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Black Friday – vlog #3

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Black Friday – vlog #3

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Triglav da Pokljuka – Escursione sul Triglav in giornata

come salire sul triglav in giornata
Triglav da Pokljuka – Escursione sul Triglav in giornata

Prima di iniziare faccio una premessa…

Andar per montagne è un’attività che generalmente non andrebbe fatta in solitaria. Oltre ad essere uno di quei consigli che “fa bello” condividere con gli altri, è anche una grande verità di cui ci si rende conto quando, durante un’escursione, si devono affrontare diverse situazioni in cui il supporto, l’aiuto o anche soltanto la presenza di uno o più compagni d’avventura potrebbe fare la differenza.

Tuttavia può capitare anche che in montagna ci si debba andare in solitaria, magari perché non si vuole rinunciare alla propria escursione nonostante non ci siano altre persone con cui andare o perché non coincidono le proprie giornate libere con quelle degli amici.

Per questo preferisco essere molto chiaro già dal principio: andare sul Triglav in solitaria e in giornata partendo da Pokljuka è un’impresa veramente folle. Prima di partire potevo solo immaginarlo ma adesso posso anche assicurarvelo. Comunque, una volta preso atto di ciò, iniziamo a preparare gli zaini e continuiamo la lettura perché ne varrà la pena.

Ferragosto sul Triglav

sentiero per il triglav da pokljuka
Uno scorcio caratteristico del sentiero per il Triglav

Chi mi conosce bene può confermarlo: prima di andarci ho puntato il Triglav per almeno tre anni, ho fatto ricerche su internet, chiesto pareri a diversi appassionati di montagna, osservato parecchie foto del monte Tricorno, fatto diverse escursioni su alcuni monti più accessibili per fare allenamento e stressato gli amici con racconti e aneddoti di chi, prima di me, c’era stato.

Dopotutto la vetta più alta della Slovenia ha sempre avuto un fascino misterioso su di me, un po’ perché più alta di lei qui intorno non ce ne sono e un po’ perché mi piacciono le sfide al limite in cui posso mettere alla prova le mie capacità.

La svolta per decidermi ad affrontare il Triglav però, come spesso accade, è arrivata inaspettata. Precisamente mi trovavo in compagnia di un amico alle pendici del Montasio e avevamo appena finito l’escursione sulla ferrata Leva. Nel mentre recuperavamo le forze, in attesa di ripartire verso casa, ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con una ragazza slovena che aveva appena finito anche lei un’escursione.

Come sempre accadeva, quando mi trovavo a parlare di montagne con qualcuno, ho chiesto anche a lei se avesse mai completato l’escursione sul Triglav. Diversamente dal solito però le sue informazioni mi sono tornate molto utili, infatti per la prima volta qualcuno parlava di un percorso, tecnicamente facile ma molto lungo, che partiva da Pokljuka e arrivava fino in cima a Tricorno.

Da quel giorno in poi ho intensificato le ricerche e “googlando” l’internet sono risalito ad alcuni siti web che parlavano dell’itinerario possibile per salire sul Triglav. Da lì a poco arrivò anche la decisione: a ferragosto sarei salito in giornata sul Triglav da Pokljuka.

Un’idea folle… ma tremendamente bella

sentiero da pokljuka per il triglav
Inizia l’avventura sul Triglav…

La scelta di ferragosto è stata praticamente obbligata, poiché non avevo altri giorni completamente liberi ed anche il meteo era assolutamente favorevole, con previsioni che davano sole pieno tutto il giorno. Così, con l’arrivo del fatidico giorno, dopo l’inusuale sveglia alle 04:00 di mattina, iniziò un’idea folle… ma tremendamente bella.

