Monte San Gabriele (Škabrijel): passeggiata fra natura, cultura e le trincee della Grande Guerra

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Monte San Gabriele (Škabrijel): passeggiata fra natura, cultura e le trincee della Grande Guerra

Il monte San Gabriele (o Škabrijel in sloveno) è un monte del territorio goriziano che offre la possibilità di una splendida passeggiata fra natura, storia e le trincee della Grande Guerra.

In passato ho già scritto alcune impressioni a riguardo di questo monte sul blog (Monte San Gabriele (Škabrijel): visita e info), tuttavia ho realizzato un nuovo video della passeggiata per illustrare dettagliatamente i passaggi, i sentieri e le varie stradine da seguire per completare facilmente il percorso.

Una fra le particolarità del monte San Gabriele sta sicuramente nel fatto che, rispetto al vicino Sabotino, è molto boscoso ed offre pochi punti panoramici. Per questo motivo, proprio sulla sommità del monte, è stata costruita un’altissima torre di metallo da cui è possibile godere del panorama tutto attorno: dalle Prealpi Giulie fino al mare del Golfo di Trieste.

Sul San Gabriele si trovano diverse trincee, reperti e monumenti dedicati alla prima guerra mondiale che sono fruibili al pubblico ed è davvero singolare camminare fra le trincee che i soldati austroungarici e italiani utilizzarono durante la Grande Guerra.

Non mi dilungo oltre e ti invito a guardare il nuovo video della mia passeggiata sul San Gabriele, con le informazioni necessarie per fare un bel giro e godersi tutte le bellezze che il monte ha da offrire. Non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Monte San Gabriele / Škabrijel, in conclusione…

…cosa ne pensi di questo nuovo video? Quali sono le passeggiate o gli itinerari che più ti piacciono quando vai a camminare?

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Leggi anche: Monte Nero (2245 m): via normale da Krn – fotogallery ed escursione

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Mast: storia d’impresa culturale e creativa (intervista a Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)

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Mast: impresa culturale e creativa (intervista a Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)

Che cos’è e come funziona un’impresa culturale e creativa? Cosa contraddistingue questo nuovo tipo di realtà imprenditoriale?

Lo scopriremo grazie alla testimonianza di Marco Arrigoni e Stefano Bonezzi che, con la loro impresa culturale creativa “Mast”, portano avanti numerosi progetti sul territorio goriziano e non solo.

A seguire l’intervista del presidente di Confartigianato Gorizia Ariano Medeot, che ha motivato le ragioni per cui è importante sostenere le iniziative di un’impresa culturale e creativa come la Mast.

Intervista a Marco Arrigoni e Stefano Bonezzi – Mast ICC Impresa Culturale Creativa

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Da sx: Stefano Bonezzi e Marco Arrigoni della Mast ICC

Che cos’è un’impresa culturale creativa e quali sono le sue peculiarità?

Stefano Bonezzi: “Inizio col dire che la nostra collaborazione è nata all’interno di un’associazione e inizialmente ci siamo occupati di offrire servizi sul territorio, con particolare attenzione al campo dell’editoria e a dei corsi legati ai dialetti della nostra zona. Insomma, siamo partiti da una collaborazione di volontariato e poi, ad inizio 2017, abbiamo deciso di fondare la Mast s.r.l.: un’impresa culturale creativa e società benefit”.

Quali sono quindi le possibilità che offre un’impresa di questo tipo?

Marco Arrigoni: “Quando abbiamo scelto di costituire questa nuova società, abbiamo prima di tutto fatto un percorso di qualche mese per decidere quale fosse la soluzione più adatta per raggiungere i nostri obiettivi. Da questo punto di vista lo strumento Mast si è rivelato il più adatto, poiché innovativo e si tratta di una startup a vocazione sociale che si occupa prevalentemente di organizzazione e gestione di eventi, turismo sociale e gestione del patrimonio culturale”.

