VIOLENZA SULLE DONNE, QUALI INIZIATIVE DEL COMUNE?

lega nord salvini premier gorizia andrea tomasella

Gorizia, 03 12 2018

INTERROGAZIONE di Andrea Tomasella
VIOLENZA SULLE DONNE, QUALI INIZIATIVE DEL COMUNE?

Un cordiale saluto al sindaco Ziberna, ai componenti della giunta, ai colleghi del Consiglio comunale e a tutti i concittadini che seguono i lavori di quest’oggi con il live streaming o direttamente in quest’aula.
Prima di concentrarmi sul contenuto vero e proprio della mia interrogazione, vorrei complimentarmi con questa amministrazione per alcuni ottimi risultati ottenuti recentemente e che, secondo il sottoscritto, meritano di essere lodati e menzionati.

Innanzitutto, parto da un evento che recentemente ha rallegrato e vivacizzato il centro cittadino, parlo nello specifico di Dolci di Frontiera. Checché se ne dica, ho davvero apprezzato l’evento, ho trovato l’offerta in linea con le aspettative ed anche la trasversalità dei contenuti era, a mio modesto parere, più che ottimale. Essendo poi l’edizione “zero”, direi che è molto ben riuscita e per i prossimi anni c’è solo da migliorarsi. A tal proposito, vista anche la sua dimensione più “locale”, sprono l’amministrazione a continuare su questa strada, magari valorizzando le eccellenze dolciarie artigianali del nostro territorio.

Lasciando queste tematiche più ricreative, in seconda battuta, vorrei avvicinarmi a quello che è il tema della mia interrogazione, prima però rivolgo nuovamente i miei complimenti all’amministrazione per quella che è un’altra iniziativa certamente lodevole e che rende Gorizia una città ancora più vivibile e attenta alle necessità delle donne incinte e delle mamme con bambi fino a tre anni d’età. Parlo dei recenti parcheggi rosa che, nelle zone principali della nostra città, consentono alle donne incinte e alle neo-mamme di risparmiare tempo e fatica per trovare un posto auto. Questi sono piccoli esempi di un’amministrazione attenta alle necessità delle fasce di popolazioni più sensibili e che, soprattutto in un’epoca di grave denatalità come la nostra, meritano di essere tutelate e valorizzate con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Dopo questi preamboli, procedo quindi con il vero contenuto dell’interrogazione odierna, che affronterà il tema della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Questa amministrazione si è contraddistinta per il convinto sostegno a tutte le iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo importante tema, attraverso la collaborazione con enti ed associazioni che svolgono sul territorio la funzione di denuncia del fenomeno. Tale sostegno, come detto, è molto importante poiché indispensabile per indebolire quelle strutture “culturali” che ne sono alla base.

Purtroppo, anche se ho chiesto lumi a riguardo e sto attendendo riscontro da alcune associazioni locali, non ho ben chiara la dimensione del fenomeno sul nostro territorio comunale. Tuttavia, fosse anche soltanto uno il caso sarebbe comunque di troppo. Per questo, al di là dei giusti e encomiabili convegni, mostre e quant’altro, ritengo si dovrebbe procedere verso delle azioni concrete ed efficaci, utili in tutti i casi di violenza e di abuso e per i quali occorre una risposta ed un sostegno immediato. Sia chiaro, non ne faccio una battaglia ideologica, non credo né supporto i “talebani” del femminismo, ma appoggio chi vuole e si adopera per fare chiarezza su questo tema.

Per tali ragioni, invito a riflettere sull’utilizzo di alcuni strumenti che potrebbero debellare la violenza di genere, magari coordinando il tutto con i soggetti istituzionali che potrebbero apportare un contributo, di esperienza, ma anche economico, al fine di garantire servizi e azioni che perseguano l‘obiettivo di creare delle metodologie di lavoro integrate in grado di mettere in relazione associazioni, istituzioni e servizi per garantire pieno supporto alla donna vittima di violenza. Parlo quindi della stretta relazione tra servizi per garantire la protezione, l’accoglienza e il sostegno necessari non solo a superare il momento dell’emergenza, ma soprattutto per accompagnare la donna nella costruzione e nella riappropriazione di una vita indipendente.

Tutto ciò per consentire, concretamente, un approccio sistemico al problema della violenza che permetta di non farne un mero slogan ma di intervenire razionalizzando le forze e le risorse, così da prevedere degli interventi di supporto e reinserimento nel proprio contesto territoriale e di prevenzione. In tal modo non si considererebbe più tale fenomeno come un’emergenza, bensì come una problematica effettiva ed esistente che necessita di un approccio ben strutturato.

Sono certo che l’assessore competente comprenderà lo spirito propositivo di questa mia interrogazione, poiché ritengo che questo Consiglio comunale debba avviare una riflessione sulle tante donne che sono vittime di violenza, persecuzione e molestie. Dunque, ben vengano iniziative che ribadiscano il diritto di vivere e il dovere di difendere la vita.