Per raggiungere Pokljuka ho impiegato all’incirca due ore e mezza, il buio e le strade sgombre sono state la mia miglior compagnia per un viaggio che tutto sommato non è stato troppo pesante. Un unico intoppo l’ho trovato in corrispondenza dell’incrocio per “Bohinj” e “Sk. Loka”, la strada che avrei dovuto seguire era bloccata per lavori e l’unica alternativa possibile era una deviazione che mi ha portato lungo strade alquanto impervie e mal segnalate. Un preludio di quanto avrei poi affrontato sul Triglav? Probabile, ma non volevo far altro che continuare.

Dopo l’ultima oretta di auto sono arrivato in prossimità dell’imbocco del sentiero che mi avrebbe portato sul monte più alto delle Alpi Giule, ho parcheggiato l’auto e ho iniziato a salire. Ora di partenza le 07:00 spaccate.

Il primo tratto di cammino è veramente suggestivo, si passa da un’area completamente boscosa ed un sentiero fatto prevalentemente di radici degli alberi circostanti ad un’altra area dove si cammina fra una malga e decine di mucche libere di pascolare su un grande prato erboso.

Dalla malga in poi si inizia a salire, il sentiero tira su dritto senza troppi fronzoli fino ad arrivare al primo vero punto cruciale dell’escursione: la sella da cui seguire le indicazioni per il Vodnikov Dom, il primo rifugio che poi incontreremo lungo il percorso. Fino a questo punto l’escursione, oltre ad essere abbastanza faticosa è anche molto divertente ed appagante dal punto di vista paesaggistico.

Vodnikov Dom triglav
Vodnikov Dom

Si procede camminando lungo un sentiero stretto e ghiaioso che costeggia il monte Tosc fino ad aggirarlo completamente e che nel giro di un’ora e mezza ci porta al secondo punto cruciale dell’escursione: il rifugio Vodnikov Dom, dov’è possibile rifocillarsi brevemente per reintegrare i liquidi persi con il sudore.

Con lo zaino sulle spalle, è bene procedere di buon passo poiché il sentiero è ancora lungo ed il sole si mangia le ore. Dal rifugio in poi c’è uno dei tratti più belli dell’intera escursione, si cammina a metà fra paesaggi boschivi ed altri lunari dove la vegetazione stenta a crescere rigogliosa.

Seguendo i tipici cerchi bianchi e rossi che indicano il percorso si procede fino al terzo punto fondamentale dell’escursione: la scelta del percorso per salire fino al Triglavski Dom, il rifugio più vicino alla vetta della regina della Alpi Giulie.

cartelli montagna slovena triglav
Attenzione al percorso da scegliere: per il Triglav tenere la sinistra

Proprio in questo tratto ho commesso un errore e ho sbagliato percorso, allungando non di poco il già lungo tragitto. Insomma, ho imparato a mie spese che, quando si arriva in prossimità del segnale “Triglavski Dom 1h 30min”, è bene tenere la sinistra e non avventurarsi come ho fatto io per un sentiero sulla destra, che poi giunge ugualmente all’obiettivo finale ma soltanto dopo un ghiaione veramente aggressivo e circa 15/20 minuti di cammino in più (che in salita ripida non sono affatto pochi).

Da questo punto in poi la salita, al di là del mio errore di percorso, è veramente decisa e sale senza interruzioni fino al rifugio Triglavski Dom. L’unica possibilità che si ha, è quella di continuare a salire senza avere troppi dubbi. Determinati, fino alla fine.

il rifugio sul triglav triglavski dom
Triglavski Dom

Dopo l’interminabile salita c’è il quarto punto cruciale dell’escursione, e sono due le cose che saltano immediatamente all’occhio: il Triglavski Dom e la vetta del Triglav, quest’ultima appare tozza e irregolare ma si perde a vista d’occhio fra le nuvole, celando una “sorpresa” ai principianti che la scoprono per la prima volta. Ve ne parlo più avanti.

