importanti, sia in termini numerici che di risultati.

Spronato dalle domande del giornalista, lo scrittore è poi tornato a parlare delle battaglie di Tolmino come preludio di Caporetto. In effetti – ha precisato Alliney – per l’esercito italiano la necessità di conquistare la piana di Tolmino era oggettiva e i comandi non sbagliarono a provarci. Tuttavia ci sarebbe molto da discutere sulle modalità di impiego dei reparti e sulla durata degli attacchi, in quanto gli austriaci furono capaci di predisporsi in maniera eccellente a difesa dei loro territori che raramente furono conquistati dagli italiani.

La trattazione delle memorie storiche dei soldati è un aspetto molto importante del libro Tolmino 1915-1916. Attraverso alcune lettere dei soldati recuperate dall’autore, vengono raccontate, oltre ai movimenti militari, anche le condizioni di vita in cui versavano i soldati italiani dopo la fine del novembre 1915. Dalle lettere – ha aggiunto lo scrittore – si apprende che le perdite furono altissime e stando ai documenti di archivio, il reggimento Messina, perse più di 1200 uomini per malattia in un mese. Dalle testimonianze, si apprende che gli uomini in prima linea sotto Santa Lucia (oggi Most na Soči) non mangiavano pasti caldi da mesi, ma unicamente scatolette e pane raffermo, favorendo così un indebolimento generale delle truppe. A tutto ciò va aggiunto lo scarso numero dei ricoveri e anche che nell’autunno/inverno il clima era particolarmente rigido, provocando numerosissimi casi di morte per congelamento.

Nella fase conclusiva della serata, Alliney ha parlato delle peculiarità delle battaglie che si svolsero a Tolmino. Da un lato fu un fronte atipico perché in posizioni così scomode e avverse non era usuale venissero schierati dei reparti così numerosi, dall’altro lato invece, quello che caratterizzò questo fronte fu il massacro continuo di soldati italiani, mandati all’attacco dai comandati e che venivano trucidati dal fuoco incessante delle mitragliatrici austriache. Infine – ha concluso Alliney – non fu una guerra di eroismo o di eroi, bensì una guerra di assalti continui, ripetuti e sempre con il medesimo finale.

Prima del dibattito conclusivo con il pubblico, il giornalista Pessotto ha ricordato che “Tolmino 1915-1916” è il 150° libro della collana BAM (Biblioteca di Arte Militare) della LEG. Proprio per questa importante ricorrenza, la casa editrice ha voluto fosse il prof. Alliney a raggiungere questo traguardo.

Conclusioni

Una bellissima e interessante conferenza quella a cui ho assistito e sono felice di aver partecipato. Come ricordato anche dall’autore del libro, la storia non ha colori politici e la cosa più importante è fare in modo possa essere tramandata ai posteri, cosicché gli errori del passato non vengano più ripetuti nel presente e nel futuro.
Prima di salutarci, vi invito a commentare per farmi sapere cosa ne pensate dell’articolo e se vi è piaciuto condividetelo con tutti i vostri amici, ne sarò davvero contento.

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