 

Tutto ciò premesso,

si interrogano

gli assessori competenti per sapere:

  1. Data la grande importanza etica e sociale di una ricorrenza come quella della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, con quali presupposti l’amministrazione comunale ha sottolineato tale ricorrenza nel corso di quest’anno;
  2. In ogni caso, quali sono le azioni che si ritiene opportuno adottare per l’anno prossimo, così da supportare ulteriormente le iniziative più meritevoli e in linea con i progetti di questa amministrazione;
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Allerta meteo: quali rischi a Gorizia?

lega nord salvini premier gorizia andrea tomasella

Gorizia, 29 ottobre 2018

  INTERROGAZIONE di Andrea Tomasella

ALLERTA METEO: QUALI RISCHI A GORIZIA

Un cordiale saluto al sindaco Ziberna, alla giunta comunale, alle colleghe e ai colleghi consiglieri di maggioranza e opposizione, a tutti i cittadini presenti questa sera e a coloro che ci seguono con la diretta streaming.
Quest’oggi ho ritenuto opportuno preparare questa breve interrogazione per portare a conoscenza dei nostri concittadini gli eventuali dettagli che non fossero ancora stati resi noti circa le difficili e critiche condizioni meteorologiche che interessano il nostro territorio.

Secondo le recenti previsioni meteo, l’ondata di maltempo in atto su tutta l’Italia per effetto di una vasta area depressionaria estesa fra l’Europa centro-occidentale e l’area mediterranea continuerà ad interessare la nostra penisola anche nella giornata di domani.

In particolare, visto che l’ondata di maltempo sta coinvolgendo pesantemente anche il Friuli-Venezia Giulia, dopo il forte e preannunciato impulso di questo lunedì, sono qui a domandare se ci sono ulteriori informazioni che potrebbero tornare utili ai nostri concittadini circa le difficili condizioni meteorologiche e le eventuali criticità che potrebbero verificarsi a Gorizia. Tutto ciò, chiaramente, per consentire di prendere i dovuti accorgimenti per tempo anche in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni.

Infine, prima di chiudere questa interrogazione con le domande che rivolgerò all’amministrazione, permettetemi di rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i volontari e le volontarie che a vario titolo, chi con la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco o le forze dell’ordine, in queste ore dedicano il loro tempo per proteggerci, per salvaguardare il nostro amato territorio e per intervenire in caso di necessità, cercando con il loro contributo impagabile di aiutare la nostra comunità.

Sul nostro territorio questi volontari, nonostante le abbondanti precipitazioni, non si sono risparmiati nel fornire soccorso, presidiando le loro sedi, sempre pronti a partire in caso di necessità. In questi giorni ci si rende conto di quanto sia fondamentale poter contare sempre sulla loro opera di monitoraggio e di intervento durante tutto il periodo dell’allerta, informandoci sempre e costantemente sullo stato dell’allerta e sull’evolversi delle condizioni meteo.

Sono riconoscente a queste ragazzi e ragazzi, a queste donne e uomini che, con passione e dedizione, si dedicano con anima e corpo al volontariato per proteggerci, per tutelare il nostro amato territorio e per intervenire in caso si presentasse la necessità, sempre pronti ad aiutare la nostra comunità.

Chiaramente, il senso di questo mio intervento va inquadrato nella volontà di tranquillizzare i nostri concittadini che, magari, aggiornati dai costanti bollettini meteo potrebbero essere allarmati per via di notizie poco chiare o magari poco rassicuranti. Per ciò, in quanto amministratore, ritengo doveroso informarmi e sincerarmi che questa amministrazione stia compiendo tutto ciò che è necessario affinché sia garantita la sicurezza e la serenità per gli abitanti della nostra città.

Tutto ciò premesso,

si interrogano

gli assessori competenti per sapere:

 

  1. Vista anche la grossa entità delle precipitazioni, per evitare anche di essere colti impreparati in presenza di altre situazioni critiche, se ci sono state situazioni di pericolo o episodi critici ed eventualmente cosa è stato fatto per risolverle;
  2. Quali misure possono essere prese in caso di emergenza e se per la giornata di domani è confermata l’allerta arancione sul nostro territorio.

 

Se vi va, fatemi sapere con un commento cosa ne pensate di questa mia iniziativa in aula del Consiglio. Sarà un piacere leggervi e poi rispondervi, inoltre non dimenticate di mettere “Mi Piace” alla mia pagina facebook.com/andtomasella.

Leggete anche: Sicurezza a Gorizia: situazione videosorveglianza in città

Sicurezza a Gorizia: situazione videosorveglianza in città

INTERROGAZIONE di Andrea Tomasella

SICUREZZA A GORIZIA: SITUAZIONE VIDEOSORVEGLIANZA IN CITTÀ

Un cordiale saluto a voi tutti e ben ritrovato al sindaco, alla giunta, ai colleghi consiglieri e ai cittadini che ci seguono in quest’aula o con lo streaming video. Dopo quasi due mesi di pausa dei lavori del Consiglio, ho ritenuto di ricominciare la mia attività di consigliere comunale con un’interrogazione che verterà sul tema della sicurezza in città. In particolare, intendo sottoporre alcune domande all’attenzione di questa amministrazione per conoscerne le volontà di intervento circa l’utilizzo degli strumenti tecnologici adibiti ad incrementare ulteriormente la sicurezza della nostra città.

