La zona monumentale del monte San Michele: presentazione del libro di Marco Mantini

Monte San Michele libro di Marco Mantini
La zona monumentale del monte San Michele

Valorizzare i luoghi storici e le zone monumentali in cui si perpetua la memoria e il sacrificio delle tante persone che negli anni della Grande Guerra combatterono per la libertà dei propri popoli, è una di quelle responsabilità che come uomini contemporanei non possiamo esimerci dall’assumere.

Il nordest Italia è stato profondamente segnato da aspri combattimenti e sanguinosissime battaglie, fra i tanti, il Monte San Michele è stato uno dei campi di battaglia più duri e sanguinosi dell’intero conflitto. Proprio nell’ordine delle idee di non lasciare che la memoria di questi teatri di guerra finisca nel dimenticatoio, il dott. Marco Mantini nel tardo pomeriggio del 17 marzo 2017, nella bellissima sala consiliare del Comune di Gradisca d’Isonzo, ha presentato il suo libro intitolato “La zona monumentale del Monte San Michele”.

Avendo personalmente conosciuto il dott. Mantini, nelle vesti di guida storica durante una visita guidata sui luoghi della Grande Guerra in provincia di Gorizia, e avendone potuto apprezzare la grandissima preparazione, non potevo mancare alla presentazione del suo libro. Occasione che si è rivelata utile anche per conoscere le storie, i retroscena e le vicissitudini di un monte tanto importante per la storiografia contemporanea, quanto interessante per via dei tanti cambiamenti che ha subito nel corso degli anni. Continua a leggere il report dell’evento.

Marco Mantini presenta la zona monumentale del monte San Michele
Dott. Mantini durante la conferenza

A fare gli onori di casa l’assessore alla cultura del Comune di Gradisca d’Isonzo Enzo Boscarol, visivamente soddisfatto per il congruo numero di persone presenti in sala e che con molto interesse hanno accolto la serie di iniziative organizzate dall’amministrazione per il centenario della Grande Guerra.

La presentazione della serata è stata fatta dal ricercatore storico Mitja Juren, amico di lunga data dell’autore e anche appassionato del Monte San Michele. In realtà, ha precisato lo storico, “La zona monumentale del monte San Michele” non parla di attacchi militari bensì delle vicende che accaddero e che tutt’oggi continuano a contraddistinguere la quota del San Michele. Il libro – ha concluso Juren – è un intenso racconto storico supportato con tantissime fotografie, testimonianze tratte da articoli di giornale dell’epoca, sia italiani che austroungarici, ma anche dai rapporti personali che l’autore ha stretto con i reduci o le famiglie degli stessi.

marco mantini presenta il suo libro la zona monumentale del monte san michele
Marco Mantini e le Caverne del Carso

Raccontare la memoria di luoghi storicamente importanti, come può essere il San Michele, esige un approccio differente da quello che solitamente si adopera per raccontare la storia militare. È stato questo, in poche parole, il concetto espresso all’inizio della presentazione da parte di Marco Mantini. In effetti – ha continuato l’autore – prima di iniziare a raccontare le storie che si sono svolte sul San Michele, dalla Grande Guerra a oggi, ho messo in conto che avrei avuto a che fare con problematiche, prospettive e percezioni in continuo mutamento e che si sono evolute seguendo il passo degli anni.

Pur se il libro non parla di guerra è proprio dalla guerra che comincia per descrivere il monte San Michele. All’inizio alcune immagini delle “caverne del Carso”, ovvero delle ardimentose cannoniere, raccontano quanti anni di lavoro sono stati necessari per la loro costruzione, passando poi con le prove di resistenza al fuoco e gli innumerevoli tiri di prova sparati verso la Valle del Vipacco.

Sala consiliare gradisca d'isonzo presentazione libro
Da sinistra: Marco Mantini, Mitja Juren e Enzo Boscarol

Una volta passati gli anni della Guerra si iniziò a parlare di una zona monumentale che comprendesse l’intero altopiano carsico, ma i costi di manutenzione e motivi di ordine socio/politico non permisero al progetto di concretizzarsi. Questo però non fermò il turismo della guerra degli anni ’30, quando i reduci e le famiglie dei caduti tornarono sul San Michele per osservare quei luoghi che costarono centinaia di migliaia di vite umane.

Col passare degli anni il monte San Michele divenne anche oggetto della propaganda del regime, quanto mai abile nel comunicare gli enormi sacrifici compiuti dai martiri della Grande Guerra e proprio in loro onore furono organizzati diversi raduni in occasione degli anniversari delle battaglie principali e anche dell’entrata in guerra dell’Italia e della fine del conflitto.

Nel frattempo gli anni sono passati e sul San Michele i turisti sono sempre rimasti numerosi, ma per lo più ungheresi. Potrebbe sembrare strano – ha affermato Mantini – ma tantissime persone provenienti dall’entroterra ungherese sono disposte a sobbarcarsi anche viaggi piuttosto faticosi pur di vedere quei luoghi dove caddero parenti, amici e conoscenti. Il trend – ha concluso l’autore – è rimasto invariato fino agli anni ’70, quando finalmente anche gli italiani riscoprirono il turismo della Grande Guerra. Oggigiorno con il progetto “Carso 2014” si punta a far conoscere il Carso come quel luogo in cui si fondono elementi del paesaggio di guerra con la memoria storica legata agli eventi del primo conflitto mondiale.

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La zona monumentale del monte San Michele
pubblico nella sala del consiglio di Palazzo Torriani
Pubblico ascolta il dott. Marco Mantini

Conclusioni

Sovente mi capita di visitare i siti della Grande Guerra e ne rimango sempre affascinato per via delle innumerevoli storie che si celano in quei luoghi, ma che talvolta vengono date per scontate. Probabilmente proprio per questo il libro “La zona monumentale del monte San Michele” può tornare utile: per non dimenticare e non permettere al passare degli anni di sbiadire il ricordo degli eventi che hanno contraddistinto il San Michele. D’altro canto, per non commettere sempre gli stessi sbagli, bisogna trarre insegnamento dagli errori e questo libro può servire a non dimenticare le vicende e i tanti sacrifici che sono stati pagati a caro prezzo sul monte San Michele.

Cosa ne pensi di questo report? Hai mai visitato alcuni luoghi della Grande Guerra che ti hanno particolarmente affascinato? Scrivi un commento per farmi sapere quali sono le tue opinioni, sarà un piacere per me leggere e poi risponderti. Mi raccomando, se ti è piaciuto, condividi il report con tutti i tuoi amici per aiutarmi a farlo conoscere. Noi ci rivediamo giovedì prossimo su questo blog per un nuovo articolo ma prima di salutarci, vi ricordo di mettere un bel “Mi Piace” alla mia pagina Facebook, un caro saluto, a presto!

Leggi anche: Monte San Gabriele (Škabrijel): visita e info

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