Il Collio goriziano, intervista al Sindaco Diego Bernardis

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Il Collio goriziano, intervista Diego Bernardis

Il Collio goriziano è conosciuto soprattutto per la qualità dei suoi vini e per la bellezza dei suoi paesaggi, una vera e propria perla dal punto di vista del turismo enogastronomico.

Recentemente diversi stakeholder del territorio hanno anche formato un comitato scientifico per inserire questi splendidi luoghi nella tentative list dell’Unesco, così da sancirne definitivamente la portata internazionale e farne un esempio per un futuro basato su agricoltura, turismo ed enogastronomia.

Ho parlato di questo e molto altro con il sindaco di Dolegna del Collio Diego Bernardis, che oltre a essere un ottimo amministratore locale e anche uno degli stakeholder promotori della candidatura Unesco. Vi auguro quindi buona lettura, ci ritroviamo a metà intervista per delle considerazioni intermedie.

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Il sindaco di Dolegna del Collio Diego Bernardis

In un difficile contesto socioeconomico come quello contemporaneo, come risaltare le peculiarità di un territorio così piccolo ma al contempo così prezioso?

“Sicuramente non è facile per un territorio come il nostro, che conta 370 abitanti, riuscire a trovare le risorse e le forze per sviluppare determinate peculiarità. Però quello che ci caratterizza è l’identità territoriale, che si manifesta attraverso i nostri pregi: la vitivinicoltura, la ricettività dal punto di vista turistico e soprattutto un paesaggio che ci avvantaggia da ogni punto di vista. Come amministrazione locale stiamo mettendo in atto una serie di iniziative per lavorare in maniera sinergica con tutte le realtà del territorio e anche d’oltre confine”.

La valorizzazione dei prodotti enogastronomici e in particolare dei vini del Collio come può essere coinvolgente sul piano transfrontaliero?

“Uno dei progetti transfrontalieri più importanti a cui stiamo lavorando è la candidatura a patrimonio mondiale dell’UNESCO del Collio goriziano e del limitrofo Brda. Il nostro progetto è quello di trovare delle sinergie e delle forme di collaborazione con tutte le realtà locali, per esaltare ancor di più le eccellenze dei nostri vini che in moltissimi altri contesti ci invidiano. Riuscire in questo progetto vorrebbe dire appoggiare i produttori locali della vitivinicoltura e dare risalto a quella che è una vera e propria eccellenza del nostro territorio”.

Questa è una zona agricola e rurale, quali sono i limiti e i punti di forza del piano agricolo locale della Regione?

“Il PAL è un piano agricolo che valorizza e sviluppa maggiormente le identità territoriali del Friuli Venezia Giulia. Questo però potrebbe essere anche un limite, poiché l’ideale sarebbe sia valorizzare le peculiarità del piccolo territorio che aprirsi al mondo e quindi a un territorio di livello internazionale che consenta delle collaborazioni anche con i Paesi limitrofi. Dal nostro punto di vista, e per gli imprenditori che lavorano nel nostro territorio, poter stringere rapporti anche con la Slovenia o con l’Austria e la Carinzia è fondamentale”.

Il Collio goriziano, una breve considerazione…

Il Collio goriziano è connotato da moltissime aziende vinicole, agricole, da bellissimi agriturismi e strutture alberghiere che creano un indotto non indifferente. Puntare sulle peculiarità di questi territori vuol dire aprirsi al mondo con fiducia e offrire quanto di più bello, sano e buono abbiamo a disposizione. Insomma la nostra parte migliore.

Nella seconda parte dell’intervista andremo ad approfondire anche la tematica della candidatura UNESCO, il sindaco Diego Bernardis ci spiegherà perché diverse persone credono profondamente in questa grandissima possibilità.

L’intervista continua

Perché chiedete che questi territori diventino patrimonio dell’UNESCO?

“Perché il nostro territorio è unico, integro e rurale. Rurale significa che racchiude delle caratteristiche di eccezionalità e di universalità che vogliamo far conoscere a livello mondiale, e non sto parlando solo dal punto di visto paesaggistico e naturalistico ma anche dal punto di vista della cultura, delle tradizioni e del vivere comune della gente del Collio goriziano e del Brda sloveno. Ci sono delle caratteristiche di questi luoghi che sono molto simili sia da una parte che dall’altra del confine: l’architettura, le lingue, anche se una è di ceppo latino e una di ceppo slavo, l’agricoltura ed è per questo che abbiamo istituito un comitato scientifico che sta lavorando per presentare questi territori alla tentative list dell’UNESCO”.

In un momento in cui tutto sembra essere “global”, il “local” come può esprimersi in modo da far risaltare le proprie qualità?

“È possibile risaltare le qualità di un territorio “local” valorizzando al meglio quelle che sono certe peculiarità, ovvero facendo conoscere le nostre identità da tutti i punti di vista: culinario, vitivinicolo, rurale, artigianale, frutticoltura e anche dal punto di vista della laboriosità delle persone di queste zone. Troppo spesso diamo per scontato che ovunque ci siano queste caratteristiche ma non è sempre così: noi dobbiamo essere orgogliosi di questo nostro territorio e della gente che vi abita”.

Prima di passare alle conclusioni, vi invito a guardare il video “Il Collio Goriziano, direzione UNESCO” e non dimenticate di iscrivervi al mio canale YouTube!

Conclusioni

Quali sono i luoghi delle vostre terre che vorreste fossero più valorizzati? Cosa pensate dell’intervista e del Collio in generale? Scrivete un commento per farmi sapere le vostre impressioni, mi aiuterà a migliorare la qualità delle mie prossime interviste. Mi raccomando, condividete l’intervista con tutti i vostri amici e ci rivediamo giovedì prossimo sempre su questo blog per un nuovo articolo. Prima di salutarci, vi ricordo di mettere un bel “Mi Piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto, alla prossima.

Leggi anche: Polo universitario di Gorizia, intervista prof. Giovanni Fraziano

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2 thoughts on “Il Collio goriziano, intervista al Sindaco Diego Bernardis

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