Fare il fotografo: forma d’arte o professione? (intervista a Pierluigi Bumbaca)

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Intervista a Pierluigi Bumbaca

Il mondo della fotografia è in continua evoluzione e per ogni appassionato di questa forma d’arte un fotografo professionista è un punto di riferimento da cui apprendere tecniche e buone idee.

In questa nuova intervista scopriremo cosa vuol dire essere un fotografo di professione grazie alla testimonianza di Pierluigi Bumbaca che ha accettato di condividere la sua cultura fotografica. Continua a leggere l’intervista per conoscere tutti i dettagli.

Intervista a Pierluigi Bumbaca

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Pierluigi Bumbaca

Quando hai iniziato a fotografare e come hai reso la fotografia la tua professione?

“Ho scoperto la mia passione per la fotografia in età adolescenziale e poi attorno ai 25 anni l’ho fatta diventare la mia professione, da allora non ho più smesso e infatti sono 33 anni che faccio questo lavoro. Comunque c’è un episodio che è stato per me fondamentale e mi ha fatto decidere di intraprendere questa strada, lo ricordo sempre con molto piacere: all’età di 25/26 anni mi capitò di guardare una sfilata di moda alla televisione e quando vidi i fotografi con i cannoni (dei grandi obiettivi ndr) capii che quello sarei stato io da grande”.

Qual è il genere di fotografia che ti riesce meglio e quale invece quella che proprio non ti piace?

“Diciamo che essendo un fotoreporter la tipologia di foto che mi riesce meglio è proprio quella spontanea, quelle invece con cui ho meno feeling sono le fotografie molto impostate e preparate a tavolino”.

C’è uno scatto a cui sei particolarmente affezionato?

“Sì, c’è uno scatto a cui tengo moltissimo e risale a circa a una ventina d’anni fa quando ero corrispondente di musica jazz. Sono un grande appassionato di musica jazz e ricordo che durante un servizio fotografico mi capitò di fotografare Miles Davis, uno dei pilastri di questo genere musicale e per chi lo segue è un personaggio di enorme spessore. Lo fotografai a Verona è quella foto la ricordo sempre con grande piacere”.

Sei un fotografo cronista, documenti i fatti quotidiani, ma ti è mai capitato di scattare fotografie che poi non hai reputato opportuno far uscire? C’è un limite da non superare secondo te?

“Facendo il reporter una parte molto importante del mio lavoro è la cronaca e, soprattutto con la cronaca nera, qualche volta ci si trova in situazioni che sono abbastanza crude. Purtroppo, magari nelle fasi del servizio più concitate, non si presta molta attenzione a quello che si scatta ma poi quando si torna in studio ci si rende conto che alcune fotografie è meglio non pubblicarle. Per quanto riguarda il limite da non superare penso sia quello della dignità e del rispetto delle persone”.

Sei attentissimo alle novità, tant’è che sei fotografo certificato per Google Street View. Rispetto a quando hai iniziato com’è cambiato il tuo modo di lavorare?

“È cambiato in maniera veramente radicale, basti pensare che quando iniziai a lavorare si scattava in bianco e nero e lo sviluppo e la stampa delle foto passava attraverso la camera oscura. Adesso la fotografia è alla portata di tutti e anche per noi professionisti forse è diventato più facile il lavoro perché hai il risultato immediato. Però è vero anche che oggigiorno c’è la fase di post-produzione che una volta non esisteva ed è più impegnativa dello scatto stesso”.

Al giorno d’oggi la fotografia è alla portata di tutti, secondo te questo è un bene o un male?

“È certamente un bene perché questo è un segno di democrazia, per chi ci lavora forse un male perché una volta il fotografo era colui che scattava delle fotografie con lo scopo di conservare i ricordi. Ormai questa funzione è superata e quindi diciamo che il rinnovamento e l’aggiornamento sono necessari per potar restare sul mercato”.

Prima di passare alle conclusioni, ti invito a guardare il video Fare il fotografo: forma d’arte o professione? (intervista a Pierluigi Bumbaca)” e non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Conclusioni

C’è un fotografo o un tipo di fotografia che ti piace particolarmente? Cosa ne pensi di questa intervista?

Scrivi un commento con le tue opinioni, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questa intervista ti è piaciuta condividila con tutti i tuoi amici per aiutarmi a farla conoscere, ti ricordo che l’appuntamento è sempre per giovedì prossimo con un nuovo articolo ma prima di salutarci ti invito a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornato sulle mie prossime pubblicazioni. Un caro saluto e a presto.

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