Recentemente avete curato l’organizzazione di un evento molto importante al Marina Hannibal di Monfalcone, di cosa si trattava?

Marco Arrigoni: “Si trattava di progettare e realizzare un villaggio, con tutta una serie di manifestazioni e di spettacoli per intrattenere gli 800 velisti che hanno partecipato al campionato italiano dal 20 al 24 giugno. Siamo molto contenti che lo storico Marina Hannibal di Monfalcone ci abbia coinvolti in questa splendida iniziativa poiché per noi è stata davvero un’avventura, che è andata benissimo e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto”.

Quali sono gli eventi avete creato come Mast e quali idee avete per il futuro?

Stefano Bonezzi: “C’è stato un po’ di tutto, in quanto siamo partiti con l’associazione e siamo poi arrivati all’attività vera e propria della Mast. Come dicevo anche prima, abbiamo iniziato con un libro di cucina con diverse ricette del territorio e poi, pian piano, abbiamo sviluppato anche altri progetti, fra cui “De gusto”. Si tratta di una manifestazione enogastronomica che organizziamo una volta all’anno nella splendida Tenuta di Blasig a Ronchi dei Legionari. L’idea di base è quella di raccontare e valorizzare tutta una serie di micro produzioni alimentari del Friuli Venezia Giulia: dalla produzione fino al prodotto in vendita sulla bancarella”.

Intervista ad Ariano Medeot – Presidente Confartigianato Gorizia

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Ariano Medeot – presidente Confartigianato Gorizia

Per Confartigianato Gorizia cosa significa sostenere un’impresa culturale e creativa come la Mast s.r.l.?

“Si tratta di un percorso che la giunta di Confartigianato Gorizia si è data dal suo insediamento, quindi circa un anno e mezzo fa. Ancora una volta confermiamo la nostra vicinanza alle società tradizionali, di cui noi sosteniamo i valori in termini di conoscenza del territorio e di conoscenza umana, bisogna però considerare anche la grande evoluzione della tecnologia e quindi accompagnare le startup come la Mast s.r.l. in un percorso di sviluppo. Tutto ciò nell’ottica di poter mantenere vivo sul territorio il nostro patrimonio culturale”.

Dunque com’è possibile valorizzare questo tipo di imprese?

“La nostra idea è proprio quella di sostenere queste imprese, come oggigiorno stanno facendo anche le istituzioni regionali, magari accompagnandole durante il percorso di partecipazione a dei bandi che mettono a disposizione risorse economiche a favore di queste nuove realtà imprenditoriali per poterne valorizzare progetti e idee, oltreché l’innovazione culturale e ambientale del territorio”.

Prima di passare alle conclusioni, ti invito a guardare il video “Mast: storia d’impresa culturale e creativa (con Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)” e non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Conclusioni

Cosa ne pensi di questa intervista? Hai mai sentito parlare di impresa culturale creativa o c’è qualche esempio del tuo territorio che ti andrebbe di condividere?

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Leggi anche: De Gusto: fiera dell’artigianato gastronomico del territorio (16-17 settembre Ronchi dei Legionari)

#Puliamoilmondo 2017: l’iniziativa di Legambiente in tutela del verde goriziano

volontari legambiente gorizia pronti per puliamo il mondo 2017
Volontari Legambiente per Puliamo il Mondo a Gorizia

Puliamo il mondo è l’iniziativa promossa dall’associazione ambientalistica “Legambiente”, che ogni anno riunisce i volontari e gli associati di diversi Comuni italiani per il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.

Nel capoluogo isontino la manifestazione si è svolta nella mattinata di domenica 15 ottobre e, per il terzo anno consecutivo, ho preso parte con piacere all’iniziativa legambientina.

Dopo la zona di Casa Rossa nell’edizione del 2015 e il Monte Calvario nel 2016, quest’anno, assieme ad un motivatissimo gruppetto di cittadini, ci siamo adoperati per raccogliere i rifiuti abbandonati abusivamente lungo il tratto coperto del torrente Corno in via dei Catterini.