Appena recuperate le energie inizia l’ultimo tratto della salita, qui c’è il pezzo tecnicamente più arduo ed è assolutamente consigliabile procedere con casco ed imbraco. In sostanza si sale verticalmente lungo le pareti del Triglav, aiutandosi con spuntoni e passamano metallici che agevolano l’ascesa. La difficoltà principale sta nel fatto del dover prestare molta attenzione alle decine di persone che affollano la salita poiché, soprattutto nel giorno di ferragosto, il Triglav è una meta molto ambita.

Nel mio caso ciò che più di tutto mi aiutava durante questo tratto di salita era la convinzione di star risalendo la cima del Triglav e quindi, anche se leggermente esausto, riuscivo a mantenere una buona andatura di risalita poiché ero convinto di avercela quasi fatta.

mali triglav dall'alto e triglavski dom
Il “Mali Triglav” dall’alto e piccolissimo sul fondo il Triglavski Dom

Tuttavia la regina della Alpi Giulie, come poc’anzi scrivevo, riserva un’amara “sorpresa” ai novizi che la scalano per la prima volta. Difatti, prima della vetta vera e propria, bisogna raggiungere il “mali Triglav” ovvero il “piccolo Triglav”. Tuttavia approcciando alla salita dal rifugio non ci si rende conto che il percorso è suddiviso in due tratti e, una volta preso atto di ciò, occorre davvero buona resistenza fisica e mentale per superare l’ultima e più insidiosa parte dell’escursione.

Una volta arrivati in cima, ci si rende conto di avercela fatta quando tutto attorno appare un paesaggio da favola e che regala un punto di vista privilegiato per osservare dall’alto ogni cosa nell’arco di chilometri. Nel caso poi il cielo sia anche terso non credo vi sia posto migliore per scattare splendide fotografie alla Alpi Giulie e alle catene montuose circostanti.

La discesa, i saluti e la soddisfazione

foto sulla cima del triglav
Sulla vetta del Triglav, stanco ma felice

Dopo essermi fatto una foto ricordo affianco alla casetta di vetta, in cui si può trovare riparo nel caso di un temporale imprevisto, ho iniziato la discesa alle 13 e 30 con la consapevolezza di dover tenere un passo spedito e regolare per evitare di trovarmi a girovagare per i boschi col buio. Scenario che, ve lo dico fin da ora, sono stato bravissimo ad evitare.

Una volta lasciato alle spalle la vetta del Triglav ed essere arrivato al ghiaione in prossimità del rifugio Triglavski Dom ero molto più tranquillo. Stanco ma tranquillo. Da lì in poi la discesa l’ho affrontata molto serenamente, senza intoppi e senza pensare né alle nuvole che avvolgevano la parte alta della montagna né alla fatica che, dopo otto ore di cammino, si faceva sentire soprattutto nelle gambe.

Così ho ripercorso a ritroso il medesimo sentiero dell’andata, in alcuni tratti era tutto più leggero mentre in altri mi sembrava di non farcela, ma alla fine ci sono riuscito. Alle 19:00, minuto più o minuto meno, ero nuovamente in prossimità del parcheggio dove avevo lasciato l’automobile. Ero stanco, stanchissimo, ma felice… e mi restavano ancora tre ore di auto per tornare a Gorizia.

Monte Triglav da Pokljuka, alcuni numeri in conclusione…

casetta parafulmini triglav sulla cima della montagna
Casetta parafulmini sulla vetta del Triglav

12 ore di camminata pressoché ininterrotte che possono essere riassunte in: 3.048 metri di dislivello totali, 24,7 km totali di cammino, paesaggi mozzafiato, qualche centinaio di “dober dan”, un percorso attrezzato che per un novizio può sembrare una trappola ad alta quota, emozioni a non finire, un paio di “ma chi me l’ha fatto fare?!” e la soddisfazione di aver vinto una piccola sfida con me stesso.

In conclusione questo è il resoconto della mia escursione sul monte Triglav, un’esperienza davvero bella che in alcuni tratti mi ha portato a superare alcuni miei limiti e che per questo sono contento di aver fatto e di avervela potuta raccontare su questo blog.

