Lega e centrodestra festeggiano Fedriga: report in piazza Unità a Trieste fra bollicine e interviste

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Lavori in Corso: crisi degli esercenti in Corso Italia a Gorizia (reportage di Andrea Tomasella)

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Giornata ecologica a Gorizia: intervista a Luca Cadez e Lucio Delpin (Legambiente Primula Lucinico)

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Elezioni regionali: intervista doppia ai candidati consiglieri Diego Bernardis e Manuela De Biasio

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Dichiarazione di voto Tomasella – mozione “antifascismo”

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Di seguito la dichiarazione di voto che ho espresso ieri sera durante il Consiglio Comunale di Gorizia:

“Prima di tutto ci tengo a precisare che intervengo a titolo personale, poiché il nostro capogruppo ha già specificato le idee e la posizione della Lega.

Detto ciò posso cominciare col dire che questa sera ho sentito parlare di regimi totalitari, ma non ho sentito nessuno parlare dell’Unione Sovietica Europea che con delle politiche globaliste sta distruggendo le identità dei popoli e massacrando gli Stati nazionali con direttive contro i territori. Vedi per esempio le folli sanzioni alla Russia che costano all’Italia 5 miliardi di euro. Inoltre sta distruggendo il futuro dei nostri giovani perpetrando la propaganda del multiculturalismo, del grande minestrone unico che a me non piace.

Vedete, questa mozione, seppur emendata col migliore degli intenti e condivisa dalla maggior parte del Consiglio, a me non convince. Non mi convince perché per me un principio è sacrosanto, come diceva Evelyn Hall: “non condivido il tuo pensiero, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”.

Per come la vedo io questa mozione introdurrebbe il principio, o se preferite il precedente, che il pensiero è libero per tutti e la possibilità di esprimersi lo è altrettanto, ma c’è qualcuno che ha un po’ di diritto in più rispetto ad altri e c’è qualcuno che è un po’ più libero rispetto ad altri. E questo è perfettamente in linea con un tipico atteggiamento altezzoso della sinistra radical-chic prezzolata.

Perché vedete, a me questa mozione richiama principi di orwelliana memoria. Una sorta di grande censura decisa a tavolino per legittimare un’ideologia che non trova supporto dal punto di vista elettorale e che allora si vuole forzare con una mozione, un’azione politica in questo Consiglio Comunale.

Per l’amor del cielo, ben vengano iniziative che possano trovare la rappresentanza delle forze politiche di quest’aula disponibili a trovare un accordo, perché sono convinto che anche con la mediazione si possa fare l’interesse dei nostri concittadini. Personalmente ritengo che, come presumo sia per tutti qui dentro, l’obiettivo del nostro lavoro sia fare l’interesse della cittadinanza. Ecco, questa sera, non ritengo sia stato fatto l’interesse dei concittadini, ma si è soltanto dibattuto su tematiche anacronistiche e per lo più di difficile attuazione nel contesto odierno.

Purtroppo ritengo che a qualcuno potrebbe fare comodo vestire i panni del politicamente corretto e per questo credo che sia davvero troppo facile fare mozioni per accusare qualcuno di essere cattivo, ed io mi sento di dire con determinazione che in questo momento sia fuori dalla realtà parlare di fascismo e di antifascismo. Molto più attuale invece sarebbe parlare di chi governa per il bene del popolo e chi invece governa contro il volere del popolo per perorare la causa di grandi soggetti che nulla hanno a che vedere con la volontà popolare.

E prima di concludere ci tengo a fare un breve excursus riguardo l’Europa, poiché prima ho parlato di Unione Sovietica Europea. Non mi si venga a dire che non sono europeista, io sono un europeista convinto ma non di questa Unione Europea che tutela poteri tecnocratici, burocrati, multinazionali e poteri forti. Io sono per l’Europa dei popoli e delle identità.

Per tutte queste motivazioni posso concludere dicendo che il mio voto a questa mozione sarà convintamente contrario“.

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Andrea Tomasella

Leggete anche: Lezioni di storia a teatro: ma quale storia?

Quei giorni di Pola, Corrado Belci raccontato da Maurizio Tripani

quei giorni di pola libro di corrado belci raccontato da maurizio tripani
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Lezioni di storia a teatro: ma quale storia?

lega nord salvini premier gorizia andrea tomasella

 

 

Gorizia, 11 marzo 2018

 

INTERROGAZIONE di Andrea Tomasella

LEZIONI DI STORIA A TEATRO: MA QUALE STORIA?