Dodici sacchi industriali colmi di rifiuti sono stati il risultato del lavoro svolto con molta buona volontà, qualche rastrello e gli inseparabili guanti antinfortunistici forniti ad ogni volontario, assolutamente indispensabili per portare a termine questa tipologia di lavori.

volontari legambiente gorizia raccolgono rifiuti
Raccolta dei rifiuti abbandonati abusivamente

Puliamo il mondo: un’iniziativa in favore del decoro della città

È un dato di fatto che a Gorizia, salvo rare eccezioni, il senso del decoro urbano è generalmente diffuso fra la cittadinanza e questo contribuisce a far sì che non vi siano gravi episodi di degrado e incuria in città.

Dunque, al di là degli effettivi risultati raggiunti dall’iniziativa in termini di raccolta dei rifiuti abbandonati, una fra le ricadute più importanti di #puliamoilmondo è certamente anche l’effetto di responsabilizzazione della cittadinanza sulla tematica del decoro degli spazi urbani.

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Il presidente di Legambiente Gorizia Luca Cadez segnala un grave esempio di inciviltà

L’opportunità di immaginare un utilizzo differente degli spazi urbani

La caratteristica peculiare di Puliamo il Mondo sta nel fatto che si tratta di un’iniziativa “bottom-up”, ovvero che parte dal basso e si rivolge verso l’alto.

Coinvolgendo direttamente i cittadini e rendendoli protagonisti nella campagna a favore della tutela ambientale, si instaura un circolo virtuoso che può contribuire ad educare al rispetto dell’ambiente e del patrimonio naturalistico le nuove generazioni, ma anche molti adulti che talvolta dimenticano che cos’è il senso civico.

Certamente sarebbe auspicabile un’ancor più ampia partecipazione da parte della cittadinanza. Tuttavia, sapendo che a Gorizia la mattinata è stata realizzata col sostegno di ISA Isontina Ambiente e il Comune di Gorizia Assessorato all’Ambiente, si può ben sperare che ci siano dei margini per sviluppare ulteriormente la manifestazione e coinvolgere ancor più persone in futuro.

volontari legambiente gorizia
Volontari Legambiente
rifiuti abbandonati abusivamente puliamo il mondo 2017 gorizia
Rifiuti abbandonati
andrea tomasella partecipa a puliamo il mondo iniziativa di legambiente gorizia
Andrea Tomasella @ Puliamo il Mondo 2017

 

volontari legambiente gorizia
Volontari Legambiente
tre tubi di amianto
Tubi di amianto
volontari legambiente gorizia raccolgono rifiuti
Presidente Luca Cadez e volontari Legambiente Gorizia
giovane volontaria legambiente gorizia
Monica Iacumin di Legambiente Gorizia
legambiente gorizia foto di gruppo puliamo il mondo 2017
Foto di gruppo conclusiva Puliamo il Mondo 2017

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Leggi anche: #stocoicontadini: foto e report della manifestazione Coldiretti a Milano

GECT GO: discorso del consigliere comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

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Tomasella Andrea – intervento sul GECT GO

Per la prima volta nella storia delle tre città, i consiglieri comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba si sono incontrati per un dialogo sullo sviluppo congiunto del nostro territorio tramite il GECT GO.

In tale occasione ho preso la parola per esporre il mio punto di vista, di seguito riporto in versione integrale il mio discorso.

GECT GO – Discorso del Consigliere Comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

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Andrea Tomasella – Discorso riunione GECT GO @ sala Pinta (Nova Gorica) Ph. David Verlič

Un cordiale saluto ai sindaci, agli assessori, ai colleghi consiglieri e ai cittadini che ci stanno seguendo con la diretta streaming. Per me è un grandissimo piacere poter essere qui con voi per partecipare a questo primo incontro transfrontaliero dei consiglieri comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba.

