Oltre l’Euro: la sovranità monetaria è possibile? (Intervista a Claudio Borghi)

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Recentemente il responsabile del dipartimento economico della Lega Nord Claudio Borghi ha fatto visita a Gorizia per partecipare all’incontro pubblico intitolato “Oltre l’Euro, non oltre l’Europa”.

Durante la sua permanenza nel Capoluogo isontino ho avuto il piacere di fargli qualche domanda per conoscere la sua opinione su Euro, Europa ma anche sul contesto economico del territorio di Gorizia. Per sapere nel dettaglio tutte le sue opinioni continua a leggere l’intervista.

Intervista a Claudio Borghi, prima parte

massimiliano fedriga barbara zilli claudio borghi rodolfo zibernaClaudio Borghi (in piedi)

L’Europa dei grandi gruppi di interesse si dimentica spesso dell’Europa dei popoli, quale soluzione potrebbe aiutare a risollevarci da un difficile contesto socioeconomico?

“Incredibilmente negli ultimi 15 anni abbiamo consentito ai grandi gruppi economici di fare il loro interesse e di perseguire soltanto le logiche del profitto, a discapito degli interessi dei popoli europei. Certamente non li si può biasimare, poiché hanno semplicemente svolto il loro mestiere. Il problema però sta nel fatto che i nostri governanti, cioè quelli a cui abbiamo delegato la responsabilità delle decisioni, hanno fatto parte di questo sistema. Ciò che possiamo fare, finché ci faranno ancora votare, è rovesciare questo sistema e riprenderci in mano il destino delle nostre comunità e della nostra economia. Certo che se ogni giro elettorale votiamo persone che approvano ciecamente il fiscal compact, i fondi salva-Stati o qualsiasi tipo di bail-in sulle banche allora, evidentemente, sbagliamo un po’ anche noi”.

Recentemente hai pubblicato il libro “Oltre l’Euro per tornare grandi”, qual è l’obiettivo con cui è stato realizzato e, soprattutto, oltre l’Euro cosa ci aspetterebbe?

“Parto col dire che “Oltre l’Euro” è la seconda versione di un altro libro che si chiamava “Basta Euro” ed è uno strumento di divulgazione della Lega Nord. Abbiamo investito dei soldi per realizzarlo e lo distribuiamo gratuitamente ai nostri banchetti, nelle sedi della Lega oppure in formato digitale dal sito bastaeuro.org. Sono state distribuite già centinaia di migliaia di copie, sia digitali che cartacee, ed è uno strumento che serve a spiegare alcune delle ragioni della crisi economica attuale, in un formato facile, che risponda ai dubbi più comuni. Ho cercato di sintetizzare il tutto in un piccolo manuale, ineccepibile dal punto di vista economico, ma comprensibile a tutti”.

Se uscissimo dall’Euro allora saremmo anche fuori dall’Europa?

“L’Europa è un connotazione geografica e noi ci siamo dentro qualsiasi fosse la moneta. Eravamo in Europa quando si usava il sesterzio e la dominavamo ed eravamo in Europa quando ogni città aveva una sua moneta: quindi la moneta non c’entra niente con l’Europa, non c’entra niente con l’Unione europea e non c’entra niente con qualsiasi tipo di unione possano fare i diversi Stati fra di loro. L’Euro è una moneta comune solo ad alcuni Paesi dell’Unione Europea e chi non ce l’ha va bene, mentre, fra Paesi anche analoghi ma che hanno fatto scelte diverse, chi ha l’euro va male. Comunque, il punto è molto semplice: la questione europea deve essere discussa in termini di convenienza per l’Italia e questo vuol dire smetterla di essere gli zerbini della Germania, della Francia e di questa Unione Europea. La prima cosa che dobbiamo fare e riavere in mano tutti i nostri strumenti per poter gestire la nostra terra e la nostra moneta”.

Oltre l’Euro, un breve commento

In questa prima parte di intervista l’economista della Lega Nord ha spiegato il suo punto di vista su Euro e Europa e ha illustrato alcune valide alternative all’attuale sistema economico basato su una moneta unica.