Ritengo doveroso fare alcune domande per sapere se ci sono le possibilità di prevedere un incremento ed eventualmente la collocazione di nuove telecamere di videosorveglianza a Gorizia. Questo perché, oltre ad aumentare in termini quantitativi, oggigiorno potremmo contare anche su un sempre più alto livello di perfezionamento tecnologico di questi dispositivi e quindi andare proprio in direzione di quel pacchetto di misure che servirebbero ad incrementare ulteriormente la sicurezza dei cittadini, la qualità urbana, il decoro ed il rispetto delle regole nella nostra città.

Considerato anche il fatto che da diversi anni sul territorio comunale possiamo già contare su un sistema di videosorveglianza, che con il passare del tempo è stato via via ampliato e aggiornato, ritengo opportuno sottolineare soprattutto il grande effetto deterrente che questi occhi elettronici hanno per il contrasto all’illegalità, con effettivo beneficio per tutte le nostre zone pedonali, o anche per il controllo dei flussi di traffico autoveicolare o di specifici edifici.

A ciò vorrei aggiungere anche un ulteriore elemento, ovvero sapere se c’è la possibilità di accedere a dei finanziamenti regionali per nuovi acquisti o aggiornamenti della suddetta strumentazione. Non è un aspetto di secondaria importanza, poiché questi apparecchi hanno costi che superano abbondantemente le diverse migliaia di euro ed è chiaro che degli appositi finanziamenti potrebbero costituire un fondamentale contributo sia per dei nuovi acquisti che per l’aggiornamento dei server e dei sistemi attuali, anche per meglio supportare le telecamere di ultimissima generazione che possono contare sull’alta definizione e forniscono delle immagini di alta risoluzione. Inoltre, vista anche l’importanza di questa strumentazione, non possiamo non dire il fatto che anche lo spazio di archiviazione negli ultimi anni è notevolmente cambiato e sui nuovi server sarebbe possibile memorizzare fino a una settimana di registrazione continua, in ottemperanza alle normative vigenti e a supporto anche di eventuali indagini delle forze dell’ordine e quindi a maggior tutela della sicurezza della città.

Per fornire delle risposte operative e concrete nell’ambito del decoro, della sicurezza, della pulizia, della responsabilizzazione e del coinvolgimento dei cittadini, utilizzare delle telecamere che permettano di tenere sotto controllo il territorio 24 ore su 24 ha un effetto deterrente e consentirebbero di stroncare fenomeni di inosservanza delle regole che preoccupano molto i nostri concittadini. Inoltre, l’utilizzo di queste apparecchiature sarebbe certamente un ulteriore e chiaro segnale che a Gorizia non c’è spazio per la criminalità, lo spaccio, i furbetti e altre attività illecite in nessuna area della città e a qualsiasi ora della giornata.

Infine, prima di concludere questa breve interrogazione, concedetemi un excursus ma che rimane sempre sul tema della sicurezza. Quest’oggi ho visto che è stata fatta la conferenza stampa di presentazione del piano sicurezza per la 15esima edizione di Gusti di Frontiera e ci tengo, come consigliere comunale ma anche come cittadino, a rivolgere i miei complimenti per la grande sinergia che questa amministrazione ha saputo creare con le istituzioni del territorio, le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato per far sì che tutti possano godersi appieno una manifestazione dal respiro internazionale, che rappresenta uno dei momenti più importanti per la vita della nostra città e che permette di far scoprire o riscoprire a migliaia di persone provenienti da ogni dove la grande bellezza di Gorizia.

 

Tutto ciò premesso,

si interrogano

gli assessori competenti per sapere:

  1. Qual è la situazione attuale dell’impianto di videosorveglianza del territorio comunale di Gorizia;
  2. Quali azioni può intraprendere questa amministrazione comunale per il futuro, sempre in materia di videosorveglianza per la città.

 

Se vi va, fatemi sapere con un commento cosa ne pensate di questa mia iniziativa in aula del Consiglio. Sarà un piacere leggervi e poi rispondervi, inoltre non dimenticate di mettere “Mi Piace” alla mia pagina facebook.com/andtomasella.

Leggete anche: Centro stampa della Gedi a Gorizia, quale futuro per famiglie e lavoratori?

Centro stampa della Gedi a Gorizia, quale futuro per famiglie e lavoratori?

INTERROGAZIONE DI ANDREA TOMASELLA

CENTRO STAMPA DELLA GEDI A GORIZIA, QUALE FUTURO PER LE FAMIGLIE E I LAVORATORI?

Un cortese saluto ai componenti di quest’aula, ai cittadini presenti e coloro che invece ci seguono con la diretta streaming. Quest’oggi, carissimi colleghi, ho deciso di incentrare questa interrogazione su una vicenda che ha fortemente scosso la mia coscienza e che credo potrebbe avere dei risvolti importanti sul tessuto socioeconomico della nostra comunità. Per questo ho ritenuto opportuno scrivere alcune righe per domandare a questa amministrazione comunale, nel limite delle sue competenze e conoscenze, di fornirmi delle risposte o quantomeno degli elementi che mi possano tornare utili per conoscere lo stato di evoluzione della questione e se c’è l’intenzione di affrontarla ed eventualmente in quale modo.