Ritengo questa occasione importantissima poiché, per la prima volta nella storia, ci incontriamo congiuntamente con l’obiettivo di rafforzare la nostra collaborazione e instaurare un dialogo costruttivo per lo sviluppo del nostro territorio.

Se le tematiche del nostro incontro sono interessantissime, grazie alla disamina dei risultati attesi dei progetti <<Parco transfrontaliero Isonzo-Soca>> e <<Costruzioni di un network di servizi sanitari transfrontalieri>>, oltreché la discussione sull’accordo congiunto sulla pianificazione normativa degli interventi transfrontalieri, permettetemi anche di guardare al significato che assume questo evento.

Senza dubbio alcuno, il modello di governance che il GECT GO propone è unico ed innovativo, in tal senso possiamo quindi definirci dei pionieri nell’attuazione di una metodologia di lavoro che potrebbe costituire una best practice da esportare in futuro su tutto il territorio europeo.

Il GECT GO è uno strumento rivolto alla reale autonomia del nostro territorio e ci consentirà di superare quegli scogli che rendono macchinosa la cooperazione transfrontaliera.

Grazie a un team di persone delegate e rappresentati dei due Stati che potranno lavorare all’attuazione del progetto, alla promozione del GECT GO e quindi contribuire all’unità europea nel nome dei popoli e delle identità locali, parafrasando il sociologo polacco Zygmunt Bauman, questo progetto ci consentirà di “pensare globale e agire locale”. Quindi sostanzialmente di condividere alcune progettualità future come piste ciclabili, sanità e servizi per le persone, ma guardando più in là anche raccolta di rifiuti, energia elettrica per i palazzi pubblici ed eventi culturali.

Quello che il GECT GO potrà fare a medio/lungo termine dipenderà soltanto da noi, dall’impegno che ci metteremo e quanto saremo in grado di credere in questo progetto con lungimiranza. Ciò che riesco a vedere io è un’opportunità unica per far crescere le nostre comunità, mettendole assieme nel rispetto delle nostre diversità ma perseguendo obiettivi comuni e potendo contare su un ambito di più di 60.000 cittadini.

Certamente bisognerà iniziare da zero, poiché questo genere di iniziative vanno sviluppate col tempo e con pazienza, inoltre è fisiologico che le nostre strutture amministrative attualmente non siano conformate per questo tipo di interventi, tuttavia, muovendoci congiuntamente e nella medesima direzione, questo progetto ci consentirà di erogare dei servizi ad un costo minore ma di maggiore qualità, con minor sforzo ma più efficaci.

Non secondario anche l’effetto di rafforzamento che avremo sulle nostre identità territoriali, grazie al GECT GO potremo far sì che la nostra area di confine diventi un modello in ambito internazionale per superare le difficoltà burocratiche che, ancor più nelle zone di confine, rendono difficili i progressi di cooperazione nei progetti di sviluppo del territorio.

Inoltre, in un’epoca sempre più rivolta al global, il GECT GO inverte il paradigma è concentra gli sforzi in un’area che è local, ricercando valori di unità urbanistica, un senso geometrico di continuità territoriale e costruendo dei modelli secondo cui culture, lingue e mentalità amministrative differenti possono essere armonizzate nella gestione dei servizi per i nostri cittadini.

Insomma, il GECT GO ci permetterà non solo di garantire una continuità territoriale sotto il profilo dei servizi: un profilo unico nell’offerta turistica, naturalistica, delle piste ciclabili e dei parchi, ma anche di presentare al mondo un mosaico con tutte le nostre eccellenze e di farlo trasmettendo un senso di unità che certamente ci contraddistingue.

Mi avvio a concludere questo breve intervento con alcuni auspici personali, perché al di là dei buoni propositi ci sono anche degli obiettivi che bisogna darsi e perseguire con impegno.

