Cuori senza frontiere: presentazione del libro di Alessandro Cuk

cuori senza frontiere copertina libro
Cuori senza frontiere

Vi sono storie di altri tempi che talvolta vengono riscoperte soltanto quando diventano la trama di opere artistiche come film e libri. Molto spesso tali opere mantengono anche una certa corrispondenza coi fatti realmente accaduti, tuttavia può capitare che, per stimolare una certa empatia fra pubblico e personaggi, gli avvenimenti narrati vengano un po’ romanzati con degli spunti talvolta melodrammatici e altre volte comici.

In “Cuori senza frontiere”, il volume dedicato all’omonimo film del 1950 del regista Luigi Zampa, in cui vengono trattate le tragiche vicende del confine nordorientale d’Italia al termine del secondo conflitto mondiale, ci sono sia elementi di carattere quasi documentaristico che elementi narrativi e incentrati sui legami sentimentali fra i personaggi.

Nel pomeriggio di lunedì 10 aprile sono andato ad assistere alla presentazione del libro nella sede provinciale dell’ANVGD di Gorizia, in cui hanno conversato l’autore Alessandro Cuk e lo storico Guido Rumici. Continua a leggere il report dell’evento per conoscere tutti i dettagli e anche qualche mia brevissima considerazione conclusiva.

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Da sinistra: Guido Rumici e Alessandro Cuk

Non sono molte le opere cinematografiche e documentaristiche che hanno come soggetto della loro sceneggiatura la questione del confine orientale – ha esordito lo storico Rumici -, “Cuori senza frontiere” rappresenta un’eccezione di grande spessore, visto soprattutto il grandissimo capitale artistico espresso dal cast del film: Gina Lollobrigida e Raf Vallone per citarne alcuni, oltreché dallo stesso regista Luigi Zampa.

Il libro analizza tutti gli eventi narrati del film e in più aggiunge una scheda di tutti i personaggi e un’approfondita recensione, non a caso è stato presentato anche alla mostra del Cinema di Venezia. Per molto tempo sono state pochissime le opere artistiche dedicate alle tematiche del confine orientale – ha continuato Alessandro Cuk -, fino all’introduzione del “Giorno del Ricordo” soltanto “Cuori senza frontiere” e “La città dolente” hanno affrontato la tematica del confine orientale.

Con lo svolgersi della conferenza il prof. Guido Rumici ha posto l’attenzione sul titolo dell’opera, inizialmente infatti sarebbe dovuto esser “La linea bianca” ma e poi stato cambiato in “Cuori senza frontiere”.

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Guido Rumici con una copia di “Cuori senza frontiere”

Il film trae ispirazione da eventi realmente accaduti durante il tracciamento della linea di confine che al termine del secondo conflitto mondiale separò l’Italia e la Jugoslavia. Poiché tale linea in alcuni casi venne tracciata senza riguardo alcuno per le proprietà private e le storie di vita dei tanti cittadini coinvolti, che da un giorno all’altro dovettero decidere da che parte stare, il film volle raccontare l’assurdità di tale vicende.

Molto curiosi alcuni aneddoti raccontati dal dott. Cuk a riguardo di alcune contestazioni da parte della popolazione locale durante le riprese, inizialmente infatti la comunità slovena non vedeva di buon occhio la troupe cinematografica né tantomeno il film stesso poiché si pensava avesse una connotazione politica. Con il passare dei giorni, dopo alcuni sporadici episodi di tensione, la popolazione locale accorgendosi che la troupe frequentava le locande, le trattorie e gli alberghi, sia sloveni che italiani, portando un certo benessere, gli animi si placarono e anche le riprese proseguirono senza altri intoppi.

Nelle fasi conclusive della presentazione è stato proiettato il trailer del film in prossima uscita “Rosso Istria”, ambientato nel settembre del 1943 e che narra i tragici avvenimenti che colpirono le popolazioni civili istriane, fiumane, giuliane e dalmate. Rosso Istria inoltre pone particolare attenzione anche alla figura di Norma Cossetto: giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana.

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Visione del trailer di “Rosso Istria”
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Pubblico alla presentazione del libro “Cuori senza frontiere”

Conclusioni

Sono convinto che raccontare gli avvenimento storici che hanno profondamente segnato la storia e la memoria di quanti, direttamente o indirettamente, ne sono stati coinvolti è un’opera di divulgazione che non può essere messa in secondo piano. Resta auspicabile quindi la presa di coscienza da parte della comunità a riguardo di eventi tanto importanti quanto tragici per evitare che possano ripetersi nuovamente.

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Leggi anche: Alpini a Gorizia, il racconto in 600 scatti

 

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