Per contestualizzare questa mia interrogazione, faccio un salto all’indietro nel tempo di circa 7 anni. Come ricorderete, a febbraio 2011 nella zona industriale di Sant’Andrea a Gorizia venne presentato lo stabilimento dove ancora oggi vengono stampati alcuni quotidiani distribuiti in Friuli-Venezia Giulia, tra i quali Il Piccolo e il Messaggero Veneto. All’epoca, in cui la situazione economica era ancora più difficile di oggi, quell’apertura rappresentò una notizia positiva e di grandissima rilevanza, soprattutto per la nostra Gorizia che si trovò in una posizione strategica e perfettamente baricentrica rispetto a Udine e Trieste.

Se dal punto di vista degli investimenti, con oltre 10 milioni di euro, fu certamente un evento di grande prestigio per il nostro territorio, anche dal punto di vista occupazionale rappresentò certamente un avvenimento in controtendenza rispetto alla maggior parte del comparto produttivo locale. Inoltre, l’apertura del centro stampa rappresentò senz’altro anche un indispensabile architrave su cui poi poter posare una sana e robusta informazione per il nostro territorio.

Purtroppo, però, la cronaca recente racconta dell’annunciata chiusura del centro stampa di Gorizia che, su volontà del gruppo Gedi, vedrebbe trasferite attività e poligrafici a Padova. In sostanza, il personale, se non interessato ad eventuali prepensionamenti, sarà trasferito nel centro stampa di proprietà del gruppo a Padova. Tutto ciò con buona pace degli ingenti investimenti, della necessità di mantenere il legame con il territorio, della tutela dei posti di lavori e della qualità del prodotto giornalistico.

A tutto ciò si aggiunge la tragedia che, come tutti abbiamo tristemente appreso dalla stampa, ha colpito un lavoratore dello stabilimento che, in seguito all’annunciato trasferimento dell’attività produttiva dallo stabilimento di Gorizia a quello di Padova, si è tolto la vita. Anche in seguito a questo tragico evento, per il quale esprimo alla sua famiglia e ai suoi cari il mio cordoglio e la mia vicinanza, ho ritenuto fosse necessario proporre a questa amministrazione un ragionamento profondo sul ruolo della stampa e, soprattutto, sulla dignità del lavoro sul nostro territorio.

Lo spostamento del centro stampa, inaugurato soltanto nel 2011 e realizzato anche grazie a un consistente finanziamento del Fondo Gorizia al Consorzio di sviluppo industriale e artigianale del capoluogo isontino, oltreché finanziamenti europei, è certamente inseribile nella più grande e generale situazione di difficoltà dell’editoria nel nostro Paese e che con ristrutturazioni selvagge, tagli lineari e indiscriminati degli organici, crisi aziendali e precariato sempre più diffuso, sta costringendo il mondo dell’informazione ad annaspare nell’ennesima emergenza occupazionale e industriale. Dunque, in un’epoca di grande fragilità occupazionale, anche per la città di Gorizia si prospetta all’orizzonte un’ulteriore crisi complessa.

Da qui nasce l’esigenza della presente interrogazione, indirizzata all’assessore con delega alle politiche del lavoro Marilena Bernobich e all’assessore con delega alle attività produttive Roberto Sartori, con l’intento di conoscere quali saranno le azioni di competenza che intendono assumere al fine di individuare dei percorsi di salvaguardia dei livelli occupazionali che assicurino la piena ricollocazione dei lavoratori, concordando al tempo stesso soluzioni che impattino nel minor modo possibile sulla loro condizione esistenziale, familiare e professionale. Oltreché a tutela dell’indotto che tale attività ha per la nostra città, dato che i giornali se stampati in Veneto arriverebbero certamente più tardi rispetto a quanto accade oggigiorno e, per esempio, il pendolare che prende il treno presto dalla stazione di Gorizia probabilmente il quotidiano non lo comprerà più nelle nostre edicole ma nella città di arrivo.

Tutto ciò premesso,

si interrogano

gli assessori competenti per sapere:

  1. Data la grande importanza di un centro stampa e del relativo indotto sul territorio, se l’amministrazione comunale era a conoscenza della chiusura del centro stampa di Gorizia e se ci sono novità su questa tematica;
  2. In ogni caso, quali sono i provvedimenti che si ritengono opportuni e quali contromisure si potrebbero adottare secondo questa amministrazione per scongiurare la chiusura del centro stampa di Gorizia e quali misure intendono adottare per il lavoratori coinvolti;
  3. Se in futuro sia possibile per l’amministrazione comunale monitorare la situazione delle imprese sul nostro territorio e magari scongiurare ulteriori chiusure o spostamenti di produzione.