Quello che il GECT GO può essere, oltre ad un’utilissima progettazione europea per reperire i fondi da utilizzare per costruire infrastrutture da utilizzare assieme, è soprattutto un’idea nuova di condivisione dei servizi, un’opportunità per il futuro per avere altri momenti politici comuni, come la plenaria di quest’oggi che consente ai tre Consigli Comunali di lavorare assieme e di prendere decisioni che coinvolgono i tre spazi comunali, creando un modo unico di lavorare, sicuramente in Italia e forse anche in Europa.

E non so la vostra opinione, ma io mi sento orgoglioso di essere qui con voi a fare cose uniche. Questa è la vera Europa: l’Europa dei popoli. Grazie a tutti, e buon lavoro.

Conclusioni

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#stocoicontadini: foto e report della manifestazione Coldiretti a Milano

roberto moncalvo andrea tomasella sto coi contadini milano foto report manifestazione
#stocoicontadini: Roberto Moncalvo (coldiretti) e Andrea Tomasella

CONOSCERE LA BUONA AGRICOLTURA

L’occasione è arrivata in seguito all’Ordine del Giorno “STOP CETA”, che ho recentemente presentato in Consiglio Comunale. Infatti grazie a tale iniziativa ho avuto modo di conoscere il direttore Ivo Bozzato e il presidente Antonio Bressan della Coldiretti Gorizia.

Proprio durante tale incontro ho felicemente accettato l’invito a partecipare alla manifestazione indetta da Coldiretti “#stocoicontadini”, un grandissimo villaggio allestito nella centralissima zona del Castello Sforzesco di Milano dal 29 settembre al 1 ottobre 2017. Insomma, un’opportunità unica per conoscere la buona agricoltura italiana ed entrare in contatto con agricoltori e allevatori del territorio.

IL VIAGGIO E L’ARRIVO

allevatori e coltivatori friuli venezia giulia coldiretti
In compagnia della delegazione Coldiretti Friuli Venezia Giulia

Come spesso accade per questo genere di manifestazioni, il viaggio è uno dei momenti più interessanti e coinvolgenti poiché ti permette di passare del tempo con delle persone che condividono buona parte dei tuoi ideali, quindi conosci persone nuove e scambi opinioni coi vicini di posto.

In effetti anche questa volta, nonostante la partenza alle 03:30 del mattino, all’albeggiare e dopo un caffè, le chiacchiere non sono affatto mancate: Made in Italy, metodi innovativi di agricoltura, problematiche relative alla viticoltura e aneddoti e curiosità sono stati gli argomenti principali del viaggio.

Verso le 09:30 siamo arrivati a destinazione, proprio in prossimità del parco Sempione a Milano. Dopodiché abbiamo avuto tutto il tempo necessario per ambientarci prima della cerimonia di inaugurazione delle 11:30.

Quello che da subito mi ha lasciato stupito è stata l’eccellentissima organizzazione. Il palco centrale dove si sono svolti gli interventi era circondato da sedie e panche in legno, grandi schermi e massicci impianti audio completavano la struttura.

Un’altra cosa che ho apprezzato particolarmente sono state le numerose bandiere della Coldiretti a disposizione di tutte le persone: in tal modo è stato incoraggiato un suggestivo impatto scenografico con le centinaia, se non migliaia, di bandiere che venivano sventolate dal pubblico durante gli interventi degli ospiti.

IL VILLAGGIO DEGLI AGRICOLTORI

Definirei questa esperienza quantomeno inedita, non è una cosa che capita tutti i giorni poter conoscere ed entrare in contatto con diverse realtà della vita rurale italiana, semplicemente camminando da Piazza Cannone a Piazza Castello a Milano.

roberto moncalvo parla al pubblico di milano sto coi contadini
Il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo

Il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo è stato una fra le prime persone che ho avuto modo di incrociare. Disponibilissimo a parlare con me e a rilasciarmi una dichiarazione per il mio canale YouTube, gli ho subito chiesto qual è l’opinione dell’associazione da lui rappresentata a riguardo del CETA.