Domenica 11 marzo 2018 alle 11:00 presso il teatro Verdi di Gorizia si è tenuta la conferenza “Lezioni di Storia a Teatro” con il giornalista e scrittore Corrado Augias che avrebbe dovuto parlare del suo recente libro “Questa nostra Italia”.

Parto col dire che reputo encomiabile il lavoro che questa amministrazione con l’assessore alla cultura e lo sviluppo turistico Fabrizio Oreti stanno portando avanti per garantire alla città un’offerta culturale di alta qualità ed in linea con le aspettative della cittadinanza. Fino ad oggi infatti sono stati numerosi e variegati gli appuntamenti culturali, interessanti e riuscitissimi, supportati dall’amministrazione, ricordo ad esempio il concerto del primo giorno dell’anno a palazzo De Grazia, oppure lo spettacolo della compagnia teatrale Tenerife “Un cretino alla riscossa”, con tanti giovani talenti goriziani, oppure il concerto della Fanfara della Brigata Alpina Julia dello scorso novembre. Ma questi solo per citarne alcuni, i primi che mi sono venuti in mente.

Tuttavia, come direbbe un noto proverbio, non tutte le ciambelle riescono col buco. E mi spiego: quella che sarebbe stato lecito aspettarsi fosse una “Lezione di storia a Teatro” si è rivelata invece una conferenza politicamente orientata. Per l’amor del cielo, non ci sarebbe nulla di grave in tutto questo, anzi, credo che occasioni in cui parlare, dibattere o comunicare idee, posizioni o critiche, siano assolutamente condivisibili e auspicabili da qualsiasi direzione esse arrivino, ma il pluralismo o la par condicio dovrebbero essere garantite per rendere l’evento quantomeno imparziale.

Personalmente sono rimasto allibito quando l’oratore ha dapprima parlato delle tante bellezze e peculiarità che contraddistinguono il nostro amato Paese e che ci invidiano in tutto il mondo, salvo poi auspicare la dismissione delle 20 regioni italiane in favore di 5, o massimo 6, macroregioni secondo lui più comode e meno onerose. Il tutto in barba alle straordinarie diversità, identità e culture che connotano l’Italia e condito da una critica non certo positiva al modello federalista che la Lega auspica da anni per il Paese.

Nel corso della conferenza poi non sono mancati riferimenti critici ad esponenti di spicco della Lega, fra tutti il senatore Roberto Calderoli. Anche l’auspicato ritorno alla sovranità monetaria non è passato indenne al solerte giudizio del conferenziere poiché, a suo dire, il debito pubblico italiano riconvertito in Lire sarebbe insostenibile. Insomma dovremmo tutti rassegnarci a fame, disoccupazione e precariato a vita natural durante in nome del debito e dell’Euro. Non mi esprimo poi sulle affermazioni circa la necessità di superamento degli Stati nazionali in favore degli Stati Uniti d’Europa che ho trovato del tutto fuori luogo.

Tuttavia il punto più grave di tutta la manifestazione si è raggiunto quando, dopo aver incoraggiato gli interventi da parte del pubblico, ed un’intrepida ragazza ha espresso educatamente il suo punto di vista a favore del federalismo come modello di Governo per far funzionare il Paese, quest’ultima di tutta risposta si è sentita dire che “ragiona in modo sbagliato”. Per quanto mi riguarda, credo che una volta aperta la conferenza al pubblico a quel punto l’oratore avrebbe dovuto mettersi allo stesso livello delle persone intervenute e, piuttosto di un giudizio personale, sarebbe stato lecito aspettarsi una risposta sui temi e sui contenuti. Vista anche la preparazione e l’esperienza che di certo non mancano al buon Augias.

 

Tutto ciò premesso,

si interroga

l’Assessore competente per sapere:

 

  1. Se per il suddetto evento c’è stato un contributo economico da parte del Comune e, nel caso, a quanto ammonta tale contributo diretto o indiretto

 

  1. Se in futuro sia ancora opportuno favorire appuntamenti come questi con il patrocinio dell’amministrazione comunale

 

  1. Se la scaletta dell’evento era concordata ed eventualmente se quanto proposto è stato in linea con le aspettative dell’amministrazione

 

Andrea Tomasella