Leggi anche: “Pressione fiscale delle imprese: Gorizia la migliore in Italia”

Pressione fiscale delle imprese: Gorizia la migliore in Italia

Gorizia città con la pressione più bassa d’Italia per piccole e medie imprese

Ieri ho letto sul Messaggero Veneto un interessante approfondimento sulla situazione della pressione fiscale alle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia. A tal proposito, l’esauriente tabella con i dati dell’Osservatorio Cna ha catturato la mia attenzione poiché si legge che nella nostra regione le PMI godono di un trattamento generalmente migliore rispetto al resto del Paese. In particolare, Gorizia è la città dove la pressione fiscale alle imprese è la più bassa d’Italia con una media che si assesta attorno al 54%.

tabella con dati pressione fiscale pmi del friuli venezia giulia
La pressione fiscale sulle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia

Al di là del dato certamente incoraggiante, ritengo che osservando con ancora più attenzione i dati forniti dalla tabella, ciò di cui ci si dovrebbe accorgere sta nel fatto che un imprenditore che opera sul nostro territorio lavora i primi 7 mesi dell’anno soltanto per pagare le tasse e poi il resto dell’anno, se gli va bene, è quanto rimane per soddisfare i bisogni suoi e quelli della sua famiglia.

Dunque, seppur sul nostro territorio è possibile essere un pizzico più ottimisti rispetto ad altre parti d’Italia, vi propongo un quesito: possiamo realmente accontentarci di questo risultato o dovremmo cercare di essere ancor più competitivi e attrattivi per le imprese? Scrivete un commento per dirmi che ne pensate, intanto procedo con la riflessione.

Micro, piccole e medie imprese nel futuro dell’Italia

Per come la vedo io, le micro, piccole e medie imprese sono e saranno anche in futuro il collante socioeconomico dei nostri territori. Queste imprese infatti rappresentano un patrimonio fatto di conoscenza e saper fare che è stato ereditato dal passato ma che sempre più ci servirà per guardare alle sfide del futuro con cauto ottimismo. In un’epoca di globalizzazione fuori controllo, ci sarà un ritorno ai valori del localismo inteso come processo di riavvicinamento alla qualità piuttosto che alla quantità e alle relazioni personali, culturali e professionali prima ancora che meramente economiche.

Le risposte quindi che saremo chiamati a dare dovranno andare verso gli imprenditori, con azioni mirate come ad esempio una fiscalità di vantaggio, in moda da liberare risorse ed energie rimaste “imprigionate” e che potrebbero garantire lavoro e nuovi investimenti. Un altro provvedimento quantomai necessario è senza dubbio una corposa sburocratizzazione, magari avvantaggiandosi delle grandi potenzialità che le nuove tecnologie offrono. Tutto ciò nell’ottica di ridare respiro e prospettive al settore e, soprattutto, ai più giovani che altrimenti il loro futuro lo immaginano all’estero.

Lo sviluppo delle PMI è anche compito di una buona politica

Il sistema Italia, fatto di eccellenze e saper fare, di competenze e originalità, non deve seguire acriticamente la chimera del globalismo fuori controllo e né tantomeno l’assurda competizione con i mercati dell’altra parte del mondo dove non vengono tutelati né i diritti umani né i diritti dei lavoratori ed è un optional anche la salvaguardia dell’ambiente. La competizione dovremmo ricominciare a farla alle nostre condizioni, magari seguendo come esempio proprio le buone prassi tipiche delle PMI: impegno, tanto lavoro e caparbietà.

Chiaramente, se tutto ciò sarà possibile dipenderà in buona parte anche dalla politica e dalle scelte lungimiranti che i suoi rappresentanti sapranno prendere. Di una cosa sono certo, per quanto mi riguarda al primo posto dell’agenda politica c’è l’ascolto di chi ama il proprio lavoro e lo porta avanti con cuore e passione. Soltanto con un ascolto aperto e generoso è possibile dare le giuste risposte e prendere le decisioni corrette che in tanti si aspettano dalla politica.

Prima di salutarci, se vi va, scrivete un commento per dirmi che ne pensate di questo articolo. Mi farà piacere sapere i vostri pareri e sarò contento di rispondervi. Condividete questo articolo con i vostri amici per aiutarmi a farlo conoscere e seguite la mia pagina Facebook per essere sempre aggiornati: www.facebook.com/andtomasella.

Leggi anche: Azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale

Azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale

Discorso di introduzione del consigliere comunale Andrea Tomasella alla mozione di contrasto al gioco d’azzardo patologico

Una problematica di livello nazionale

Un caro saluto al sindaco, alla giunta, ai colleghi consiglieri, al pubblico presente in aula e a chi ci segue con la diretta streaming. Oggi ho l’onore e l’onere di portare all’attenzione di questo Consiglio Comunale la mozione di iniziativa congiunta dei consiglieri Tomasella, Picco e Braulin: “azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale”.

Come risaputo negli ultimi anni nella nostra società sta diventando sempre più gravoso il problema legato al gioco d’azzardo, che può essere definito senza tentennamenti una droga silenziosa. Sovente si tende a sottovalutare questa problematica poiché non essendo come una sostanza che si assume fisicamente ed essendo in larga parte legale, anche se crea dipendenza ed è un’attività subdola, la si può praticare essenzialmente ovunque: con la televisione, a casa da computer, in giro con lo smartphone, ma anche nei locali con le slot e altre tipologie di gioco. Si parla dunque di una diffusione generalizzata e capillare, spesso data per scontata ma che ha gravi ripercussioni sulla quotidianità dei nostri cittadini.