Il Presidente si è detto contrario al trattato di libero scambio fra UE e Canada, oltreché piuttosto critico a riguardo delle modalità di attuazione dello stesso. Comunque, per conoscere nel dettaglio l’opinione del presidente Moncalvo, ti rimando al video-report della mia esperienza a fine articolo.

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Stand Coldiretti a Castello Sforzesco di Milano

Bellissimi, coloratissimi e profumatissimi anche gli stand con il meglio dell’agricoltura italiana. In tutta l’area della manifestazione diverse decine di gazebo mettevano a disposizione le tante specialità agroalimentari dei nostri territori: dalla verdura alla frutta di stagione, passando per le conserve, i formaggi, i salumi e tanto altro. Il miglior cibo italiano, pronto da acquistare e anche da degustare sul posto, il tutto ad un prezzo più che popolare.

Il ticket proposto dalla Coldiretti per gustare il miglior cibo italiano, al costo di cinque euro, comprendeva due pietanze a scelta fra pasta al sugo o amatriciana, riso, hamburger, mozzarella di bufala, pesce fritto e tanto altro, e poi un ulteriore ticket permetteva di scegliere fra uno stuzzichino salato a base di patate fritte sul momento o gelato artigianale. Per accompagnare il tutto, al prezzo comunque abbordabile di tre euro, ho preso anche una buonissima birra artigianale doppio malto. Veramente speciale!

capra grigentana coldiretti sto coi contadini milano 2017
Capra grigentana

Fra le attrazioni più gettonate, soprattutto fra i giovanissimi avventori, la fattoria con gli animali. Allestita nella zona centrale della manifestazione, ha catturato l’attenzione di grandi e piccini con diverse specie di animali: cavalli, mucche, asini, capre, conigli, galline, tacchini e tanti altri simpatici animali.

COMIZI E INCONTRI A #STOCOICONTADINI

Fra gli ospiti eccellenti presenti alla manifestazione e a cui ho rivolto alcune domande c’è anche il segretario federale della Lega Nord e presidente di Noi con Salvini Matteo Salvini. Al leader del Carroccio, presente alla manifestazione con la sua piccola bimba sulle spalle, sono riuscito a chiedere che cosa rappresenta per lui il Made in Italy.

Non si è risparmiato Matteo Salvini e ha ribadito quanto è fondamentale continuare la battaglia per tutelare e proteggere l’agricoltura italiana, uno dei settori produttivi più importanti per la nostra economia. Inoltre ha anche aggiunto che è necessario proteggere gli agricoltori, gli allevatori e i nostri pescatori da quelle leggi o trattati internazionali che potrebbero fare soltanto tantissimi danni (ad esempio il CETA).

Fra gli ospiti del Villaggio Coldiretti spicca anche il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. Sono riuscito ad avvicinarmi brevemente ma, purtroppo, non a raccogliere una sua dichiarazione anche se mi avrebbe fatto tantissimo piacere.

Prima di passare alle conclusioni, ti invito a guardare il video “#stocoicontadini: report manifestazione Coldiretti a Milano (con Roberto Moncalvo e Matteo Salvini)” e non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

IN VIAGGIO CON COLDIRETTI, FOTO E CONCLUSIONI

trattore villaggio coldiretti
Trattore al Villaggio Coldiretti
foto di gruppo amici sto coi contadini palloncino coldiretti
Gruppo di amici con pallone Coldiretti
agricoltori venditori coldiretti milano sto coi contadini
Frutta e ortaggi Coldiretti
salumi made in italy
Banco salumi a manifestazione Coldiretti
zucche alla manifestazione coldiretti milano
Enormi zucche, sullo sfondo il castello sforzesco di Milano
sto coi contadini milano manifestazione coldiretti
Bella atmosfera alla manifestazione #stocoicontadini
palco coldiretti milano sto coi contadini
Comizio Coldiretti
giovani coldiretti foto di gruppo sto coi contadini 2017 milano
Delegati Giovani Impresa
forma grano padano con bandierina
Ineguagliabile forma di Grana Padano

Quello che ho potuto apprezzare di questo grande evento inaugurale del Villaggio dell’agricoltura di Coldiretti è stato certamente l’impegno da parte dell’Associazione di farsi portavoce di valori fondamentali per la ripresa socioeconomica del Paese.