Fatemi sapere quali sono le vostre escursioni preferite con un commento e, se vi va, scrivete anche cosa ne pensate di questo articolo. Sarà un piacere per me leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere con i social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

vlog perchè comunicare tramite video e che differenze c'è col blog opinione di andrea tomasella
Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

Gli esordi: apro un blog!

Quando nel 2012 ho aperto questo blog una fra le motivazioni che mi spinsero ad iniziare a scrivere era quella di poter disporre di uno spazio pubblico in cui inserire le mie idee, opinioni, racconti ed esperienze. Tutto ciò con l’obiettivo di poterle poi condividere con voi ed instaurare un rapporto e un dialogo di mutuo accrescimento sia personale che culturale.

In questi anni ho condiviso davvero tante esperienze, solo per citarne alcune in ordine sparso: dal bungee jumping alla mia prima campagna elettorale, passando per la prima volta che ho partecipato al tradizionale raduno leghista di Pontida o al mio lancio col paracadute, per arrivare fino al primo discorso in Consiglio Comunale a Gorizia in qualità di consigliere comunale eletto.

E poi arrivò YouTube…

grafica canale youtube
E poi arrivò YouTube…

In verità il titolo corretto di questo paragrafo sarebbe “e poi aprii un canale YouTube”. E già, perché a pensarci bene la popolare piattaforma web per la condivisione e visualizzazione di video è online ormai dal 2005. Sono già 12 anni…

In generale però quello che conta è che nel Marzo del 2015 mi sono deciso ad aprire un mio canale YouTube e le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono le medesime del blog: raccontarmi, esprimermi e condividere contenuti sulle tematiche che ho a cuore.

Questo però non vuol dire prediligere uno strumento rispetto all’altro, anzi: per me il blog e il canale YouTube sono e resteranno complementari. Semplicemente attraverso i video posso esprimere un certo tipo di emozioni e sensazioni e con la scrittura delle altre ancora differenti.

Arriviamo al punto: il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

Tutto nasce da una semplice domanda: perché non cominciare a fare anche video? D’altro canto realizzare filmati è una passione che ho da sempre e almeno le basi per iniziare già le possedevo.

Così il primo passo sono stati alcuni video molto semplici, con alcune tematiche per me fondamentali: territorio, economia, montagna ecc. Successivamente ho iniziato a pubblicare un video a settimana, principalmente interviste e ciò mi ha aiutato a prendere più confidenza con lo strumento YouTube, oltreché a conoscere un sacco di persone interessate alle mie iniziative.

Arrivato a quel punto mi sono reso conto che volevo un’ulteriore evoluzione. I contenuti andavano benissimo ma sentivo l’esigenza di sfruttare ancor di più le potenzialità che una piattaforma come YouTube offre a chi, come me, è appassionato di comunicazione.

Così l’idea di pubblicare il mio primo vlog (letteralmente video blog), uno strumento che mi permette di comunicare con voi in un modo differente da quanto fatto in questi anni. L’idea è quella di pubblicarne uno a settimana per instaurare un dialogo continuativo, più personale e profondo con voi che mi seguite.

Prima di passare alle conclusioni di questo articolo, vi invito a guardare il video “Il mio primo vlog – vlog #1” e non dimenticate di iscrivervi al mio canale YouTube!

Il mio primo vlog – le conclusioni

Come per il vlog, anche per questo articolo vale lo stesso auspicio: mi piacerebbe che le conclusioni di quanto avete letto fino ad adesso foste voi a scriverle. Per farlo vi invito a scrivere un commento e a rispondere ad alcune semplici domande: cosa ne pensate dei vlog come strumento per comunicare? Cosa vi è piaciuto del mio video e cosa potrebbe essere migliorato? Di cosa vi piacerebbe parlassi in futuro?

Scrivete un commento con le vostre idee, sarà un piacere leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere sui social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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