Una delle problematicità legate al gioco d’azzardo è che, nonostante negli ultimi anni siano aumentati gli sforzi per arginare questa piaga, i dati relativi alla ludopatia in realtà raccontano di un fenomeno in crescita con sempre più persone disposte a perdere ingenti somme di denaro pur di soddisfare la propria voglia di gioco.

Non a caso, nella terza edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell’Associazione Psichiatrica Americana, il gioco d’azzardo era considerato un disturbo mentale a sé stante, caratterizzato da <<un impulso irresistibile e incontrollabile a giocare d’azzardo, che può progredire in intensità e urgenza, consumando sempre più risorse di tempo, energia, pensiero, emozioni o materiali>>.

Accanto alla dimensione “neutra” e considerata come una forma di intrattenimento e governata dalle leggi del divertimento, ne esiste un’altra ben diversa: è la dimensione patologica, ovvero quando il gioco diventa una tragica obbligatorietà di rispondere a un impulso.

Si pensi ad esempio che la problematica ha raggiunto dimensioni talmente preoccupanti che anche l’organizzazione mondiale della santità ha riconosciuto la dipendenza legata al gioco d’azzardo come una “forma morbosa, chiaramente identificata che può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale”.

Anche il nostro Papa Francesco ha parlato della problematica relativa al gioco d’azzardo durante un discorso rivolto ai membri della Commissione Parlamentare Antimafia, ne leggo un veloce passaggio:

“Oggi non possiamo più parlare di lotta alle mafie senza sollevare l’enorme problema di una finanza ormai sovrana sulle regole democratiche, grazie alla quale le realtà criminali investono e moltiplicano i già ingenti profitti ricavati dai loro traffici: droga, armi, tratta delle persone, smaltimento di rifiuti tossici, racket, condizionamenti degli appalti per le grandi opere e gioco d’azzardo”.

Il fenomeno dell’gioco d’azzardo, anche con le parole del Santo Padre, appare quindi una problematica da inserire in un quadro più ampio, in cui il confine tra legalità e illegalità si fa labile e in cui non basta la necessità del cosiddetto “gioco pubblico” come antidoto alla presenza di illegalità e di dipendenze.

Ciò che però dobbiamo premettere è che il gioco d’azzardo non vuol dire per forza di cose gioco patologico, magari per taluni individui può diventare progressivamente un problema. Non a caso è stato definito una forma di dipendenza “pura” poiché non comporta uso di sostanze e “mascherata” essendo l’estensione di un comportamento comune, socialmente legittimato. E il fatto che il gioco, come poc’anzi dicevo, è un’attività socialmente accettata e percepita come un normalissimo passatempo, favorisce una sottovalutazione della reale portata della problematica che si presenta anche nella sua forma patologica.

Così, senza neanche che ne prendano coscienza, troppe persone sostituiscono il piacere del gioco alla perdita di controllo e del senso del limite, vengono pervasi da un impulso incontrollabile, da una vera e propria forma di dipendenza che porta queste persone alla rovina di se stessi e delle proprie famiglie, arrivando a indebitarsi all’inverosimile, a commettere atti illeciti, a ricorrere all’usura, a perdere il posto di lavoro e, talvolta, arrivare fino all’estremo gesto di togliersi la vita poiché non sembrano esserci altre via di uscita. Quando parliamo di Gioco d’azzardo patologico (GAP) parliamo dunque di una vera e propria tassa sulla speranza di chi però non ha più speranza.

Il GAP è un disturbo disabilitante e frequentemente sottodiagnosticato, la cui incidenza sembra essere in aumento vertiginoso, anche in proporzione all’incremento delle occasioni di gioco. Esso costituisce una condizione cronica ed ingravescente che distrugge la vita dell’individuo e di quelli a lui vicini. Non solo è associato ai problemi finanziari dovuti alle grandi quantità di denaro spese per l’attività di gioco o alla perdita del lavoro, ma questo disturbo aumenta la probabilità di altri problemi psichiatrici, affettivi e di salute nel paziente e nella sua famiglia. Il tasso di suicidi nei giocatori patologici, per esempio, è secondo solo a quello dei pazienti con Disturbi dell’Umore, Schizofrenia e alcune condizioni neurologiche ereditarie.

È chiaro dunque che il gioco d’azzardo può essere una vera e propria sciagura, che avvicina subdolamente le persone e che poi, una volta accalappiate, hanno grandi difficoltà a liberarsene. La grandezza del fenomeno la si può dedurre dal fatto che interessa vari aspetti della vita sociale ed economica del nostro Paese.

Con il supporto del progresso tecnologico e della globalizzazione, delle tendenze sociali e anche dalla pesante crisi economica che ha investito il nostro Paese nell’ultimo decennio, il fenomeno del gioco d’azzardo è via via aumentato e di certo non sempre siamo riusciti come Paese a fornire le giuste risposte alla problematica.

Forse ricorderete il caso dei novantotto miliardi euro di evasione totale che, secondo un’inchiesta del 2007 della Corte dei Conti, avrebbe riguardato dieci aziende concessionarie delle slot machine in Italia, accusate di non aver collegato gli apparecchi al sistema informatico del controllo dei Monopoli.