Cibo, ambiente, territorio, mercati a km 0, sostenibilità, rispetto degli animali, tradizioni culinarie e tanto altro sono stati i veri protagonisti di questa bellissima giornata che mi ha permesso, una volta in più, di conoscere le tante bellezze del Made in Italy e della meravigliosa biodiversità che contraddistingue la penisola italica.

Mi è piaciuto moltissimo anche poter prendere parte ad un’iniziativa in cui si ribadiva l’importanza di valorizzare il grande capitale del territorio italiano, fatto di mille specialità, di mille e più varietà di frutta e ortaggi e di allevatori e pescatori unici al mondo.

Ancora una volta sento di aver contribuito nella battaglia a difesa del Made in Italy contro le multinazionali della finanza globalista che vorrebbero appiattire tutte le nostre specialità, distruggere il nostro capitale agricolo e azzerare la biodiversità che contraddistingue questo Paese. Non sarà tantissimo ma, nel mio piccolo, sento di aver fatto la mia parte.

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L’appuntamento con un nuovo articolo è sempre per giovedì prossimo su questo blog. Per essere sempre aggiornato sulle mie prossime attività, metti “Mi Piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

Leggi anche: Proposta di ordine del giorno: CETA – primo firmatario consigliere Tomasella

Stop CETA – Ordine del Giorno presentato in Consiglio Comunale a Gorizia dal consigliere Tomasella

Di seguito il testo integrale dell’intervento che ho fatto durante il Consiglio Comunale di Gorizia del 19 settembre 2017. In tale occasione ho presentato l’ordine del giorno “CETA” che è stato fatto proprio dal Sindaco Rodolfo Ziberna che ne ha condiviso i contenuti e le finalità. Anticipo già un’informazione: alla fine di questo articolo c’è il link per leggere l’ODG completo, con tanto di obiettivi e richieste presentate col documento. Buona letture e fatemi sapere cosa ne pensate scrivendo un commento e condividendo l’articolo con gli amici.

Ordine del Giorno “CETA” – Consigliere Comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

Grazie Presidente, un cordiale saluto al sindaco, alla giunta, ai colleghi consiglieri e ai concittadini presenti. La proposta che ho portato oggi in aula illustra con diversi riferimenti il perché parecchi comuni, enti ed associazioni di categoria si sono schierati contro la ratifica italiana dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada soprannominato CETA.

Non solo una buona fetta dell’opinione pubblica, dei cittadini e dei consumatori, ma anche varie amministrazioni locali e regionali, come per esempio il vicino Veneto, sono particolarmente critiche nei confronti dell’accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic and Trade Agreement).

Il CETA, in sintesi, è un accordo a natura mista per la cui entrata in vigore è necessaria la ratifica da parte di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea secondo le proprie disposizioni nazionali.

Se in linea teorica l’accordo dovrebbe essere una progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali fra le parti, in realtà il CETA introduce sostanzialmente un meccanismo di acritica deregolamentazione degli scambi e degli investimenti che non giova alla causa del libero commercio e pregiudica in modo significativo la qualità, la competitività e l’identità del sistema agricolo nazionale.

Ma come si è giunti a sottoscrivere, da parte italiana, questo accordo?

In silenzio e, come al solito, con procedura estiva tale da ridurre impatti politici e mediatici il governo ha riportato all’ordine del giorno del Parlamento il ddl sul CETA: l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada.

È bene aver chiaro cosa significa: per poche decine di prodotti italiani, che potrebbero avvantaggiarsene, vengono messe a repentaglio le tutele di 4500 prodotti tipici nazionali, per non parlare delle centinaia di ogni singola regione. Ci guadagneranno cioè solo le multinazionali, che avranno via libera a invadere l’Italia coi loro prodotti a scapito dell’identità produttiva dei nostri territori.