Nella seconda parte dell’intervista ho invece voluto approfondire con Claudio Borghi alcune tematiche inerenti il territorio goriziano. Da una visione di dimensione nazionale e globale abbiamo spostato l’attenzione sulla dimensione locale, fra lavoro, transnazionalità e zona economica speciale.

Intervista a Claudio Borghi, seconda parte

Gorizia è un punto al centro della mitteleuropa in cui diverse identità convivono a cavallo della linea di confine, come dovrebbe funzionare la collaborazione economica fra Paesi confinanti?

“Nonostante una posizione decentrata rispetto al resto dell’Italia, Gorizia è vicina a punti di commercio e di interscambio europei che potevano dare origine a un’economia fiorente. Per questo motivo qui l’avevano capito subito che far cadere i confini sarebbe stata una fregatura, è chiaro che il mio vicino non farà il mio interesse, ma farà il suo e cercherà di fregarmi tutte le imprese con un’ aliquota più bassa che le motivi ad andarsene. L’assenza di confini spesso e volentieri è l’inizio di una predazione e se lo Stato non riconosce la particolarità dei territori di confine purtroppo sono destinati al declino. Per cui la particolarità di Gorizia, o delle altre terre di confine, deve essere tenuta ben presente ed essere d’esempio per tutti coloro che pensano che togliere il confine sia sempre una cosa buona”.

Cosa ne pensi della zona economica speciale come possibile strumento per riattivare le imprese e creare posti di lavoro sul territorio?

“Gorizia è una terra di confine che ha delle sue particolarità ben precise, in casi come questo lo Stato dovrebbe ragionare con la leva fiscale più che con la leva dei trasferimenti. Questo perché se lo Stato si limita semplicemente a prendere e mettere dei soldi per assistere un’area con delle particolarità ben precise, c’è il rischio che la gente di quei luoghi si abitui all’assistenzialismo. Viceversa avviare un processo di detassazione quasi mai si rivela un cattivo affare per lo Stato, perché detassando si riescono a creare delle attività economiche in sé per sé positive che fanno rientrare questo sconto fiscale, generano liquidità che vuol dire nuovi lavoratori che pagano l’Irpef e che grazie alla propria occupazione acquistano beni su cui pagano l’IVA”.

Prima di passare alle conclusioni, ti invito a guardare il video “Oltre l’Euro: la sovranità monetaria è possibile? (intervista a Claudio Borghi)” e non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Conclusioni

Qual è la tua opinione su Euro e moneta unica? Come credi il Paese Italia, ma anche l’economia dei tuoi luoghi potrebbe risollevarsi e ricominciare a crescere?

Scrivi un commento con le tue opinioni, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questa intervista ti è piaciuta condividila con tutti i tuoi amici per aiutarmi a farla conoscere, ti ricordo che l’appuntamento è sempre per giovedì prossimo con un nuovo articolo ma prima di salutarci ti invito a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornato sulle mie prossime pubblicazioni. Un caro saluto e a presto.

Leggi anche: Spring Festival: modello di sviluppo per il commercio cittadino? (intervista a Sara Macoratti)

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4 thoughts on “Oltre l’Euro: la sovranità monetaria è possibile? (Intervista a Claudio Borghi)

  1. Marco 25/05/2017 / 21:11

    Molto interessante! Non ero potuto essere presente il giorno dell’incontro ma grazie a questo articolo ho avuto modo di conoscere in maniera approfondita le tematiche toccate dall’economista Borghi.
    La seconda parte dell’elaborato, dedicata alle prospettive di sviluppo economico dell’isontino, è ,a mio parere, la più interessante perché lascia intendere esplicitamente quale strada debba intraprendere Gorizia per rilanciare definitivamente il ciclo produttivo e più in generale l’imprenditorialità.
    Complimenti all’autore del pezzo! Spero di leggere più spesso testi di questo livello!

    • Andrea Tomasella 25/05/2017 / 21:51

      Gentilissimo Marco, sono davvero molto contento di questo tuo riscontro poiché sapere che quanto scrivo può essere utile e interessante per i miei lettori è sempre un grandissimo piacere. Continua a seguirmi sul blog, un caro saluto e a presto.

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