La prima sentenza, arrivata soltanto nel 2012, ha ridimensionato di molto l’importo della sanzione che è passata a due miliardi e cinquecento milioni di euro. Pensate, da novantotto miliardi a due miliardi e mezzo, ma non è ancora finita. Infatti, nel 2013 con il successivo condono dell’allora governo in carica, le società coinvolte se la sono cavata liquidando solo il 30% del dovuto: da novantotto miliardi siamo così arrivati a quattrocentotrenta milioni di euro.

Gioco d’azzardo, la situazione in Friuli-Venezia Giulia e, in particolare, nella provincia di Gorizia

Se il problema si fa sentire a livello nazionale, anche a livello locale non possiamo far finta di niente. Una recente inchiesta del Messaggero Veneto infatti fotografa una situazione tutt’altro che rosea. Innanzitutto, la febbre da gioco coinvolge sempre più giovani. La cronaca infatti racconta di percentuali prossime al 30% di ragazzi che hanno provato l’ebrezza del rischio con gratta e vinci, lotto, superenalotto e scommesse. Magari possono essere scommesse occasionali ma la realtà è che se non si pone la giusta attenzione sul tema il rischio è di avere un esercito di giovani che la fiorente industria dell’azzardo potrà spremere e sfruttare fino all’ultimo centesimo.

Citando ancora l’accurato approfondimento del quotidiano locale, analizzando i dati di gennaio-giugno 2017, la spesa media per abitante del Friuli-Venezia Giulia è stata di 138 euro, per una proiezione annua di 277 euro. E su 167 milioni di spesa (cioè di perdite), il 70% viene bruciato in slot e il resto, a molta distanza, fra lotterie varie. Purtroppo, mancano i dati sul gioco online ma si stima che la raccolta in Friuli-Venezia Giulia arrivi attorno ai 400 milioni su base annua con perdite complessive di circa 20 milioni.

Bruciati a Gorizia 5 milioni di Euro in Gioco d’azzardo

Sempre citando la stampa locale, precisamente l’articolo “Malati di gioco, bruciati nell’Isontino 30,5 milioni” pubblicato su Il Piccolo dello scorso 23 giugno, viene riportata una situazione allarmante collegata al gioco d’azzardo in provincia di Gorizia: sono stati 30 milioni e 527 milia gli euro spesi nell’Isontino nel solo 2016 tra slot machine e Vlt (Video lottery terminal). Il dato è fornito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed è davvero impressionante per una realtà piccola come la nostra. Nel capoluogo isontino nel 2016 le giocate complessive nei 263 apparecchi presenti in città (1 ogni 131 abitanti) sono state pari a 25,68 milioni di euro, di cui andati persi 5,58 milioni di euro. Soltanto a Gorizia nel 2016 sono stati bruciati più di 5 milioni di euro nelle macchinette. Pensate a cosa sarebbe stato possibile fare se, invece di buttarli nelle slot, questi soldi fossero investiti a favore della comunità per esempio sotto forma di sostegno alle famiglie con bimbi piccoli o sgravi sulle tasse degli asili nido, attività per il dopo scuola o comunque a favore di una socialità positiva.

Proprio in questo contesto si inserisce anche l’articolo pubblicato sempre sull’edizione de Il Piccolo di ieri 9 luglio 2018. Il titolo, molto eloquente, riporta: “Cresce la richiesta di cure per la dipendenza da gioco” ed il sottotitolo invece fotografa una situazione quantomeno allarmante con 85 pazienti presi in carico dall’Azienda sanitaria da gennaio 2018 ad oggi e riportando che il grido d’aiuto rivolto agli specialisti proviene soprattutto dalla fascia d’età dei quarantenni. Subito a seguire la fascia d’età dei cinquantenni e dei sessantenni, ma ciò non vuol dire che i più giovani sono immuni alla dipendenza da gioco d’azzardo ma possono godere della protezione, soprattutto economica, della rete familiare.

Credetemi, non è scontato affrontare il tema del contrasto al gioco d’azzardo e alla ludopatia su un territorio transfrontaliero come il nostro, dove a poche centinaia di metri c’è la possibilità di giocare altrettanto legalmente nei diversi casinò presenti oltre confine. Tuttavia, ciò che noi possiamo fare, è iniziare proprio a lanciare quelle iniziative e buone prassi che possono sensibilizzare, a partire proprio dalla nostra città, un territorio magari più vasto. Non dobbiamo dimenticare che in futuro potremo contare anche sullo sviluppo di strumenti come il GECT che potrebbero in tal senso essere pionieristici e contribuire a colmare una lacuna che, proprio questa Unione Europea, non ha ancora saputo risolvere e nemmeno affrontare con la dovuta dovizia. Per cui, seppur in una terra di confine, con una moltitudine di micro e macro case da gioco, questa mozione ha l’obiettivo di ristabilire il senso delle cose, costruire una mentalità nuova e, soprattutto, un nuovo senso di stare assieme.