Insomma, si getta a mare un giacimento identitario unico al mondo, figlio di una biodiversità altrettanto unica, con la complicità dell’Unione Europea che invece di difendere i nostri agricoltori e promuovere il Made in Italy tutela le multinazionali della finanza per cui la terra è solo un salvadanaio da svuotare, impoverire e ridurre alla miseria.

Approvando quindi un accordo simile, consentiamo a chi della genuinità di quello che mangiamo e della salute importa poco o nulla. Apriamo le porte alle peggiori esperienze in campo genetico. Lasciamo che la qualità sulle nostre tavole si azzeri, con i costi in termini di salute pubblica che poi dovremo poi sobbarcarci.

Con il Ceta, il Canada eliminerà i dazi per il 90% dei prodotti agricoli al momento dell’entrata in vigore dell’accordo. L’Unione europea, d’altra parte, eliminerà il 92,2% dei dazi agricoli all’entrata. Ciò comporterà significativi flussi di importazione competitiva sotto il profilo dei prezzi ma con scarsi standard di qualità e di sicurezza.

Basti pensare ad esempio che la liberalizzazione di enormi quantità di grano canadese che arriverebbe in Europa non tiene affatto conto che per produrlo si utilizzano agenti chimici vietati in tutto il territorio dell’UE, Italia inclusa, perché considerati molto pericolosi per la salute umana.

L’accordo con il Canada, in sostanza, non solo legalizza la pirateria alimentare, accordando il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti tipici, dal Parmesan al Prosciutto di Parma, ma spalanca le porte all’invasione di grano duro trattato con il glifosato vietato in Italia.

Ciò non potrà che produrre un impatto devastante sull’agricoltura italiana ed una concorrenza sleale con produttori e coltivatori.

Mi avvio a concludere questa premessa ricordando che le motivazioni alla base di questa proposta affondano le loro radici in due terreni: uno di natura economica, legato alla difesa delle imprese agricole nazionali ed alla tutela ed allo sviluppo del Made in Italy, modello di sviluppo, coesione territoriale e crescita, per il Paese e per la comunità, ed il secondo, di natura valoriale, legato al bene comune, alla salvaguardia della nostra salute e della nostra identità.

Il documento che vi sottopongo ha un valore simbolico in quanto non spetta certo ai Comuni approvare un trattato internazionale, ma è giusto che i territori ed i cittadini che vivono in questo Paese, in queste comunità, si facciano sentire su argomenti così importanti e delicati che si ripercuotono sulla nostra salute, sui nostri consumi, sulla qualità della nostra vita.

L’approvazione di questo documento sarà dunque un’azione tesa ad informare e sensibilizzare il Governo ed i Parlamentari italiani chiedendo loro di non votare a favore della ratifica dell’Accordo e di impedirne l’entrata in vigore in via provvisoria, nella direzione di ragioni di scambio improntate alla democrazia economica ed alla salvaguardia dei diritti dei consumatori e delle imprese.

Conclusioni

Cosa ne pensi di questa mia iniziativa? Quali attività andrebbero portate avanti in consiglio comunale per rappresentare la meglio le istanze del territorio e dei cittadini?

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Leggi anche: Proposta di ordine del giorno: CETA – primo firmatario consigliere Tomasella

Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale (intervista al Conte Filippo Formentini)

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Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale (intervista al Conte Filippo Formentini)

Tutelare, proteggere e valorizzare il grandissimo capitale della civiltà contadina tipica del Friuli Orientale con una raccolta di oltre 20.000 reperti che coprono ben cinque secoli di storia dal 1500.

Questi sono gli obiettivi del Museo della Civiltà Contadina del Friuli imperiale di Aiello del Friuli, per conoscere più nel dettaglio questa meraviglia del territorio friulano ho rivolto alcune domande al Conte Filippo Formentini. Continua a leggere