Sono certamente consapevole che la mozione che quest’oggi propongo in Consiglio non sarà la panacea di tutti quanti i mali legati al gioco d’azzardo, tuttavia ritengo possa essere un segnale ed una presa di posizione importante circa una problematica che non andrebbe sottovalutata. Soprattutto perché, citando i dati forniti dai due nuovi studi Espad e Ipsad dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, sembrano più a rischio di sviluppare problematicità al gioco coloro che sono in cerca di prima occupazione (19,2%) e gli studenti (14,1%).  Insomma, due fra le categorie più indifese ed esposte al pericolo. Il 10,8% degli studenti infatti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli ‘under 18’ e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d’azzardo nel corso dell’anno. La facilità di accesso ai luoghi di gioco da parte degli ‘under 18’ è confermata dal dato che solo il 27,1% riferisce di aver avuto problemi a giocare d’azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75% degli studenti spende in giochi d’azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%.

Mozione di contrasto al Gioco d’azzardo, a Gorizia lavoro bipartisan e trasversale

Per concludere ci tengo a sottolineare che questa mozione che ho avuto onere e onore di portare oggi in Consiglio, ed è frutto di un intenso lavoro portato avanti con costanza e determinazione, scevro da ideologie politiche, vuole affrontare responsabilmente il tema del gioco d’azzardo e della ludopatia. Tutto ciò per favorire la consapevolezza su questo tema e generare dei forti “anticorpi”. Perché solo attraverso la cura delle relazioni autentiche, l’ascolto e la vicinanza si può porre un freno a questa situazione. Proprio grazie all’opportunità di presentare questa mozione, ho avuto in questi mesi numerosi incontri con diverse persone, professori e istituzioni che hanno a che fare con il gravoso tema del gioco d’azzardo e a maggior ragione ritengo doveroso affrontare questa battaglia di civiltà con serietà e dedizione, senza accettare soluzioni al ribasso e, soprattutto, con l’obiettivo di colpire chi specula su povertà e disperazione.

Sono convinto che questo documento bipartisan sia un importante segnale per far capire che Gorizia non è una città dove possono radicare attività collegate al gioco d’azzardo e alla ludopatia, anzi questa potrebbe essere il territorio da cui favorire la desertificazione delle macchinette mangiasoldi con coscienza e buonsenso. Tutto ciò sia per consentire a chi ha sviluppato dipendenza da gioco d’azzardo di non avere facilità d’accesso a queste macchinette e anche per prevenire che le fasce più deboli della popolazione possano trovare facilmente la voglia di provare l’ebrezza per poi magari finire intrappolati nel giogo del gioco d’azzardo patologico.

Permettetemi poi di fare dei ringraziamenti a delle persone che in questo percorso di maturazione della presente mozione sono state fondamentali per realizzare quella che ritengo essere una mozione bipartisan. Innanzitutto, i due colleghi consiglieri Andrea Picco e Luca Braulin, con cui, nonostante personalità e vedute politiche diverse, siamo riusciti a creare un documento unico, condiviso e bipartisan nel reciproco intento di creare un documento trasversale ed inclusivo. Ci tengo poi a ringraziare anche l’assessore al commercio del Comune di Monfalcone Luca Fasan con cui ho avuto un proficuo scambio di buone pratiche. Un sentito ringraziamento infine lo rivolgo al dott. Vegliach e al prof. Kermol che hanno fornito diversi spunti utili per consentirmi di affrontare il tema del gioco d’azzardo patologico in maniera accademica e scientifica.

Concludo dicendo che reputo la battaglia contro chi specula sulla povertà e la disperazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico una battaglia di civiltà, da combattere con tutte le associazioni, i comitati, i cittadini liberi che non sono condizionati né dai soldi né dalle lobby. Il gioco d’azzardo è un prodotto nocivo per la salute umana e danneggia l’economia produttiva poiché ogni euro in azzardo è un euro in meno per il nostro commercio e tutto l’indotto. Inoltre, come amministratore, ritengo che il mio dovere è quello di preoccuparmi laddove esiste una problematicità e di adoperarmi per proteggere e servire la mia comunità.

Conclusioni

Quanto avete letto è il discorso che nella serata di ieri ho avuto il piacere di pronunciare in aula del Consiglio Comunale di Gorizia, l’ho fatto col cuore e con l’anima e sono certo di essere riuscito a trasmettere tutti i contenuti che mi ero prefissato. Quella del contrasto al gioco d’azzardo patologico è una battaglia in cui credo fermamente e l’affetto e il supporto che in tanti mi avete dimostrato è stato per me fondamentale per riuscire a portarla avanti con caparbietà, senza accettare soluzioni al ribasso e nell’interesse esclusivo della città di Gorizia.

Adesso l’impegno che mi pongo come Consigliere Comunale è quello di monitorare che quanto richiesto con la mozione (votata all’unanimità con 28 voti favorevoli) possa trovare seguito negli ambiti opportuni.

Se vi va, scrivete un commento per dirmi che ne pensate del discorso che ho preparato. Mi farà piacere sapere i vostri pareri e sarò contento di rispondervi. Condividete questo articolo con i vostri amici per aiutarmi a farlo conoscere e seguitemi sulla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornati: www.facebook.com/andtomasella.

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